Forum della cooperazione

A Milano le nuove linee guida della cooperazione
 

Milano, 2 ott - (Agenzia Nova) - “Muovi l’Italia, cambia il mondo”. Questo lo slogan scelto per il Forum della Cooperazione internazionale, che si è concluso oggi al Teatro Strehler di Milano. Due giorni di lavori per raccogliere idee e testimonianze per rimettere il tema della cooperazione al centro dell'azione dei governi e della società civile e collocarlo nell'ambito di una più ampia collaborazione a livello internazionale. L'evento,  organizzato dal ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione in collaborazione con la direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri, ha visto la parteipazione del presidente del Consiglio, Mario Monti, il quale ha definito la cooperazione allo sviluppo come “l’espressione più nobile ed elevata" della politica estera e come “investimento in termini di sicurezza nazionale e internazionale". Presenti anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e quello per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi. Presenti anche il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, quello della Giustizia, Paola Severino, e il sindaco di Milano, GIuliano PIsapia. Alla fine dei lavori del Forum è stato stilato un documento conclusivo nel quale sono state tracciate le linee guida della cooperazione, quali una maggiore collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, la priorità data allo sviluppo delle aree del Mediterraneo e dell'Africa e il reperimento di nuove risorse attraverso interventi legislativi mirati. 

 

 

 
Monti: cooperazione  investimento strategico
 

Milano, 1 ott - (Agenzia Nova) - La cooperazione è prima di tutto "un imperativo etico di solidarietà", ma anche "un investimento strategico in termini di sicurezza nazionale e internazionale, di gestione dei flussi migratori, di protezione dell'ambiente, di sicurezza energetica e di promozione delle opportunità economiche e commerciali per le imprese italiane". Lo ha dichiarato il premier Mario Monti, sottolineando che l’Italia è impegnata a livello internazionale a contribuire a “tracciare le linee di una nuova partnership per lo sviluppo sulla base dei principi dell'efficacia dell'aiuto, ribaditi in occasione del quarto Forum di alto livello svoltosi a Busan, in Corea del Sud, a fine 2011". Il premier ha poi definito la legge 49 del 1987 (che ha istituito la Cooperazione allo sviluppo italiana) “parte integrante” della politica estera del paese. "Anche sul piano europeo - ha aggiunto - il trattato di Lisbona ha inserito la politica di cooperazione allo sviluppo nell'azione esterna dell'Unione Europea, e in questo contesto si inserisce il contributo dell'Italia, in particolare nella definizione delle linee guida per il futuro della politica di sviluppo dell'Ue sintetizzate in un documento della Commissione europea”.

 

 

 

     
Terzi: non c'è politica estera senza cooperazione
 
Milano, 1 ott - (Agenzia Nova) - Un dibattito sul futuro della cooperazione allo sviluppo è “essenziale e urgente” e bisogna quanto prima “riorganizzare gli strumenti operativi della nostra politica estera, tra i quali la cooperazione “deve rispondere appieno al suo profilo eminente e di eccellenza”. E' quanto dichiarato dal ministro degli Esteri, Giulio terzi, il quale ha elencato le sfide con le quali l’Italia si trova a competere nella realtà internazionale: povertà e fame, riduzione del divario nord-sud, tutela e promozione dei diritti fondamentali e riaffermazione della centralità della persona umana. “La rapida trasformazione che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, con un’accelerazione verso nuovi equilibri geopolitici e verso nuovi processi di integrazione regionale, pongono oggi l'equazione politica estera-cooperazione in termini nuovi, densi di problematicità e al tempo stesso di straordinarie prospettive”, ha detto Terzi. Il titolare della Farnesina ha poi sottolineato come “la rapida trasformazione che abbiamo vissuto negli ultimi decenni con una accelerazione verso nuovi equilibri geopolitici e verso processi di integrazione regionale ponga oggi l'equazione politica estera-cooperazione in termini nuovi, densi di problematicità e al tempo stesso di straordinarie prospettive”. In ragione di questi cambiamenti, “che riguardano in maniera diretta il nostro paese molto più di altri”, ha affermato Terzi, “non vi è politica estera senza cooperazione, così come non vi può essere cooperazione senza politica estera”. Il ministro ha poi sottolineato come un dibattito sul ruolo e le nuove sfide della cooperazione “può essere vivace, ma fruttuoso” e ha poi messo in luce il recente impegno profuso dall’Italia nel settore. “Nel 2009, in occasione della presidenza italiana del G8, siamo stati tra i più convinti promotori di un approccio, ormai comunemente definito olistico, che guarda all’insieme degli attori, degli strumenti e delle risorse della cooperazione internazionale allo sviluppo, per ottimizzarne l’impatto”.

"La cosa importante è definire un'inversione di tendenza, toccherà poi ai futuri governi proseguire verso il riallineamento degli standard internazionali”. Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, richiamando l’attenzione sulla cooperazione internazionale, spesso vista considerata lontana dai cittadini. “La realtà è diversa ora - ha spiegato il ministro - siamo tutti interconnessi, ci sono interazioni più forti, storicamente attive e la globalizzazione ci impone oggi di collaborare con un mondo che cambia e di cui noi facciamo parte. I nuovi finanziamenti alla cooperazione dovranno essere adeguati a questo contesto di profonda trasformazione, nel quale è importante non solo spendere di più, ma farlo in modo consapevole”, ha detto Grilli, il quale si è poi soffermato sul problema riguardante un migliore coordinamento dei soggetti impegnati nella cooperazione, che spesso finiscono per intralciarsi a vicenda. "Una cooperazione di qualità deve riuscire a far lavorare bene insieme tutti i soggetti coinvolti a livello globale e su questo occorre impegnarsi”. Grilli ha concluso ricordando l'importanza della collaborazione pubblico-privato. "Al ministero dell'Economia e delle Finanze siamo convinti che la partecipazione dei privati sia fondamentale in un’ottica di investimenti e reciproci vantaggi”.
   
 
Riccardi a "Nova": dal Forum emersa passione civile
 
Milano, 1 ott - (Agenzia Nova) - Il tema della cooperazione allo sviluppo va posto nuovamente al centro del dibattito pubblico e costituisce il “momento culminante” di un percorso avviato da tempo e che ha l’ambizione di coinvolgere coloro che si domandano a cosa serva la cooperazione. Questo il messaggio lanciato all’incontro di Milano dal ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea  Riccardi. Intervistato da "Nova", il ministro ha elogiato "la grande passione civile" emersa dal Forum. "La società civile deve investire risorse in questa realtà. Non è una realtà sostenuta economicamente dallo stato, ma esso deve sentirsi responsabile della cooperazione e della solidarietà, perché fa bene al paese, fa bene alla società, fa bene all’economia ed è una cosa giusta. Siamo impegnati nel corno d’Africa, mentre siamo indietro nella regione del Sahara e del Sahel, in Burkina Faso, in Niger e in grandi paesi dove dobbiamo aumentare la presenza, come in America Latina, dove non è molto forte, ma è qualificata, e in alcuni paesi asiatici. Con la nostra cooperazione dobbiamo fare la differenza, nelle situazioni drammatiche tante volte facciamo la differenza tra la vita e la morte e questo è importante. In altre situazioni è un fattore di sviluppo e di ripresa dei vari paesi”. Riccardi ha poi posto l’accento sulla peculiarità del Forum della Cooperazione internazionale di quest’anno, che si rivolge maggiormente anche alle imprese. “Questa è la grande novità emersa da questo forum. Le piccole e medie imprese sono molto interessate a tutto questo. Mi pare molto importante e significativo che il sistema Italia sia interessato”, ha concluso il ministro".    
 
Dassù a "Nova": fondamentale rapporto pubblico-privato
 

Milano, 1 ott - (Agenzia Nova) - Il rapporto tra pubblico e privato è fondamentale e bisogna riuscire a coinvolgere un numero sempre maggiore di imprese nella cooperazione, che non è legata al soli aiuti ma si fonda su una logica di cooperazione economica internazionale. E’ quanto ha detto a "Nova" il sottosegretario agli Esteri, Marta Dassù, a margine dei lavori del Forum della Cooperazione internazionale in corso di svolgimento a Milano. "Tale rapporto – ha spiegato Dassù – non sostituisce la necessità del sostegno pubblico allo sviluppo, pertanto resta attuale il problema dell'Italia di riuscire a dotarsi di maggiori risorse pubbliche. Tuttavia non c'è nessuna politica di cooperazione contemporanea che possa prescindere da un rapporto virtuoso tra sforzo pubblico e privato, intendendo per quest’ultimo sia le imprese che le fondazioni, private e no profit”, ha aggiunto il sottosegretario.

“Sono di ritorno dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite di New York dove ho partecipato al lancio dell’iniziativa ‘New alliance for Africa’, sostenuta dai governi e gli operatori del settore privato dei paesi appartenenti al G8 e da alcuni governi africani e che si basa proprio su questa concezione, cioè la possibilità di mettere in sinergia gli sforzi dei governi e gli sforzi delle imprese, per favorire la creazione di una capacità agricola locale. Mi sembra dunque una discussione che riflette un dibattito internazionale più generale e a cui bisogna assolutamente guardare", ha concluso la Dassù.

   
 
Belloni a "Nova": fondi italiani in aumento dal 2013
 

Milano, 1 ott - (Agenzia Nova) - Un milione e 300 mila euro in meno sul funzionamento e 5,8 milioni sugli interventi. Sono questi i tagli attuati dal governo relativamente al capitolo 2013 riguardante la Cooperazione allo sviluppo, in applicazione della spending review approvata dal governo. Lo ha dichiarato a Nova Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione alla sviluppo, a margine del Forum sulla Cooperazione internazionale in corso di svolgimento a Milano. Secondo la Belloni, iI Documento di economia e finanza (Def) 2012 varato dal governo prevede per il triennio 2013-2015 “azioni concrete per un riallineamento graduale dell'Italia agli standard internazionali della Cooperazione allo sviluppo, attraverso il progressivo incremento, pari almeno al 10 per cento annuo, degli stanziamenti previsti dalla legge 49 del 1987. Si tratta di un piano di rientro che dimostra l'impegno del governo Monti a riportare la cooperazione al centro della politica nazionale".

"Le risorse di Cooperazione gestite dalla Direzione generale della Cooperazione allo sviluppo - ha sottolineato la Belloni - hanno subito nel periodo 2008-2011 una riduzione di quasi il 90 per cento, portando lo sforzo finanziario di Cooperazione del nostro paese allo 0,19 del nostro prodotto interno lordo, una delle percentuali più basse tra i paesi dell’Unione europea”. Per quanto riguardai settori geopolitici nei quali si concentrerà maggiormente l'impegno dell'Italia, la Belloni ha spiegato che "gli scenari sono in fase di evoluzione , anche se gli eventi che dal 2011 hanno riguardato la sponda sud del Mediterraneo continuano a imporre la nostra attenzione privilegiata, che si sta però concentrando anche sulla regione sub-sahariana, in particolare il Sahel, punto di snodo centrale per questioni che riguardano la sicurezza, il controllo dei flussi migratori, la stabilità politica, economica e sociale del bacino del Mediterraneo".