I Balcani a Milano
Milano ospita sei paesi balcanici
 
Milano, 22 mar - (Agenzia Nova) - I rappresentanti di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom) hanno partecipato oggi a Milano al workshop internazionale per le micro, piccole e medie imprese (Mpmi) dell'Europa sud orientale organizzato da Promos, l'agenzia speciale della Camera di commercio meneghina. Il workshop ha visto la partecipazione di rappresentanti governativi, di agenzie, pubbliche e private, operanti a supporto delle Mpmi, di istituzioni finanziarie, di imprese e “policy maker” italiani provenienti dai paesi dell'area balcanica che si confronteranno su iniziative e progetti concreti atti a favorire la cooperazione fra le due aree.

L’incontro si è aperto con un briefing illustrativo tenuto da Claudio Rotti, presidente dell’Associazione italiana del commercio estero (Aice) e vicepresidente di Promos, Pietro Celi, capo della Direzione generale per le Politiche di internazionalizzazione e promozione degli scambi e Lorenc Luka, sindaco della città albanese di Scutari. Il discorso conclusivo è stato invece affidato a Matteo Rivellini, consulente della Banca europea degli investimenti (Bei).

Il programma si è articolato in due fasi: nella mattinata si sono svolti focus specifici di presentazione delle opportunità commerciali e d'investimento presenti nel sud est Europa, con interventi di importanti rappresentanti di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Fyrom, Montenegro e Serbia. Sono state organizzate sessioni dedicate ai progetti in corso nell'area, fra i quali il “Risee - Rete Italia sud est Europa” (a valere sulla Legge 21 Marzo 2001, n. 84), co-finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, e il “Prices”, Programma integrato di supporto alla cooperazione regionale tra paesi occidentali e balcanici.

Nel pomeriggio, infine, ci sono stati sei “Tavoli Paese” per presentare le opportunità commerciali e di investimento nel sud est Europa. Le aziende lombarde hanno potuto svolgere incontri di approfondimento “one to one” con rappresentanti delle Camere di Commercio e delle Agenzie di sviluppo operanti nei paesi coinvolti e incontri bilaterali con imprenditori albanesi.
   La sala della conferenza

© Agenzia Nova

 
Bega: Milano ponte tra Italia e Balcani
 

Milano, 22 mar - (Agenzia Nova) -  Milano può avere un ruolo molto positivo nel fare da tramite a tutte le imprese locali e nazionali che hanno dimostrato interesse nell'area dei Balcani. Lo ha detto a "Nova" Federico Maria Bega, dirigente per l'area mediterranea e il Medio Oriente di Promos, l'agenzia speciale della Camera di commercio meneghina, a margine del workshop internazionale per le micro, piccole e medie imprese (Mpmi) dell'Europa sud orientale svoltosi oggi nella sede della Banca commerciale, a Palazzo Affari ai Giureconsulti. Il bilancio del workshop "è stato molto positivo", ha detto Bega. "Abbiamo voluto enfatizzare il ruolo di Milano in un'area che per le nostre imprese offre, anche se con situazioni molto differenziate, notevoli possibilità d'investimento, con una bassa presenza di burocrazia e con valide agevolazioni fiscali".

Il workshop si è aperto nella mattinata con l'intervento di Claudio Rotti, presidente dell'Associazione italiana per il commercio estero (Aice), che ha ricordato come l'Europa sud orientale “resti una regione strategica per tutta l'area del Mediterraneo e per l'Italia”, con il nostro paese che, come emerso più volte “occupa sempre le prime posizioni come partner commerciale delle nazioni mediterranee", sia sulla sponda est che su quella sud. “C'è sempre una sana competizione tra tutti questi paesi dell'Europa sud orientale nel cercare di attrarre più investitori possibili, vendendo al meglio le proprie peculiarità", ha ricordato a "Nova" Bega.

"Poi c'è da fare un discorso di prossimità geografica: la loro vicinanza a noi li rende convenienti anche se i costi della manodopera non sono competitivi come quelli asiatici, ma la manifattura è decisamente più fine, più europea”, ha aggiunto. “Sono paesi che hanno anche un sistema istituzionale e giuridico che agevola gli investimenti, e in più una forza lavoro estremamente qualificata. L'est ha una tradizione di lavoro tecnico da sempre molto valida ma i miglioramenti negli ultimi 20 anni sono stati significativi, soprattutto pensando alla situazione della vecchia Jugoslavia”.

Non bisogna poi dimenticare che il nostro sistema bancario si è diffuso capillarmente nell'area e “può fornire uno strumento di valido supporto alle attività che vogliono costruire un qualcosa d'importante, sopratutto sul lungo periodo. Perché le nostre aziende in media restano molto di più sul territorio dove si insediano rispetto a quelle di altri paesi europei, con investimenti a lungo termine che sono una tradizione tutta italiana”, ha ricordato il dirigente della Promos.

   Il dirigente per l'area mediterranea e il Medio Oriente di Promos, Federico Maria Bega

© Agenzia Nova

 
Sindaco di Scutari: clima positivo per le aziende italiane
 
Milano, 22 mar - (Agenzia Nova) - Nel territorio di Scutari, in Albania, sono già 23 le aziende italiane che operano con successo alla produzione di legname, prodotti tessili, calzature ed energia rinnovabile. Lo ha detto in un'intervista a "Nova" Lorenc Luka, sindaco di Scutari, città albanese di circa 120 mila abitanti, durante il workshop organizzato dalla Promos sulle capacità d'investimento delle micro, piccole e medie imprese dell'Europa sud orientale.
 
“Gli imprenditori italiani che sono venuti qui da noi non hanno accusato gli effetti della crisi come i loro colleghi in patria”, ha evidenziato Luka. “Come ente locale ci interessa molto ampliare le nostre relazioni con l'Italia, perché una dittatura di 50 anni ci ha allontanato molto di più delle nostre reali distanze geografiche”, ha detto il sindaco di Scutari.
 
L'imprenditore italiano che arriva in Albania trova notevoli agevolazioni sia burocratiche che fiscali. “Abbiamo cercato di abbattere quasi completamente il muro della burocrazia che per noi è simbolo di un periodo che vogliamo lasciarci alle spalle. Oggi siamo in grado di completare le formalità per avviare un'impresa nel giro di 24 ore”, ha sottolineato Luka. Le imprese straniere che operano sul territorio albanese contribuiscono inoltre a migliorare le condizioni di vita e a creare competenze altrimenti rare.
 
“Oggi chi investe da noi trova già operai qualificati che provengono da scuole professionali, e tutto questo grazie al miglioramento delle condizioni economiche. Abbiamo poi istituito un ufficio ad hoc per accogliere gli investitori stranieri e aiutarli a risolvere le difficoltà iniziali”, ha spiegato il sindaco. Gli investimenti italiani a Scutari riguardano anche la produzione in loco di energia rinnovabile. “Abbiamo due compagnie italiane - ha precisato Luka - che hanno presentato progetti per avviare un parco eolico e una centrale idroelettrica nella zona di Scutari. Oggi mi sento di dire che noi siamo la porta albanese verso i Balcani”, ha concluso il sindaco. 
   Il sindaco di Scutari, Lorenc Luka
 
Gli interventi di Rotti, Lekic, Borozanov e Rivellini
 

Milano, 22 mar - (Agenzia Nova) - Aprendo il workshop, Claudio Rotti, presidente dell'Associazione italiana per il commercio estero (Aice), ha sottolineato che l'Europa sud orientale resta una regione strategica per tutta l'area del Mediterraneo e per l'Italia, paese che occupa le prime posizioni come partner commerciale delle nazioni mediterranee, sia sulla sponda est che su quella sud. "Negli ultimi due anni Promos ha realizzato 21 missioni di piccole e medie imprese sia milanesi che lombarde, oltre a quattro business forum bilaterali in collaborazione con il governo italiano e albanese, croato, serbo e sloveno", ha aggiunto Rotti a margine del suo intervento.

 

Da parte sua Miodrag Lekic, professore dell'università Luiss, ha ricordato che l'Italia mostra grande iniziativa nella promozione commerciale nell'area balcanica, anche perché la situazione di questi paesi "è molto cambiata negli ultimi 20 anni: oggi non ci sono dubbi sul fatto che l'Europa sud orientale abbia una grande voglia di integrazione europea". L'Europa, ha aggiunto Lekic, "vuole completare questo processo d'integrazione e questa è un'opportunità anche per l'Italia. L'area mediterranea e balcanica interessa molto anche alla Turchia, alla Russia e agli Stai Uniti d'America", ha detto il professore, che poi ha aggiunto che "è per questo che l'Europa deve guadagnarsi un ruolo da protagonista nell'integrazione economica dei paesi balcanici".

 

Borijan Borozanov, manager del Dipartimento investimenti della Fyrom, si è concentrato invece sulle notevoli opportunità che l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (Fyrom), offre dal punto di vista delle facilitazioni fiscali. "La nostra Iva è al 18 per cento e vi sono paesi come Turchia e Ucraina che hanno già un accesso privilegiato al nostro mercato (...). Il nostro paese offre una tassazione pari a zero per i primi dieci anni di attività di un'azienda sul nostro territorio e offriamo numerose agevolazioni volte alla riduzione dei costi di costruzione degli impianti”, ha spiegato Borozanov, aggiungendo che “molte aziende hanno mostrato interesse ad investire sul nostro territorio, tra cui imprese italiane e bulgare”.

 

La sessione plenaria del workshop si è chiusa con l'intervento di Matteo Rivellini, consulente della Banca europea degli investimenti (Bei) in Slovenia, Croazia, Balcani occidentali e area adriatica. “L'area balcanica rappresenta uno snodo centrale sia per il processo di integrazione nell'Unione Europea che per ragioni economiche di paesi che dell'Unione fanno parte già oggi. Ed è per questo che la Bei ha raggiunto una quota d'investimenti nell'area, comprendendo paesi come Slovenia e Croazia, dal valore di 1,5 miliardi di euro l'anno”, ha detto Rivellini. “Quando le aziende e le istituzioni di questi paesi accettano di partecipare a questi workshop", ha aggiunto a margine dei lavori, "hanno bisogno di concretezza e non di sentirsi esporre progetti destinati a non realizzarsi”.

   Claudio Rotti, presidente dell'Associazione italiana per il commercio estero (Aice)