L'impegno in America Latina

La Conferenza Italia-America latina e Caraibi
 
Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - Dopo un mese di dibattiti, progetti e bilanci, Italia e America latina sembrano essere un po’ più vicine. La quinta Conferenza Italia-America latina e Caraibi, organizzata e ospitata dal ministero degli Esteri in collaborazione con l’Istituto italo-latino americano (Iila), il Centro studi di politica internazionale (Cespi) e la Regione Lazio, assieme ai tanti incontri che ne hanno accompagnato nelle ultime settimane il percorso preparatorio, ha riacceso la convinzione che sia necessario rafforzare una partnership economica e politica che già poggia su un solido retroterra di tradizioni e valori comuni.
 
Soprattutto, gli ultimi eventi hanno posto l’accento sulle attività della Cooperazione italiana nel continente sudamericano e in America centrale, evidenziando un impegno costante a favore di uno sviluppo solido e sostenibile. La Conferenza, tenuta a Roma il cinque e sei ottobre scorsi, ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della società civile, dell’imprenditoria e della finanza. Le tre sessioni tematiche hanno affrontato i temi della cooperazione industriale e dello sviluppo delle piccole e medie imprese, della sicurezza, dell’integrazione interstatale e della cooperazione rafforzata.
 

 Scuola italiana ricostruita dalla Cooperazione italiana

 
Frattini: l’Italia modello di sviluppo per l’America Latina
 

Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - “Vogliamo aprirci a una cooperazione più efficace, una rete sempre più intensa per condividere esperienze e valutazioni sulle grandi sfide globali”, ha spiegato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nell’aprire i lavori della Conferenza. “L’America Latina si pone oggi in una nuova luce nel sistema internazionale – ha evidenziato Frattini – la gestione oculata dell’economia a permesso ai suoi paesi di affrontare la crisi finanziaria. Oggi l’America Latina è una soluzione alle sfide globali, non più un problema”.

 

L’Italia può però ancora rappresentare un modello di sviluppo per i paesi emergenti dell’area latino americana. Secondo il ministro, “il modello vincente che ci ha portato al boom economico negli anni Sessanta, basato su una rete di piccole e medie imprese e su ricerca e innovazione, può rappresentare un esempio nella lotta alla povertà. Ma l’Italia può essere un esempio anche nel campo della sicurezza, della lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo. Per questo vogliamo rafforzare il ruolo dell’Istituto italo-latino americano e quello delle regioni italiane: una cooperazione più efficace è necessaria per condividere esperienze e valutazioni sulle grandi sfide che affrontiamo insieme”.

 

 Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini

 

     
Ecuador-Perù: lotta alla povertà nella regione di confine
     

Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - Nell’ambito del percorso che ha portato alla quinta Conferenza Italia-America latina e Caraibi, il quattro ottobre scorso s’è celebrata a Roma la giornata conclusiva del Programma bi-nazionale di lotta alla povertà nella zona di frontiera Ecuador-Perù, un progetto realizzato dall’Iila, grazie ad un finanziamento di 2,1 milioni di dollari della Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) della Farnesina. Il programma ha contribuito al processo di pace e integrazione della zona operando in settori specifici del distretto di Suyo, in Perù, e del Cantone di Macarà, in Ecuador.

La regione di frontiera tra i due paesi è una zona rurale particolarmente depressa a causa di sessant’anni di conflitto: il progetto realizzato dall’Iila ha avuto l’obiettivo di migliorare sostanzialmente le condizioni di vita delle comunità locali, rafforzando le istituzioni locali; facilitandone l’avvicinamento con i cittadini; generando nuove fonti di reddito attraverso l’introduzione di piccole attività; realizzando alcuni compendi immobiliari di servizi e infrastrutture di base. Il tutto, al fine di garantire la sostenibilità degli interventi del programma e i loro effetti nel lungo periodo.

“Innanzitutto – ha commentato Rubén Bustamante, prefetto di Loja, in Ecuador –  sono stati mitigati i rischi portati alla popolazione locale dai torrenti in piena, in particolare nel periodo invernale: gli operatori hanno costruito dighe trasversali e canali, rimosso le rocce che causavano le inondazioni dei fiumi. Importante è stato anche l’intervento volto ad assicurare l’approvvigionamento del Cantone Macarà. Il canale già esistente s’era praticamente prosciugato: grazie alla sua ristrutturazione e alla ricostruzione di un muro di protezione, il canale è ora in grado di distribuire acqua in un’area di duemila ettari circa, prevalentemente coltivata a riso. Ma in questi anni sono state realizzate dall’Iila tantissime altre opere per il sostegno agli allevamenti locali di bestiame e di bachi da seta, per la ristrutturazione di scuole, per il rifacimento di sistemi d’irrigazione”.

Javier Atkins è invece il presidente del governo regionale di Piura, in Perù. “Grazie all’Iila – ha osservato Atkins, intervenendo nel corso della cerimonia – siamo riusciti a riparare un canale di tre chilometri per permettere alle famiglie di coltivare il riso; abbiamo costruito opere importanti a livello sociale, come il Club delle donne, un servizio sanitario, lavori di riforestazione. Adesso vogliamo ripetere l’esperienza del programma in zone contigue: bisogna aiutare 300 mila famiglie che hanno ancora il problema dell’accesso all’acqua. La popolazione peruviana considera davvero importante il lavoro fatto dalla Cooperazione italiana e dall’Iila: tutti vogliono che questa collaborazione con l’Italia prosegua nella stessa direzione”.

   Donne a Tinguipaya
     
America latina e Caraibi: le iniziative italiane
     

Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - Nel frattempo prosegue incessante il lavoro degli operatori della Cooperazione italiana in America latina e nei Caraibi. Gli interventi si prefiggono, in particolare, l’obiettivo di sostenere lo sviluppo socio-economico di una regione che vanta intensi legami etnici e culturali con il nostro paese, attraverso progetti sostenibili nel campo della sanità, dell’assistenza alle minoranze vulnerabili, del rafforzamento delle istituzioni e dello sviluppo dell’imprenditorialità a livello locale. Dal punto di vista geografico, gli interventi si focalizzano sulle aree che registrano i livelli più bassi di sviluppo: l’America centrale e caraibica, caratterizzata peraltro da maggiori rischi di conflittualità politiche e sociali; l’America andina e il Cono sud, dove, a fronte di livelli più alti di reddito, resta disomogenea la distribuzione della ricchezza, con la persistenza di ampie fasce di povertà.

 

 

     
America centrale: i programmi della Cooperazione italiana
     

Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - Nel Salvador sarà presto avviata un’iniziativa di “appoggio alla riforma del sistema educativo nazionale”, che gode di un finanziamento di tre milioni e 800 mila euro da parte della Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo. L’iniziativa si pone l’obiettivo di contribuire allo sviluppo del sistema educativo nazionale salvadoregno attraverso la sperimentazione del modello pedagogico della “escuela a tiempo pleno” e allo sviluppo delle capacità organizzative e programmatiche del ministero dell’Educazione locale.

 

Sempre nel Salvador, sono state avviate importanti iniziative nel settore della giustizia giovanile (lo scorso anno la Cooperazione italiana ha approvato un progetto atto a diffondere ed applicare un modello di giustizia riparativa attraverso il coinvolgimento degli operatori del sistema giudiziario minorile del paese); in campo sanitario (con un progetto di due milioni di euro a sostegno dell’ospedale di Chalchuapa); nel settore ambientale (con un’iniziativa proposta dal Consiglio nazionale delle ricerche sullo sfruttamento dell’energia geotermica in collaborazione con l’Università del Salvador, progetto al quale la Dgcs ha contribuito con un finanziamento di quasi 500 mila euro); nel settore culturale (con un programma di formazione al restauro portato avanti dall’Iila).

 

Recentemente anche Cuba ha finito con l’assumere un ruolo prioritario nell’agenda della Cooperazione italiana. Nel settembre di quest’anno è stato approvato dalla Dgcs un programma, affidato alla direzione dell’Istituto italo-latino americano e della Comunità di Sant’Egidio, per il recupero del centro storico de L’Avana. Il progetto, che gode di un finanziamento di 1,5 milioni di euro, avrà durata triennale.

 

In Guatemala l’Italia porta avanti progetti di difesa dei diritti dei minori lavoratori e dei giovani a rischio, di sostegno all’imprenditoria femminile e alle imprese rurali. Molti sono poi i programmi regionali condotti in collaborazione con la Segreteria d’integrazione centroamericana (Sica) e con le agenzie delle Nazioni Unite. All’Undp – il Programma di sviluppo dell’Onu – la Cooperazione italiana ha concesso un finanziamento di due milioni di euro per il recupero di giovani a rischio a Città del Guatemala e di 800 mila euro per iniziative d’assistenza al sistema giudiziario guatemalteco. È inoltre in istruttoria un credito d’aiuto da 20 milioni di euro per sostenere la fase di ricostruzione del paese dopo l’emergenza causata dal ciclone Agatha.Dobbiamo ringraziare il governo italiano per il contributo dato al programma di lotta alla povertà nella zona di frontiera con l’Ecuador”. È quanto dichiarato stamane dal vice ministro degli Esteri peruviano José Antonio Meier Espinosa, intervenuto nel corso della seconda giornata della V Conferenza Italia-America latina e Caraibi, apertasi ieri a Roma.

 

 Potosì, Bolivia

     
La Cooperazione italiana nei paesi andini
     

Roma, 15 ott - (Agenzia Nova) - Nei paesi andini la Cooperazione italiana è impegnata con iniziative volte alla riduzione della povertà, il cui obiettivo è di attenuare il rischio di tensioni sociali e porre le basi per uno sviluppo sostenibile sotto il profilo sociale e ambientale. Oltre al Programma bi-nazionale di lotta alla povertà nella regione di confine con il Perù, di cui abbiamo già parlato, in Ecuador l’Italia finanzia programmi a credito di aiuto nel settore dello sviluppo rurale e sanitario, per un importo di 15 milioni di euro.

 

Il Perù è beneficiario di un’iniziativa di conversione parziale del debito derivante da crediti di aiuto. Il programma si basa su due accordi di conversione, il secondo dei quali – firmato a Lima nel 2007 e valido fino al 2012 – disciplina l’utilizzo di ulteriori 72 milioni di dollari. Per l’identificazione e l’esecuzione dei progetti da finanziare, con i fondi della conversione del debito, è stato istituito il Fondo italo-peruviano (Fip), organismo misto che ha l’obiettivo di selezionare i progetti da finanziare.

In Bolivia l’Italia è impegnata, in particolare, nel sostenere politiche di riduzione della povertà e di ammodernamento infrastrutturale: lo scopo è quello di creare le condizioni per uno sviluppo autonomo dell’economia locale e, al contempo, di alleviare la precarietà delle condizioni di vita degli strati più poveri della popolazione. È in corso un programma di “Sostegno allo sviluppo del sistema socio-sanitario di Potosì”, nella zona centro-meridionale del paese, dove già sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione dell’ospedale Bracamonte.

 

 

 L'ospedale di Bracamonte

 

Lo scorso anno, inoltre, si è chiuso il programma triennale per la difesa dei diritti dei minori nella municipalità di El Alto, affidato all’Unicef con un contributo di 1,8 milioni di euro. Nell’ambito del programma a credito di aiuto (per 25 milioni di euro) Misicuni II, sono in corso i lavori diretti al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni della Valle di Cochabamba nei settori idrico e agricolo. Le opere principali prevedono la realizzazione di una diga di raccolta, un tunnel di travaso, un condotto forzato ed un impianto di produzione dell’energia idroelettrica. Obiettivo principale è permettere agli abitanti e agli agricoltori della zona di usufruire di acqua potabile, anche per l’irrigazione e la generazione di energia elettrica.

 

La Cooperazione resta impegnata anche in Argentina. Prosegue, nella sua seconda fase, un’iniziativa nel settore sanitario che beneficia di una linea di credito di 42 milioni di euro: il progetto è volto a rafforzare il settore sanitario pubblico con la distribuzione di adeguate attrezzature nelle zone rurali di confine, l’equipaggiamento degli ospedali delle province interne e la creazione di centri sanitari d’eccellenza. Sul fronte della cooperazione decentrata, va segnalato il programma “Formazione per lo sviluppo economico locale”, finanziato con circa 1,5 milioni di euro dalla Dgcs e altri 661 mila euro a carico di nove regioni italiane, con la Puglia capofila.

 

Infine, resta da citare il programma di cooperazione trilaterale (Italia, Brasile e Bolivia) “Amazzonia senza fuoco”, progetto triennale che ha l’obiettivo di rafforzare le capacità locali di prevenzione e risposta agli incendi forestali. Il programma, che gode di un fondo in loco di 1,5 milioni di euro, ha ricevuto “l’apprezzamento assoluto” dei governi locali, come sottolineato recentemente dall’ambasciatore italiano in Brasile, Gherardo La Francesca.

 

 La consegna di kit scolastici in Bolivia