Tunisia

 
La tavola rotonda italo-tunisina
 
Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha aperto oggi alla Farnesina insieme al ministro dell’Industria e della Tecnologia tunisino, Afif Chelbi, la tavola rotonda italo-tunisina, un appuntamento per promuovere uno scambio di valutazioni sulle opportunità offerte dal mercato tunisino al sistema produttivo italiano. Le autorità di Tunisi vogliono infatti trasmettere un segnale di continuità rispetto ad alcune scelte economiche del precedente regime, caratterizzate dalla progressiva liberalizzazione e dall’integrazione dell’economia tunisina nel sistema economico e finanziario internazionale, nonché dalla concessione di forti incentivi alla presenza di investitori esteri nel paese. Presenti alla tavola rotonda i rappresentanti di alcune delle maggiori imprese italiane e tunisine, tra cui l’ad di Eni, Paolo Scaroni, e il magnate dei media, Tarik ben Ammar.
 

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini

Foto Antonio Scattolon

 
Frattini: l'Italia deve fare di più per la Tunisia
     

Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - L’Unione europea deve fare di più per la Tunisia e la cifra di 17 milioni di euro stanziata attualmente da Bruxelles per il paese nordafricano “non è molto se paragonata all’impegno dell’Italia”: è quanto affermato oggi alla Farnesina dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, in occasione della tavola rotonda italo-tunisina, alla presenza del ministro dell’Industria del paese africano, Afif Chelbi. Frattini ha ricordato che l’Italia stanzierà subito 5 milioni di euro per la Tunisia, per poi aprire nuove linee di credito a tassi agevolati nei prossimi mesi. “Bisogna incoraggiare la transizione tunisina - ha aggiunto Frattini - anche nell'interesse nostro e delle imprese italiane che operano nel paese africano”.

   

 

Chelbi: ridicole le cifre promesse dall'Ue
 
Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Le cifre promesse dall’Ue per la Tunisia (17 milioni di euro) sono “ridicole” e “dimostrano che l’Europa non ha realizzato la portata dell’evento storico avvenuto nel sud del Mediterraneo”. Lo ha affermato oggi il ministro dell’Industria e della tecnologia tunisino, Afif Chelbi, nel suo intervento alla tavola rotonda italo-tunisina organizzata alla Farnesina. “Mi auguro che ci sarà un cambiamento e una presa di coscienza da parte dell’Europa su quanto sta avvenendo nel sud del Mediterraneo”, ha detto Chelbi, ringraziando l’Italia per il sostegno dato alla transizione tunisina verso la democrazia.“Chiediamo inoltre all’Ue di concedere quanto prima alla Tunisia lo status di partner avanzato - ha aggiunto Chelbi - e che non si indugi ulteriormente. La Tunisia è un paese che ha molto da offrire, è aperto al mondo e garantisce la certezza degli investimenti”. Chelbi ha ricordato, per altro, che se “per l’Europa la crescita media quest’anno sarà intorno all’uno per cento, in Tunisia invece è previsto un aumento del Pil del 5 per cento” e questo, anche grazie alle attività italiane, che nel paese africano hanno creato 50 mila posti di lavoro.  
  Il ministro dell'Industria tunisino, Afif Chebli
 
Scaroni: investiremo 500 milioni di dollari nei prossimi 3 anni
 
Roma, 17 feb - (Agenzia Nova) - Eni segue con attenzione gli sviluppi della situazione in Tunisia e intende continuare a investire nel paese, molto importante per le sue attività. Lo ha affermato oggi l’amministratore delegato della società petrolifera italiana, Paolo Scaroni, annunciando che l’azienda investirà 500 milioni di dollari in Tunisia nei prossimi tre anni. “L’Eni in Tunisia ha fatto tanto - ha detto Scaroni -. Solo di royalties e tasse abbiamo versato nel paese un miliardo e mezzo di dollari. Siamo felici di essere in Tunisia, anche se non ha le risorse petrolifere di altri paesi vicini come Nigeria o Libia”. “Abbiamo speranze e idee”, ha detto l’Ad di Eni. “Questa rivoluzione dolce non ha avuto alcun impatto sulle nostre attività” che sono proseguite “anche grazie all’impegno personale dei nostri dipendenti in Tunisia”, ha aggiunto Scaroni. “Nei giorni della rivoluzione pacifica, non si sono persi né un barile di petrolio né un metro cubo di gas”. Scaroni ha specificato inoltre che la Tunisia è il primo paese in cui si stanno conducendo esperimenti sul gas di scisto, una scoperta che potrebbe rivelarsi “di grande importanza strategica”