Senegal

 
Italia e Senegal firmano un nuovo accordo di cooperazione dopo 48 anni
 
Dakar, 7 dic - (Agenzia Nova) - Italia e Senegal hanno firmato un nuovo accordo di cooperazione bilaterale in questi giorni a Dakar in occasione della prima edizione delle Giornate della cooperazione italo-senegalese. All'evento, che si è tenuto ieri e oggi nella sede del ministero degli Esteri di Dakar, hanno preso parte tra gli altri l'ambasciatore d'Italia in Senegal, Giuseppe Calvetta, e il direttore del gabinetto del ministro degli Esteri del Senegal, l'ambasciatore Mamadou Ndiaye, nonché esponenti della Direzione generale della Cooperazione allo sviluppo italiana e altri rappresentanti del governo senegalese. Come ha spiegato l'ambasciatore Calvetta nel discorso tenuto a Dakar, l'accordo segna un momento fondamentale nelle relazioni tra i due paesi e arriva ben 48 anni dopo il precedente, siglato nel 1962. "I finanziamenti della Cooperazione italiana in Senegal per il periodo 2010-2012 ammontano a un totale di circa 70 milioni di euro", ha sottolineato Calvetta, spiegando che il Senegal rimane un paese prioritario per la cooperazione allo sviluppo italiana.
 
La Cooperazione Italiana in Senegal ha una storia di oltre quarant'anni. L’apertura dell'Ufficio di cooperazione a Dakar nel 2006 ha consentito di avviare un processo di concentrazione di risorse nel paese che, oltre all’agricoltura e agli interventi di carattere sociale, ha riguardato il sostegno al settore privato. Nel 2007, inoltre la Cooperazione italiana allo sviluppo ha realizzato numerose iniziative per sostenere le associazioni di donne e le istituzioni senegalesi per la parità di genere e l'emancipazione femminile. A questo tema è stato dedicato un workshop cui ha partecipato anche il ministro della Famiglia senegalese, Ndeye Khadim Diop. Altri seminari sono stati incentrati invece sulla tutela dei minori e sullo sviluppo agricolo con particolare attenzione alle aree rurali.
 

Panorama di Dakar

 

L'impegno dell'Italia per la lotta alla povertà  
 

Dakar, 7 dic - (Agenzia Nova) -  L'accordo di cooperazione tra Senegal e Italia rappresenta una "pietra miliare" nelle relazioni "eccellenti" che legano i due paesi. E' quanto affermato dall'ambasciatore italiano a Dakar, Giuseppe Calvetta, nel discorso tenuto al ministero degli Esteri senegalese in occasione della prima edizione delle "Giornate della cooperazione italo-senegalese". Calvetta ha sottolineato come sia necessario "rafforzare i rapporti di amicizia tra i due paesi e tra gli attori locali per migliorare la qualità della cooperazione bilaterale", ricordando per altro che l'ultimo accordo di cooperazione tra Roma e Dakar è stato quello del 1962.

"Il Senegal è uno dei paesi in cui è maggiore la presenza della cooperazione decentrata italiana grazie al ruolo attivo della diaspora senegalese in Italia", ha detto poi nel suo intervento la direttrice della Cooperazione allo sviluppo italiano in Senegal, Bianca Maria Pomeranzi. Quest'ultima ha ricordato in particolare il programma Plasepri (Piattaforma d’appoggio al settore privato e alla valorizzazione della diaspora senegalese in Italia), messo in atto dalla Cooperazione italiana allo sviluppo a partire dal 2009, il cui obiettivo specifico è aumentare il volume di investimenti produttivi da parte delle piccole e medie imprese che generino opportunità d’impiego soprattutto nelle regioni a più forte emigrazione. "Nei prossimi due anni - ha aggiunto la Pomeranzi - l'azione della cooperazione italiana sarà accompagnata da una razionalizzazione degli interventi su base territoriale, allo scopo di determinare un approccio globale per la lotta alla povertà".

 

 Donne impegnate in attività agricole
© Un Photo/Evan Schneider 

 
La situazione politica
 
Il Senegal è un paese che ha mantenuto una certa stabilità politica e sociale negli ultimi anni, stabilità che si riflette anche sulla sua economia. E’ diventato indipendente dalla Francia nel 1960. Nei primi anni Novanta il paese ha assistito a scontri interni tra esercito e ribelli separatisti, in particolare nella regione di Casamance. Dopo estenuanti trattative è stato proclamato un cessate il fuoco nel luglio del 1993 e da allora la Casamance è tornata gradualmente alla pace, tanto che all'inizio del 1994 hanno cominciato a ritornarvi anche i turisti. La svalutazione della moneta nazionale, il franco senegalese, nel gennaio del 1994 ha causato altre gravi dimostrazioni e a febbraio centinaia di persone hanno marciato verso il palazzo presidenziale di Dakar uccidendo sei poliziotti di guardia. Il governo ha risposto inviando delle pattuglie speciali nelle strade della capitale e arrestando con l'accusa di cospirazione il popolare leader dell'opposizione, Abdoulaye Wade. Nei mesi seguenti la situazione è rimasta relativamente tranquilla a Dakar, e Wade è stato rilasciato nel maggio 1994.
 
Le elezioni presidenziali del marzo 2000 sono state oggetto di un’aspra lotta politica fra Jacques Diouf (ex presidente ed attuale direttore della Fao) e Wade. Dopo un secondo turno di votazioni carico di tensione, Wade è risultato vittorioso ed è ora il nuovo presidente del Senegal. Negli ultimi mesi, il centro di gravità del conflitto si è spostato dalla Casamance meridionale (al confine con la Guinea-Bissau) alla Casamance settentrionale, in prossimità del confine con il Ghana. Il naufragio del traghetto Joola, nel novembre 2002, è stato un duro colpo per la regione, interrompendo il suo più rapido e migliore collegamento con la capitale. Le ultime elezioni presidenziali e parlamentari si sono svolte nel 2007. In seguito alle dimissioni del suo predecessore Soumaré, nel 2009 è diventato primo ministro Ndéné Ndiaye. Il 4 aprile 2010, per celebrare il cinquantenario dell'indipendenza del Senegal, è stato inaugurato a Dakar un grande monumento dedicato al Rinascimento africano, alto 49 metri, oggetto di numerose polemiche per il suo costo pari a 18 milioni di euro.
   Il presidente senegalese, Abdoullaye Wade
 
Lo sviluppo economico del paese negli ultimi anni
 

Il 2009 si è aperto per il Senegal in maniera non del tutto positiva, con una performance che – in parte influenzata inevitabilmente dalla crisi globale - ha incrinato l’immagine di una delle economie più affidabili del continente africano, e sicuramente dell'Africa occidentale, già indebolita dagli shock dei prezzi energetici e alimentari negli anni precedenti. Il 66 per cento del Pil continua ad essere rappresentato dal settore terziario e soprattutto dalla Pubblica amministrazione, contrariamente ad altri paesi dell’Africa sub sahariana. Il budget statale è aumentato notevolmente di dimensioni negli ultimi anni, arrivando a rappresentare il 19,7 per cento del Pil, nonostante una politica apparentemente liberale e volta alla promozione della libera impresa privata. Il Senegal figura al 152° posto su 181 paesi presi in esame nel rapporto “Doing Business 2009” elaborato dalla Banca Mondiale per misurare il “clima degli investimenti”, un peggioramento rispetto al 149° del 2008. Si rammenta in proposito che il Senegal nell’aprile 2004 ha raggiunto il completion point nell’ambito dell’iniziativa Hipc per l’alleggerimento del debito estero, obiettivo sancito dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca Mondiale. Il Senegal rientra inoltre tra i paesi selezionati dall'Fmi quali beneficiari dell’iniziativa per la cancellazione del debito multilaterale, lanciata in occasione del vertice G8 di Gleneagles. Nell’ambito di tale iniziativa, il Senegal beneficia di una cancellazione del debito per 145 milioni di dollari.

L’attuale governo senegalese punta molto sul ruolo del settore privato, sugli investimenti esteri ed interni, sul commercio internazionale e sull’integrazione regionale per stimolare la crescita economica ed avviare un credibile processo di sviluppo e di riduzione della povertà. Di conseguenza, il Senegal è un paese relativamente aperto sia all’Europa che all’Asia e agli Stati Uniti. In materia di promozione degli investimenti, il Senegal da tempo si impegna a presentarsi quale paese aperto ed all’avanguardia nell’attrazione di operatori esteri. Il turismo, benché non risparmiato dai contingenti effetti negativi della crisi mondiale, rappresenta comunque la seconda fonte economica del Senegal dopo la pesca. Con un giro di affari per oltre 300 miliardi di franchi (circa 610 milioni di dollari), in molte località costituisce la principale risorsa economica. Il Senegal detiene molti vantaggi sul piano internazionale, tra cui risaltano soprattutto la stabilità e la bellezza dell’ambiente naturale marino e rurale. Tuttavia l’industria turistica sta attraversando qualche difficoltà e il paese deve affrontare la concorrenze delle nuove destinazioni come Mauritania e le isole capoverdiane.

 

 
Donne che vendono conserve a Bantantinnting
© Un Photo/Evan Schneider 

     
La cooperazione bilaterale    
     

L'Italia, che è il quinto paese creditore del Senegal, nell’ambito dell’”Iniziativa Hipc rafforzata" (per le nazioni in via di sviluppo pesantemente indebitate), il 4 maggio 2005 ha firmato l’Accordo bilaterale di cancellazione del debito estero bilaterale senegalese per un totale complessivo di 52,46 milioni di euro di cui 30,94 milioni relativi a crediti di aiuto e 21,52 milioni relativi a crediti commerciali (Sace). L'Italia ha realizzato in Senegal, nel 2009, un totale di undici progetti di cui quattro nell’agroalimentare, due nel settore dei biocarburanti, due nel tessile, uno nella siderurgia e uno nel settore delle infrastrutture. L’importanza degli importi fa sì che l’Italia sia il primo paese investitore in Senegal nel 2009. In generale, i dati confermano che i nostri beni continuano ad essere apprezzati, sia per il loro buon rapporto qualità-prezzo (valido soprattutto per i prodotti dei settori infrastrutturali ed edilizio), sia per l'influenza della consistente comunità senegalese in Italia.

La Direzione generale della cooperazione allo sviluppo italiana, da parte sua, storicamente presente nello sviluppo rurale in alcune aree del Senegal come le regioni di Louga, della Casamance e di Sedhiou, negli ultimi anni, anche in considerazione dell’evoluzione del contesto di sviluppo del paese africano, ha rafforzato le sue iniziative di sostegno soprattutto nel settore privato. I legami di solidarietà, creati dalla diaspora senegalese in Italia, si sono approfonditi e recentemente le Fondazioni private (Fondazioni4Africa) stanno promuovendo iniziative di sviluppo economico sostenibile. Il nuovo Programma indicativo di cooperazione (Pic Stream/Senegal) 2010-2012, promosso dalla Direzione generale della cooperazione allo sviluppo sulla base delle Linee guida della cooperazione italiana con l’obiettivo di incrementare capacità ed efficacia delle iniziative, tiene conto del contesto e delle notevoli potenzialità offerte dalla cooperazione con il Senegal per valorizzare un vero “approccio” sistemico alla relazione con il paese.