SCHEDA PAESE: Montenegro
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Superficie: 13.812 chilometri quadrati
Abitanti: 627 mila
Capitale: Podgorica
Composizione etnica: montenegrini 43,2%, serbi 32%, bosniaci 7,8%, albanesi 5%, altri 6,3%
Lingua: montenegrino (ufficiale), serbo, bosniaco, albanese, croato
Religione: ortodossi 70%, musulmani 21%, cattolici 4%, altri 5%
Moneta: euro
Presidente: Filip Vujanovic (Dps, Partito socialdemocratico)
Primo ministro: Milo Djukanovic (Dps)
Confini: Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Albania, Mar Adriatico
   

 

La situazione politica
 

Il Montenegro si è reso indipendente dalla Confederazione di Serbia e Montenegro nel 2006. Con la vittoria degli indipendentisti al referendum del 2006, è stata eletta una nuova assemblea legislativa che ha successivamente adottato i cambiamenti costituzionali richiesti dall'indipendenza, approvando inoltre una nuova Costituzione. Le prime elezioni legislative del nuovo Stato si sono tenute a settembre del 2006 e hanno visto Milo Dukanovic, esponente dei Socialdemocratici, conquistare la maggioranza assoluta per la sua coalizione di centro-sinistra e filo-europea.  Lo schieramento governativo ha ottenuto infatti 39 seggi sui 76 del parlamento nazionale. I temi delle elezioni messi in luce dai principali schieramenti sono stati l’integrazione del paese con l’Europa e i rapporti con la Serbia. Il blocco filo-serbo, presentatosi diviso in due schieramenti, uno di tendenze nazionaliste più radicali e uno moderato dominato dal Partito popolare socialista del Montenegro, è complessivamente arretrato, ottenendo in tutto 23 seggi. Il nuovo "Movimento per i cambiamenti", anch'esso europeista, ha conquistato invece 11 seggi. Il 16 dicembre 2010, Podgorica ha inoltre ricevuto lo status di paese candidato all'adesione europea da parte della Commissione, un passo importante nel processo d'integrazione che prelude all'avvio dei negoziati d'adesione con Bruxelles.

   Il premier del Montenegro, Igor Luksic
 
Lo stato dell'economia
 
Pur non appartenendo ancora all'Unione europea, il Montenegro ha adottato unilateralmente l'euro come valuta ufficiale. La crisi economica nel paese si è fatta sentire in modo forte nel primo semestre del 2009: il Pil ha totalizzato poco meno di 1,6 miliardi di euro, con un calo del 3,5 per cento rispetto al primo semestre del 2008. Il calo delle attività economiche è dovuto alla continua diminuzione della produzione manifatturiera, al calo nel settore dell'edilizia e, in misura più contenuta, a quello nei settori dei trasporti, del turismo e delle finanze pubbliche. La composizione del prodotto interno lordo montenegrino è dominata dai servizi (56,2 per cento), seguiti dall’industria manifatturiera (11 per cento), dall'agricoltura (6,9) e dalle costruzioni (3,4). Il tasso d’inflazione su base annuale a fine giugno 2009 è stato del 4 per cento. Nel settore monetario si registra un calo dei crediti approvati del 5,9 per cento, mentre i depositi sono diminuiti dell’11,2. Il calo dei depositi delle imprese è conseguenza del peggioramento della liquidità dell’economia. I tassi di interesse sono piuttosto stabili, con tendenze all’aumento per i tassi sui prestiti a breve termine e al calo per i tassi sui prestiti a lungo termine. Sul mercato del lavoro si registrano andamenti lievemente positivi. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha sottolineato diverse volte che il Montenegro dovrà salvaguardare la stabilità fiscale e ridurre il debito pubblico, proseguendo con le riforme strutturali, per rafforzare la flessibilità e la competitività del proprio mercato del lavoro.
   Podgorica, Millennium bridge
     
Cenni storici    
     
Prima dell'arrivo delle popolazioni slave nei Balcani durante il VI secolo a.C., l'area attualmente conosciuta come Montenegro era abitata prevalentemente dagli illiri. Lungo le coste adriatiche, si sono sviluppate varie colonie greche e celte. Durante il III secolo a.C. emerge un regno illirico con capitale Scutari (città dell'attuale Albania). Successivamente, i Romani compiono alcune spedizioni militari contro i pirati con base nel regno illirico e nel 9 d.C. completano la conquista del regno, annettendola alla provincia dell'Illiricum. In seguito alla divisione dell'impero romano e al grande scisma tra Chiesa di rito latino e greco-ortodossa, si costituisce il confine meridionale che attualmente separa il Montenegro dall'Albania. Nel Medioevo, il Montenegro, denominato Zeta, diventa un principato indipendente. Quando i turchi conquistano i Balcani nel XV secolo, anche il Montenegro cade sotto il loro dominio diretto. Alla fine del 1800, i turchi subiscono numerose sconfitte ad opera dell'impero austro-ungarico. L'indebolimento dell'impero ottomano permette al Montenegro di ottenere una certa autonomia. Diventa un paese tributario dell'impero ottomano governato da propri principi-vescovi. Nel corso dell'Ottocento si hanno varie guerre turco-montenegrine, attraverso le quali il piccolo stato riesce ad allargare i suoi confini.

Nel 1878, il paese ottiene il riconoscimento internazionale della sua indipendenza (qualche anno dopo il principe Nicola Petrovic Njegos può far sposare la figlia Elena all'erede al trono d'Italia, il futuro re Vittorio Emanuele III). Nel 1905, viene concessa una Costituzione e lo stato montenegrino batte moneta: i perperi di rame. Al culmine di questo processo di modernizzazione, il principe Petrovic si autoproclama re, fondando il regno del Montenegro. Nel 1918, il paese perde l'indipendenza ed entra a far parte del Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni. Nel 1941, però, durante l'occupazione italiana, viene creato un nuovo regno del Montenegro sotto il protettorato di Roma. Dal 1945, infine, il Montenegro entra a far parte della Repubblica socialista federale di Jugoslavia e vi rimane fino alla guerra dei primi anni Novanta. L'attuale status del paese, e in particolare, la fine dell'unione con la Serbia vengono decisi dal referendum sull'indipendenza del maggio 2006, cui seguono le prime elezioni politiche del nuovo stato.
   l'isola di Santo Stefano