SCHEDA PAESE: Fyrom
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Superficie: 25.713 chilometri quadrati
Abitanti: 2 milioni e 45 mila
Capitale: Skopje
Composizione etnica: macedoni 64,2%, albanesi 25,2%, turchi 3,9%, romeni 2,7%, serbi 1,8%, bosniaci 0,8%, vlach 0,5%, altri 0,9%
Lingue: macedone e albanese
Religione: ortodossi 54,4%, musulmani sunniti 29,9%, non religiosi/atei 6,6%, cattolici 3,5%, altri 5,6%
Moneta: denar
Presidente: Gjorge Ivanov (indipendente)
Primo ministro: Emil Dimitriev
Confini: Serbia, Bulgaria, Grecia, Albania
   La bandiera di Fyrom

 

La situazione politica
 

La Repubblica di Fyrom (Former Yugoslav Republic of Macedonia, Repubblica ex jugoslava di Macedonia) è una democrazia parlamentare con un governo composto da una coalizione di partiti e un apparato giudiziario indipendente con una Corte costituzionale. Il ruolo del presidente della Repubblica è per lo più formale, il potere reale è nelle mani del capo dell'esecutivo. Con il passaggio ad un nuovo sistema di leggi e le elezioni tenute nel 2005, le funzioni governative locali sono state divise in 78 comuni. La capitale, Skopje, viene governata come insieme di 10 comuni. Con l'adozione del nome Fyrom, riconosciuto dalla comunità internazionale, il paese divenuto indipendente nel 1991 ha apparentemente superato una disputa con la Grecia, che temeva l'insorgere di rivendicazioni irredentiste nell'omonima regione greca, abitata da una minoranza slavofona. La controversia con la Grecia tuttavia continua e sta bloccando l'accesso di Fyrom all'Unione europea e alla Nato. All'interno dello Stato, invece, le principali divergenze politiche sono tra i partiti basati su distinzioni etniche (che rappresentano la maggioranza macedone) e la minoranza albanese. La questione del bilanciamento dei poteri tra le due comunità ha portato a una breve guerra civile nel 2001, in seguito alla quale è stato raggiunto un accordo sulla condivisione del governo.

Le ultime elezioni legislative nella Fyrom si sono svolte il 30 aprile 2014. Si è trattato di consultazioni anticipate, indette in seguito a forti divergenze tra maggioranza e opposizione. E' stato confermato alla guida dell'esecutivo Nikola Gruevski, leader del partito conservatore Vmro-Dpmne (Organizzazione rivoluzionaria interna macedone-Partito democratico per l'unità nazionale).

   Skopje, la sede dell'Assemblea nazionale
 
Lo stato dell'economia
 
La Repubblica macedone era una delle aree più povere della ex Jugoslavia e con l'indipendenza ha perso i fondi provenienti dal governo federale, un fattore che ha acuito la difficile situazione economica. I primi anni di indipendenza hanno risentito gli effetti negativi di molte situazioni: l'assenza di infrastrutture; la mancanza di un mercato libero; le sanzioni dell'Onu alla Serbia che rappresenta uno dei suoi principali mercati; l'embargo economico dalla Grecia per la controversia legata al nome e alla Costituzione. L'economia è quindi ristagnata fino al 1996; dopo di che si è avuta una ripresa fino al 2000. Successivamente si è avuto l'effetto negativo dell'insurrezione albanese del 2001, che ha comportato una riduzione degli scambi commerciali. L'aumento della disoccupazione e la diffusione del mercato nero continuano ad essere un grave peso per lo sviluppo dell'economia macedone. Il Pil pro capite rimane uno dei più bassi d'Europa. Le coltivazioni principali sono i cereali, la barbabietola da zucchero e il tabacco che rappresenta una voce importante delle esportazioni. Importanti come risorsa energetica  i giacimenti di lignite della Pelagonia.
   Il centro di Skopje
     
Cenni storici    
     
Il territorio di Fyrom ha fatto parte, per secoli, di numerosi stati e imperi antichi. La Peonia, l'antica Macedonia, l'impero romano e quello bizantino, in seguito gli stati medioevali di Bulgaria e Serbia. Nel XV secolo la regione è stata conquistata dall'impero ottomano. In seguito alle due guerre balcaniche nel 1912 e nel 1913 e alla dissoluzione dell'Impero ottomano, la Macedonia diventa parte della Serbia e viene riconosciuta come "Serbia meridionale". Dopo la Prima guerra mondiale la Serbia si unisce al neo-formato Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Nel 1929, il regno viene rinominato Jugoslavia e diviso in province chiamate "banovina". Il territorio della moderna Fyrom diviene la Provincia di Vardar (Vardarska Banovina).

Nel 1944, la Jugoslavia viene occupata dalle potenze dell'Asse (Germania nazista, Regno d'Italia e impero giapponese). La provincia Vardarka Banovina viene spartita tra Bulgaria e Italia. Il rigido governo che le forze occupanti stabiliscono nella zona incoraggia molti slavi macedoni ad appoggiare il movimento di resistenza di Josip Broz Tito, che diviene il presidente della Jugoslavia alla fine della guerra. Al termine del secondo conflitto mondiale, la Repubblica popolare di Macedonia in Jugoslavia diviene una delle sei repubbliche della Federazione. Solo nel 1991 si separa, pacificamente, dalla Jugoslavia, per poi entrare in un conflitto "formale" con la Grecia a proposito del nome ufficiale della nazione, una disputa che persiste ancora. La Repubblica di Macedonia rimane neutrale durante la Guerra civile jugoslava nei primi anni Novanta ma viene parzialmente coinvolta nella Guerra del Kosovo nel 1999, quando circa 360.000 albanesi si rifugiano dal Kosovo nel paese. I profughi ritornano velocemente nella loro regione alla fine della guerra, ma, poco dopo, i radicali albanesi di entrambi i lati del confine prendono le armi per rivendicare l'autonomia o l'indipendenza per le aree a maggioranza albanese della Repubblica. Viene combattuta una piccola guerra civile e le etnie albanesi si ribellano, soprattutto nel nord e nell'est nel marzo/giugno del 2001. Si arriva ad una conclusione del conflitto con l'intervento di un piccolo contingente di monitoraggio della Nato e con l'impegno del governo a riconoscere culturalmente la minoranza albanese.
   Skopje, la fortezza di Kale