SCHEDA PAESE: Qatar
Caratteri generali
 
Forma di governo: Emirato (monarchia assoluta)
Superficie: 11.000 chilometri quadrati
Abitanti: 1 milioni 758 mila
Capitale: Doha
Composizione etnica: 53% arabi sunniti, 25% iraniani sciiti, 15% indiani e pakistani
Lingue ufficiali: arabo, inglese
Religione: islamica sunnita
Moneta: riyal
Emiro: Tamim bin Hamad Al Thani
Confini: Arabia Saudita
Indipendenza: 3 settembre 1971 dal Regno Unito
 
 
La situazione politica
 
Il Qatar è una monarchia assoluta, retta dalla famiglia reale Al Thani, alla quale appartiene circa il 40 per cento della popolazione autoctona. Il potere esecutivo viene esercitato dal Consiglio dei ministri (Shura). Nel 2005 è stata adottata una nuova Costituizione che prevede per la prima volta l’elezione popolare di due terzi del Parlamento, i cui membri erano prima di questa data nominati dall’emiro.

Nel 2013 l'emiro Hamad ben Khalifa, al potere da 1995,  ha nominato come principe ereditario e quindi designato emiro il figlio più giovane Tamim, nato nel 1980.  Sfruttando la propria ricchezza, il Qatar è riuscito a imporsi come rilevante attore regionale. Nel panorama mediorientale  il Qatar è così assurto a modello di sviluppo interno e attivismo diplomatico, al punto che Doha è diventata uno dei perni delle politiche regionali. Le direttrici di questa politica mediorientale sono multi-direzionali: il Qatar, pur essendo un paese arabo a maggioranza sunnita facente parte del Consiglio per la cooperazione del Golfo (Gcc), intrattiene rapporti diplomatici con l’Iran. Allo stesso tempo il Qatar è l’unico paese del Golfo ad aver concesso alcune aperture allo stato di Israele, ospitando sul proprio territorio una delegazione commerciale israeliana. Nel 2008, Doha ha inoltre ospitato il più importante vertice per la risoluzione della crisi politica interna al Libano e, successivamente, ha mediato nello scontro interno allo Yemen, tra le fazioni sciite e il governo centrale di Sana’a. La diplomazia qatariana è giunta anche nel continente africano, Doha è stata garante dei colloqui per la definizione dei confini tra l’Eritrea e il Gibuti. Durante la primavera araba il Qatar, attraverso soprattutto l’emittente “Al Jazeera”, ha sostenuto apertamente le rivolte in Tunisia e Egitto, ed è tra i paesi in prima linea nel sostegno all’opposizione siriana nella rivolta contro Bashar al-Assad.
   
 
Lo stato dell'economia
 
L’economia del Qatar è basata sulle immense risorse petrolifere e gassifere presenti nel proprio sottosuolo. Il paese detiene le terze riserve al mondo di gas naturale, con una quantità stimata in circa 25.000 miliardi di metri cubi, pari a quasi il 15 per cento di tutte le riserve mondiali. Il giacimento di North Field, in particolare, è il più grande giacimento di gas naturale al mondo, con una produzione di 90 miliardi di metri cubi l’anno. Il paese detiene inoltre riserve di petrolio per circa 27 miliardi di barili e produce 1,3 milioni di barili al giorno – di cui circa un milione è destinato all’esportazione. L’industria degli idrocarburi è controllata da aziende governative: la Qatar Petroleum ha preso il controllo di tutta la produzione petrolifera dalla British Petroleum nel 1976 e, per ciò che concerne le risorse off-shore, dalla olandese Shell nel 1992.

Il Qatar ha saputo mettere in atto politiche innovative e di lungo periodo, che ne hanno determinato il continuo sviluppo economico. In particolare ha puntato molto sulla costosa tecnologia del gas naturale liquefatto (Gnl), e più del 70 per cento di tutte le esportazioni di gas naturale sono fatte sotto forma di Gnl, permettendo al paese di dipendere solo in piccola parte dai gasdotti.

I rapporti commerciali del Qatar si concentrano essenzialmente nell’area asiatica, soprattutto per ciò che riguarda le esportazioni, prevalentemente dirette verso Giappone e Corea del Sud. Le importazioni risultano più differenziate dal punto di vista geografico, con Stati Uniti e Italia in testa.

La crescita economica e demografica di cui è stato testimone il Qatar è stata inoltre accompagnata anche da un sufficiente adeguamento delle infrastrutture e sono in atto investimenti per avviare un sistema di trasporto su rotaie, attualmente non esistente. Il settore industriale è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni e conta per quasi l’80 per cento del Pil, mentre i servizi si basano soprattutto sul sistema bancario.

Il Qatar è il paese in cui ha sede l’emittente satellitare Al Jazeera, nata nel 1996 per diretta volontà dell’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, che ne finanziò le attività e ne promosse lo sviluppo tramite un decreto governativo.
   
 
Cenni storici
 
Già dominato dalla famiglia Al Khalifa del Bahrein, nel 1872 il Qatar fu sottoposto alla sovranità ottomana. Nel 1916 venne occupato dagli Inglesi, che riconobbero come regnante la famiglia Al Thani. Divenuto protettorato nel 1934, nel 1971 il Qatar ottenne l’indipendenza come emirato e fu ammesso all’Onu e alla Lega araba. Nel 1960 lo sceicco Ali ben Abdallah, sul trono dal 1949, abdicò in favore del figlio Ahmad ben Ali, deposto nel 1972 dal cugino Khalifa ben Hamad; quest’ultimo ha regnato fino al giugno 1995, quando è stato a sua volta deposto dal figlio Hamad ben Khalifa. Sul piano internazionale il paese nel 1981 costituì insieme ad Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Oman il Consiglio di cooperazione del Golfo, mentre firmò, tra il 1992 e il 1994, accordi difensivi con gli USA, il Regno Unito e la Francia, e al tempo stesso condusse una politica estera relativamente indipendente dall’Arabia Saudita. Avverso all’invasione irachena del Kuwait (1990), il Qatar appoggiò gli USA nelle guerre in Afghanistan (2002) e Iraq (2003).