SCHEDA PAESE: Oman
Caratteri generali
 
Forma di governo: Sultanato
Superficie: 309.501 chilometri quadrati
Abitanti: 3 milioni 154 mila
Capitale: Muscat
Composizione etnica: arabi, baluchi
Lingua: arabo, inglese molto diffuso
Religione: islamica
Moneta: riyal
Presidente: Qaboos Al Bin Said
Primo ministro: Qaboos bin Said Al-Said
Confini: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Yemen, mar Arabico, golfo dell'Oman
Indipendenza: 1971 dal Regno Unito
 

 

 

 
La situazione politica
 
Capo dello Stato e del governo è il sultano Qaboos, in carica dal 1971, che nomina un gabinetto che lo assiste. Negli anni novanta, il sultano creò un'assemblea consultiva, Majlis al-Shura, sebbene pochi cittadini godessero del diritto di voto. Nel 2003 venne esteso il diritto di voto per il Consiglio consultivo a tutti i cittadini che avessero compiuto i 21 anni e poco dopo la concessione fu estesa anche alle donne. Nello stesso anno nel paese, si svolsero le elezioni che portarono per la prima volta le donne alla carica di ministro. Il sultano detiene comunque un potere di stampo assolutistico.
 
Anche in Oman il vento della rivoluzione tunisina dei gelsomini si è fatto sentire, il sultano Qaboos è stato infatti costretto a cedere i poteri legislativi e di vigilanza sull'azione di governo al Consiglio consultivo d'Oman per frenare il malcontento esploso in alcune manifestazioni di protesta.
   
 
Lo stato dell'economia
 
Il Governo omanita sta conducendo da diversi anni una politica di diversificazione dell'economia nazionale. Tale scelta è dettata non solo dalla volontà di ridurre la propria dipendenza da un'unica fonte di reddito e proteggersi dall'impatto delle ampie fluttuazioni dei prezzi, ma anche dalla consapevolezza che il Paese dispone di riserve di petrolio relativamente limitate. Le risorse petrolifere dell'Oman sono di circa 5 miliardi e mezzo di barili, nettamente inferiori rispetto a molti dei paesi circostanti come l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi. Quasi l'intero settore petrolifero e del gas è gestito dalla Petroleum Development Oman (Pod), società controllata per il 60 per cento dal governo omanita ed incaricata dell'estrazione della lavorazione. Attraverso il ministero del Petrolio e del Gas il governo cura direttamente i progetti di sviluppo e le infrastrutture del settore. I piani di sviluppo industriale riguardano siderurgia, petrolchimica e logistica (porti di trasbordo internazionali).
 
Altro settore individuato dal governo omanita come prioritario per la politica di diversificazione economica è quello turistico e immobiliare, che ha visto, a partire dal 2004, la costruzione di oltre 25 grandi complessi alberghieri, resort e progetti urbani. Il valore complessivo dei progetti in corso di realizzazione supera i 20 miliardi di dollari. Il rapido e forte sviluppo del settore turistico è stato favorito dalle modifiche legislative che hanno introdotto, nel 2003, la possibilità per i cittadini dei paesi arabi del Golfo di acquistare terreni e case in Oman, e dalla estensione, agli inizi del 2006, ai cittadini stranieri di tutti gli altri paesi (Italia inclusa) di acquistare abitazioni in regime di freehold all'interno di determinate ‘integrated tourism areas' appositamente designate.
   
 
Cenni storici
 
Il paese è sede, dalla metà dell'VIII secolo, di un imanato ibadita, dal 1741 è governato dall'attuale dinastia, Al Bin Said, che ha sostituito al titolo di imam quello di sultano. Nel 1798 il Sultanato di Mascat e Oman, la denominazione ufficiale del paese fino al 1970,  firmò con l'Inghilterra il primo di numerosi trattati di amicizia sui quali si basò un regime di semiprotettorato durato fino al 1971 quando Taymur, sultano dal 1932, venne destituito dal figlio, Qaboos, che rivendicò la piena indipendenza del paese e ne avviò la modernizzazione, agevolata dalle ricche rendite petrolifere. Nel 1981 l'Oman costituì insieme ad Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar il Consiglio di cooperazione del Golfo, e avviò un rafforzamento dei rapporti con gli Usa; nel 1985 allacciò relazioni diplomatiche con l'Urss e durante la crisi del Golfo (1990-91) si schierò a favore della coalizione anti-irachena.
 
Il paese non possiede una Costituzione scritta e il sultano dispone del potere assoluto. Una prima parziale modernizzazione della struttura politica, volta ad ampliare le basi del consenso al regime, fu avviata nel 1991.