SCHEDA PAESE: Bulgaria
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Superficie: 110.970 chilometri quadrati
Abitanti: 7 milioni e 364 mila
Capitale: Sofia
Composizione etnica: bulgari 84,8%, turchi 8,8%, rom 4,9%, altri 1,5%
Lingue: bulgaro, armeno, greco, macedone, romeno, turco
Religione: ortodossi 72%, musulmani 12,2%, altri cristiani 11,7%, altri 4,1%
Moneta: nuovo lev
Presidente: Rosen Plevneliev (partito conservatore del Gerb, Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria)
Primo ministro: Bojko Borisov (Gerb)
Confini: Romania, Mar Nero, Turchia e Grecia, Fyrom, Serbia.
   La bandiera bulgara

 

La situazione politica
 

Dopo poco più di un anno dalle ultime elezioni del 2013 il partito Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria (Gerb) vince nuovamente le elezioni politiche, ma ancora una volta ha dovuto trovare degli alleati per riuscire a formare una maggioranza solida e garantire quella stabilità promessa nel corso di tutta la campagna elettorale. Col 99,9 per cento delle schede scrutinate dalla Commissione elettorale centrale (Cec), i risultati parlano chiaro: il Gerb ottiene il 32,67 per cento dei voti pari a 85-90 seggi, seguito dal Partito socialista bulgaro (Bsp) col 15,41 per cento (circa 40 seggi) e dal Movimenti per i diritti e le libertà (Dps, espressione della minoranza turca) col 14,83 per cento (fra i 35 e i 40 seggi). Il Blocco riformista, l’alleanza di partiti minori di centrodestra, ottiene un 8,88 per cento (22-23 seggi), il Fronte patriottico, l’alleanza delle forze nazionaliste, si è attestata al 7,29 per cento (17-19 seggi), mentre Bulgaria senza censura chiude al 5,7 per cento (circa 15 seggi). La legislatura sarà composta anche dal partito della destra nazionalista Ataka col 4,52 per cento (10-11 seggi) e dall’Alternativa per la rinascita bulgara (Abv) col 4,1 per cento (8-10 seggi). 

Il Gerb si è alleato con il Blocco riformista e potrà contare sul supporto esterno di Fronte patriottico e Alternativa per la rinascita bulgara. La destra nazionalista non ha voluto che dei suoi membri entrassero nella squadra di governo, mentre l'Abv può contare sulla presenza di Ivajlo Kalfin come vicepremier.

   Bojko Borisov annuncia la vittoria alle elezioni politiche del 2009
 
Lo stato dell'economia
 
Nel 2008, in seguito alla crisi economica globale, la Bulgaria è entrata in recessione. La corruzione e le attività illegali, inoltre, restano un ostacolo rilevante allo sviluppo del paese che nei primi sei mesi del 2009 ha registrato un calo del Pil pari al 4,2 per cento. L'unico settore a mostrare un aumento in termini di volume, è il terziario, con l'1,3 per cento in più rispetto al 2008. L'agricoltura rimane comunque il settore primario dell'economia, con le colture cerealicole, diffuse soprattutto nell'area danubiana e in quella tracica e grandi colture di esportazione come il tabacco e il girasole. Ci sono poi modeste riserve di petrolio e di gas naturale. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si è ormai consolidata la tendenza al rialzo del tasso di disoccupazione nel paese, che ha avuto inizio nel dicembre del 2008. Il tasso di disoccupazione è aumentato dal 6,5 per cento di gennaio al 7,6 per cento di luglio. Il salario medio ufficiale mensile, pari a 534 leva (268 euro) a fine dicembre 2008, è aumentato complessivamente a 587 leva (300 euro) a fine giugno 2009.
   
     
Cenni storici    
     
Popolazioni tracie e daco-gete vivevano sul territorio della moderna Bulgaria prima delle invasioni slave del VI secolo D.C. La storia della Bulgaria come paese indipendente inizia nel VII secolo D.C. con l'arrivo dei bulgari e la fondazione del primo impero bulgaro insieme alle sette tribù slave locali, un'unione riconosciuta dall'impero bizantino nel 681. Sotto il khan guerriero Krum (802-814) la Bulgaria si espande verso nord e verso sud, occupando le terre tra il medio Danubio e il fiume Moldova, ovvero l'intero territorio dell'attuale Romania, Sofia nell'809 e Adrianopoli nell'813, minacciando la stessa Costantinopoli. Tra la fine del IX secolo e l'inizio del X secolo, la Bulgaria si estende all'Epiro e alla Tessaglia a sud e alla Bosnia ad ovest. I bizantini governano la Bulgaria dal 1018 al 1185, subordinando la Chiesa ortodossa bulgara, precedentemente indipendente, all'autorità del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nel 1185 Pietro ed Asen, nobili di origine mista bulgara, cumana e valacca, guidano una ribellione contro Bisanzio e Pietro si autoproclama zar con il nome di Pietro II. L'anno seguente i bizantini sono costretti a riconoscere l'indipendenza della Bulgaria. Il risorto stato bulgaro occupa i territori tra il Mar Nero, il Danubio e i Monti Balcani, inclusa una parte della Macedonia orientale e la valle della Morava. Esercita inoltre il proprio controllo sulla Valacchia e sulla Moldova. Le lunghe lotte interne e le continue guerre con l'impero bizantino e con la Serbia nel XIV secolo portano però il paese alla miseria e all'indigenza. Verso la metà del secolo, gli ottomani, che si stavano consolidando come uno Stato potente dell'Asia Minore, mettono piede sulla costa europea del Mare di Marmara e iniziano le loro aggressioni contro la penisola balcanica. Nel 1393, dopo un grave assedio, gli ottomani conquistano la città di Tirnovo e più tardi, nel 1396, anche la seconda capitale bulgara Vidin. In tal modo la Bulgaria medioevale cessa di esistere come Stato indipendente e diviene provincia dell'Impero ottomano fino al 1878. Il trattato di Santo Stefano del marzo 1878 assicura l'indipendenza allo stato bulgaro, che si estende sulle regioni geografiche della Mesia, della Tracia e della Macedonia (ora Fyrom). Inizialmente, però, lo stato deve rimanere sotto la sovranità nominale ottomana, pur essendo governato da un principe eletto da notabili bulgari e approvato dalle potenze europee.

Nella primavera del 1912, Bulgaria, Grecia, Serbia e Montenegro formano l'alleanza balcanica contro la Turchia, dando inizio alle guerre balcaniche che si rivelano disastrose per Sofia. Nel 1913, infatti, Serbia e Grecia formano una nuova alleanza contro la Bulgaria, che al termine dei combattimenti deve rinunciare alla maggior parte delle pretese sulla Macedonia. Durante la prima guerra mondiale, poi, la Bulgaria perde il tratto di costa sul mar Egeo, dopo aver dichiarato guerra alla Serbia nel 1915. Nella seconda guerra mondiale, invece, si unisce ai paesi dell'Asse per poi ritirarsi nel 1944. Due anni dopo i comunisti salgono al potere con l'appoggio dell'Unione Sovietica, per rimanervi fino al 1989. In quell'anno il leader del Partito comunista e capo di Stato, Teodor Zhivkov, rassegna le dimissioni dopo 35 anni di governo. Nel 1990 Zhivkov viene arrestato e nello stesso mese il parlamento abolisce il ruolo guida del Partito comunista. La nuova Costituzione entra in vigore il primo luglio del 1991. Negli anni successivi si susseguono al governo socialisti e anti-comunisti, fino all'entrata nell'Ue, nel 2007. 
 

 Il monastero di Rila

 

 

 

 Sofia, la cattedrale di Aleksandr Nevskij