SCHEDA PAESE: Giordania
Caratteri generali
 
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Superficie: 92.300 chilometri quadrati
Abitanti: 6 milioni 187 mila
Capitale: Amman
Composizione etnica: arabi giordani 55 per cento; arabi palestinesi 40 per cento
Lingua: arabo (ufficiale), arabo, cabila, tamazighi e francese
Religione: 92 per cento islamica (sunniti), 6 per cento cristiani (greco ortodossi)
Moneta: Dinaro giordano
Presidente: Abd Allah di Giordania
Primo ministro: Maruf Bakhit
Confini: Siria, Iraq, Arabia Saudita, Israele, Anp
Indipendenza: 25 maggio 1946 dal Regno Unito
 
 
La situazione politica
 
Prima della sua morte, nel 1999, Re Hussein nominò come suo successore al trono il figlio maggiore, il principe Abd Allah ibn al-Husayn (Abdullah), benché la costituzione prevedesse che entrambi i genitori del re dovessero essere arabi e musulmani per nascita (la madre di Abdullah era una cittadina britannica che aveva abbracciato la fede islamica prima delle nozze con re Hussein). Re 'Abd Allah II ibn al-Husayn (in occidente noto come re Abdullah II), ha raccolto crescenti consensi dalla comunità internazionale così come dalla maggior parte dei giordani, inclusa l'ampia e influente comunità palestinese che ha accolto molto favorevolmente il suo matrimonio con una palestinese. Abdullah ha continuato la missione intrapresa dal padre di contribuire a stabilizzare la regione, lavorando sul piano interno per un governo più democratico, una stampa più libera e una maggiore eguaglianza per le donne.

Benché esistano una trentina di partiti di varia ideologia il solo partito politico rappresentato in Parlamento all'opposizione è il Fronte islamico d'azione (Islamic action front - Iaf), braccio politico dei Fratelli Musulmani in Giordania.

Durante il conflitto iracheno, la posizione della Giordania è stata molto delicata sia perché importa la maggior parte del petrolio dall'Iraq, sia perché sul suo territorio vivono cinque milioni di palestinesi e molti di loro sono stati sostenitori di Saddam. Sul territorio giordano sono stati dislocati tra i cinquemila e i settemila soldati anglo-americani per creare un fitto cordone lungo i 113 chilometri del confine tra la Giordania e l'Iraq a scopo difensivo.

Il 17 giugno 2003 si sono svolte le prime elezioni parlamentari del regno di Abdullah II. Tra i centodieci deputati, per la prima volta nella storia del paese è stata assegnata a sei donne una quota in Parlamento.

Le elezioni parlamentari di novembre del 2007 le elezioni parlamentari hanno portato al potere Maruf Bakhit, liberista, assieme ai suoi più stretti collaboratori: Ziad Fariz, ministro delle Finanze, Khaled Elshuraydeh, ministro dell'Energia e delle Risorse Minerarie, Osama Dabbas, ministro del Turismo. Appena eletto, Bakhit ha dichiarato che il governo si impegnerà ad avviare un processo di privatizzazione e aumenterà l'estrazione dei fosfati, risorsa essenziale per le esportazioni giordane.
   
 
Lo stato dell'economia
 
Il turismo in Giordania è ancora il principale fattore trainante dell'economia, Dall’ascesa al trono  nel 1999 , il re Abdallah ha attuato importanti riforme economiche, come l'apertura del regime commerciale e la privatizzazione delle imprese di proprietà statali che hanno attirato investimenti stranieri e hanno portato alla creazione di posti di lavoro.

La Giordania importa il 97 per cento del suo fabbisogno energetico dall'estero. Nel 2011-2012 le finanze del paese sono state messe a dura prova da una serie di attacchi di gasdotti di gas naturale in Egitto, costringendo la Giordania a sostituire le importazioni di idrocarburi dall’Arabia Saudita che vende a costi più alti. Per questo nel prossimo futuro il paese investirà nel nucleare:due compagnie russe costruiranno e gestiranno la prima centrale nucleare della Giordania. Rosatom Overseas gestirà la centrale, come partner strategico, mnetre Atomstroyexport sarà il fornitore di tecnologia nucleare. I governi di Russia e Giordania firmeranno un accordo, che costerà qualcosa come 10 miliardi di dollari. La centrale includerà due reattori da 1.000 megawatt e sarà completato entro il 2023.
   
 
Cenni storici
 
La posizione strategia della Giordania fece sì che tutte le grandi civiltà del passato vi transitassero: egiziani, assiri, babilonesi, ittiti, greci, romani, arabi, turchi e crociati diedero tutti il loro contributo alla sua storia. Questi popoli commerciarono, costruirono città e combatterono guerre, influenzando fortemente la cultura della regione.

Nel 333 a.C., Alessandro Magno conquistò la Giordania, dopo la sua  morte la Giordania fu ceduta a Tolomeo. Intorno al 190 a.C. gli ebrei riconquistarono gradualmente il potere e nel 141 a.C. controllavano ormai la maggior parte della Giordania occidentale. Nella Giordania meridionale, intanto, si mettevano in luce i nabatei, esperti commercianti che da popolo nomade si trasformarono gradualmente in provetti architetti, ingegneri idraulici e artigiani, e la loro influenza contribuì a unire l’Arabia al Mediterraneo.

L’imperatore Traiano nel 106 d.C. incorporò la regione alla nuova provincia romana dell’Arabia Petrea, con capitale a Petra. Con la conversione al cristianesimo dell’imperatore bizantino Costantino nel 324 d.C. la nuova fede divenne religione ufficiale della Giordania e iniziò un periodo di prosperità e stabilità, durante il quale si costruirono numerose chiese. Il dominio bizantino terminò con l’invasione di popolazioni provenienti da est.

Dopo la morte del profeta Maometto, la Giordania  cadde nelle mani degli eserciti musulmani. L’islam divenne la religione predominante e l’arabo divenne la lingua dominante. La dinastia degli omayyadi (661-750), con base a Damasco arricchì il paese di  un importante patrimonio architettonico, mentre con gli abbasidi iniziò il trasferimento di potere da Damasco a Baghdad e il conseguente passaggio dalla superiorità etnica araba alla dominazione culturale persiana. Nel 969 i fatimidi (dinastia sciita) strapparono agli abbasidi il controllo di Palestina, Giordania e Siria meridionale. Dopo meno di un secolo, i turchi selgiuchidi si impossessarono di ciò che restava del territorio degli abbasidi e della Transgiordania. Verso il 1116 i crociati avevano ormai acquisito il controllo della maggior parte della ‘Outre Jourdain’ (letteralmente ‘terra oltre il Giordano’) e costruito fortezze per controllare le strade da Damasco al Cairo. Nel XII secolo Nureddin, figlio di un capo tribale turco, riuscì a unire il mondo arabo e a sconfiggere i crociati.

I turchi ottomani sconfissero i mamelucchi in Giordania nel 1516, e iniziò un periodo di declino del paese. Intorno al 1830 la Giordania fu occupata per un breve periodo dagli egiziani. Durante la prima guerra mondiale il paese fu teatro di violenti combattimenti fra i turchi ottomani, appoggiati dai tedeschi, e i britannici, che avevano la loro base a Suez (Egitto). Tra il 1917 e il 1918 le truppe inglesi occuparono l’intera regione mediorientale.  Nel giugno del 1916 gli arabi, guidati dall’emiro Faisal e da suo fratello Abdullah, decisero di partecipare al tentativo degli inglesi di estromettere i turchi, confidando in un aiuto britannico nella loro lotta per istituire uno stato arabo indipendente. In realtà, già da un mese inglesi e francesi avevano firmato l’accordo segreto di Sykes-Picot, che stabiliva l’attribuzione della ‘Siria’ (gli attuali territori di Siria e Libano) ai francesi e della ‘Palestina’ (una regione non ben definita che comprendeva la zona occupata attualmente da Israele, dai Territori Palestinesi e dalla Giordania) agli inglesi.

Nel 1948 gli arabi e gli ebrei si dichiararono guerra: la Transgiordania si assicurò l'intera Cisgiordania e una parte di Gerusalemme, e cambiò il proprio nome in Giordania. Nel 1953 salì al trono re Hussein e la Giordania entrò in un periodo di crescita economica. Negli anni Settanta l'Olp minacciò il potere di re Hussein: ebbe inizio una sanguinosa guerra intestina finita quando la maggior parte dei contestatori furono costretti a spostarsi in Libano.

Nel 1994 Giordania e Israele firmavano un trattato di pace che prevedeva l'abbattimento delle barriere economiche esistenti e la cooperazione nel campo della sicurezza e delle risorse idriche. Allo stesso tempo la Giordania ha rinforzato i propri rapporti con Yasser Arafat, la massima autorità palestinese, e ha lavorato per raggiungere degli accordi con lui. In tempi recenti la Giordania ha anche riallacciato i rapporti, interrotti durante la guerra del Golfo del 1991, con il Kuwait e l'Arabia Saudita. Re Hussein aveva cominciato a condurre il paese verso la democrazia dopo la vittoria alle elezioni del Fronte di Azione Islamica (con i suoi collegamenti con la Fratellanza Araba e la politica fondamentalista), ma la sua morte nel febbraio del 1999 ha lasciato molta incertezza per il futuro.