SCHEDA PAESE: Gibuti
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica semi-presidenziale
Superficie: 23.200 chilometri quadrati
Abitanti: 792 mila
Capitale: Gibuti
Composizione etnica: Somali, Afar
Lingue ufficiali: arabo e francese
Religione: islamica
Moneta: franco gibutiano
Presidente: Ismail Omar Guelleh
Primo ministro: Dileita Mohamed Dileita
Confini: Marocco, Eritrea, Etiopia, Somalia, Mar Rosso e Golfo di Aden
Indipendenza: dalla Francia 27 giugno 1977
 
 
La situazione politica
 
Il sistema politico del paese è dominato da un unico partito, la Lega Popolare per il Progresso fondata da Hassan Gouled Aptidon, primo presidente del Paese, al potere dal 1977 al 1999, anno in cui, grazie al sostegno della Francia ha passato la mano al nipote, Ismail Omar Guelleh, tuttora in carica.

La Lega popolare per il progresso, che controlla governo e parlamento, è egemonizzata dall’etnia Issa ma gode attualmente anche dell'appoggio del partito degli Afar, il Fronte per la restaurazione dell'unità e della democrazia (Frud). Esistono partiti d'opposizione, ai quali sono concesse alcune libertà e che hanno boicottato le elezioni del 2005 e del 2008 denunciando il controllo governativo sui media e le persecuzioni a danno dei propri candidati. Guelleh, nel 2011, nonostante le dimostrazioni e proteste contro il governo è stato nuovamente riconfermato alle urne, conquistando oltre l’80 per cento dei voti.

Con l'ex madrepatria  Gibuti ha sempre mantenuto accordi economico-militari che forniscono al paese assistenza in materia di sicurezza e sviluppo; la Francia ha sempre avuto dall'indipendenza una presenza militare nella sua ex colonia e la mantiene tuttora. Negli ultimi anni il Gibuti ha rafforzato sempre di più i legami con gli Stati Uniti, i principali fornitori di aiuti, permettendo alle truppe statunitensi di utilizzare il porto, l'aeroporto, e l'ex base della Legione straniera francese di Camp Lemonnier.  A ottobre 2013 è stata inaugurata la prima base militare italiana anti pirateria.
   
 
Lo stato dell'economia
 
Il sistema economico-finanziario è riuscito a riprendersi velocemente dagli ingenti danni provocati dalla guerra civile all'inizio degli anni Novanta. L’economia ha registrato a partire dal XXI secolo una crescita stabile e considerevole, con un tasso di crescita del Pil del 4,8 per cento nel 2012. L'economia gibutiana è quasi completamente concentrata nei servizi. Gibuti sfrutta la sua posizione strategica, punto di snodo tra il Mar Rosso ed il Golfo di Aden, che rende il paese un importante centro di traffici commerciali. Questa attività di transito commerciale è svolta soprattutto nel porto di Gibuti, che è il cuore economico del paese. Nel 2012 sono iniziati i lavori del terzo porto commerciale del paese, il cui costo è stimato in una cifra pari a circa 150 milioni di euro, servirà a decongestionare il traffico merci nello scalo di Doraleh, gestito da una società di Dubai, ma soprattutto consentirà di aprire il corridoio ferroviario tra Gibuti e l’Etiopia. Il porto di Tadjourah si inserisce infatti in un progetto promosso dal governo di Addis Abeba per costruire una linea ferroviaria tra i distretti industriali nelle regioni settentrionali che raggiunga il golfo di Aden, garantendo all’Etiopia che non ha sbocchi diretti sul mare una via per l’esportazione delle proprie merci.

Il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, ha inserito Djibuti tra gli Stati aventi un regime fiscale privilegiato, nella cosiddetta lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane ed i soggetti ubicati in tale territorio.
   
 
Cenni storici
 
Regione utilizzata come pascolo da diverse tribù del corno d’Africa fra cui gli Afar dell'Etiopia orientale e gli Issa della Somalia, Gibuti, grazie alla sua posizione strategica, intorno all’800 d.C. passò sotto il controllo dei commercianti arabi. Nel 1862 i francesi comprarono questa regione dai sultani di Afar di Obock e Tagiura, che controllavano la zona sull'altro lato dello stretto di Bab el-Mandeb, per poter controbilanciare la presenza britannica ad Aden.

Nel 1888 i francesi iniziarono la costruzione della città di Gibuti sulla costa meridionale del Golfo di Tagiura, una regione abitata in prevalenza da somali, che divenne ben presto lo sbocco marittimo ufficiale dell'Etiopia.

Nel 1949 vi furono le prime dimostrazioni da parte degli Issa, che chiedevano la riunificazione delle terre somale in mano agli italiani, agli inglesi e ai francesi e l'espulsione di tutte le potenze coloniali. Gli Afar che invece appoggiarono i francesi, furono favoriti dai colonizzatori che  affidarono il governo locale ad Ali Aref di etnia Afar. In seguito alle elezioni del 1967 si scatenarono sommosse popolari che furono represse da parte del governo francese  con l’espulsione e l’arresto dei leader dell’opposizione. Nei primi anni Settanta il paese fu attaccato dal Fronte di liberazione della costa somala, cui avevano aderito molti degli espulsi dalla colonia, che rivendicavano l’indipendenza del paese. In seguito a ulteriori dimostrazioni a sostegno dell'opposizione, nel 1976 Ali Aref fu costretto a dare le dimissioni e con grande riluttanza. L'anno seguente, il 27 giugno 1977, la Francia concesse a l'indipendenza a Gibuti. Le prime elezioni decretarono la vittoria della Lega Popolare per il Progresso (Rpp) e Hassan Gouled Aptidon, capo del partito, divenne il nuovo presidente. Nei primi anni Novanta si è scatenata una guerra civile fomentata dagli Afar, che è terminata grazie all'accordo di pace raggiunto nel 1994. La pace durò poco,  nel 1996 riprese il conflitto tra le due fazioni politiche. Hassan Gouled Aptidon rimase in carica fino al 1999 anno in cui fu sconfitto alle elezioni da Ismail Omar Guelleh.