SCHEDA PAESE: Sudan
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica federale
Superficie: 1.886.068 chilometri quadrati
Abitanti: 30 milioni 894 mila
Capitale: Khartoum
Composizione etnica: 600 gruppi e sottogruppi etnici, tra i quali prevalgono gli arabi
Lingua: arabo, inglese
Religione: islamica
Moneta: sterlina sudanese
Presidente: Omar HasanAhmad al-Bashir
Primo ministro: carica abolita
Confini: Eritrea, Etiopia, Sudan del Sud, Ciad, Repubblica Centrafricana, Egitto, Libia
Indipendenza: 1 gennaio 1956
 

 

 

 
La situazione politica
 
Il Sudan è stato dilaniato da una guerra civile separatista. Il conflitto tra nord del paese prevalentemente islamico e sud cristiano animista è stato alimentato da una guerra civile durata oltre 20 anni. Il 30 giugno 1989, un colpo di stato destituì il presidente Sadiq al-Mahdi, eletto nel 1986, e portò al potere un regime militare guidato dal generale Omar Hasan Ahmad al-Bashir vicino al Fronte islamico nazionale. Divenuto un punto di riferimento per gli islamisti di tutto il mondo, il governo si impegnò a estendere la sharia a tutto il territorio nazionale, vanificando gli accordi precedentemente raggiunti con l'Esercito di liberazione del popolo del Sudan (Elps). La giunta militare portò il Sudan in uno stato di isolamento internazionale quasi assoluto. La ripresa negoziale con l'Elps approdò alla tregua del 2002 e alla firma dell'accordo, nel 2005, con il quale il Sudan avrebbe riconosciuto per 6 anni l'autonomia al Sud cristiano (con la previsione di un successivo referendum per l'autodeterminazione), il principio del multipartitismo e la cooptazione dell'ELPS nel governo. Nel 2003, però, nella regione del Darfur scoppiò un'altra, tragica guerra civile fra milizie filogovernative arabe e popolazioni musulmane nere, che ha causato decine di migliaia di morti civili e la fuga dalla regione di 2 milioni di profughi. In seguito a tali tragici eventi nel 2006 Sudan e Onu sono arrivati a un accordo per una missione di pace, mentre nel 2009 la Corte penale dell'Aia ha emesso un mandato di cattura contro al-Bashir per i crimini compiuti in Darfur.  A febbraio 2010 è stato raggiunto un accordo preliminare tra il governo e il principale gruppo dei ribelli, il Jem (Justice and equality movement), e nell'aprile dello stesso anno, con dieci mesi di ritardo rispetto al previsto si sono svolte le elezioni, in cui sono stati eletti il presidente del Sudan e quello in rappresentanza del Sud Sudan, i deputati del parlamento nazionale e quello del parlamento del Sud Sudan. Omar Hassan El Bashir è stato riconfermato presidente ottenendo il 68 per cento dei suffragi; Salva Kiir Mayardit, leader degli ex ribelli dell'Esercito di Liberazione Popolare del Sudan (Spla) è stato eletto presidente per il Sud Sudan che ha avuto l'indipendenza solo nel 2011 grazie a un referendum che ha sancito in modo inequivocabile (il 98,83 per cento dei voti) la volontà d'indipendenza delle popolazioni del sud del paese da Karthoum.  
 
Il 9 luglio 2011, dopo un periodo di prova, viene proclamata l'indipendenza del Sud Sudan, subito riconosciuto dal governo di Khartoum.
   
 
Lo stato dell'economia
 
Il Sudan è un paese estremamente povero, che ha dovuto fare i conti con una guerra civile durata vent'anni. Il petrolio prima della scissione con il Sud (da cui provenivano tre quarti della produzione del paese) costituiva la principale entrata del paese. Le esportazione nel 2012 ammontavano a circa 2,45 miliardi di dollari e si riferiscono quasi esclusivamente al petrolio e prodotti petroliferi, la cui attività di estrazione è affidata prevalentemente a compagnie cinesi. La produzione agricola impiega la quasi totalità della forza lavoro (80 per cento). I principali partner commerciali sono Cina, Arabia Saudita ed Emirati.    
 
Cenni storici
 
Ritrovamenti ascrivibili al paleolitico segnalano una antropizzazione assai antica del Sudan.La regione settentrionale del Sudan nell'antichità era conosciuta anche come "regno della Nubia", e la sua civiltà fiorì essenzialmente lungo il corso del Nilo. I regni che si susseguirono furono influenzati dal vicino Egitto faraonico. Il cristianesimo si radicò profondamente nella Nubia, grazie alla predicazione di monaci siriani nel VI secolo. Dal XIV secolo si fece preponderante il dominio arabo e l'Islam, già presente da prima del crollo dei regni cristiani, dilagò. Dall'alleanza fra una tribù araba e un popolo nero islamizzato nacque, all'inizio del XVI secolo, il regno di Funj, che al 1820 quando il paese fu conquistato dagli egiziani. L'Egitto nominò un viceré, assistito da governatori per le varie province, lasciando al loro posto i capi delle tribù, e nel 1830 fu costruita Khartoum.  
 
Dopo l'apertura del canale di Suez, nel 1869, l'interesse europeo per la regione si fece più marcato. Contro l'occupazione egiziana e la penetrazione europea, nel 1881 al-Mahdi scatenò la guerra santa, scontrandosi con l'espansionismo della Gran Bretagna. Conquistata Khartoum, Mahdi instaurò uno stato teocratico, con capitale Omdurman; ma nel 1896 forze congiunte anglo-egiziane intrapresero però la riconquista del territorio.
 
Nel 1899, l'Impero britannico impose all'Egitto il "condominio" sul Sudan, che divenne "anglo-egiziano", e, contro la pluridecennale politica egiziana di unificazione politica dell'intero bacino del Nilo, lo amministrarono come una propria colonia, fino a dividerlo nel 1924 in due parti distinte, il Sud, dove operavano le missioni cristiane, restò più legato alle proprie tradizioni e il Nord, saldamente in mano a un'oligarchia arabo-islamica che progredì maggiormente sul piano economico. I militari saliti al potere in Egitto con il colpo di Stato del luglio 1952 si accordarono con le autorità britanniche per avviare il Sudan, attraverso un periodo triennale di autogoverno, all'autodeterminazione circa il proprio avvenire. Nelle elezioni per il primo parlamento sudanese, nel 1953, si impose il Partito Nazionalista Unionista (Pnu), espressione degli elementi filoccidentali; mentre gli ambienti islamici ortodossi, nel gennaio seguente diede vita a un esecutivo guidato da  al-Azhari. L'indipendenza fu proclamata il 1 gennaio 1956.
 
La neonata Repubblica preferì non aderire al Commonwealth ed entrò a far parte della Lega Araba, mentre sul piano interno l'avvio di un movimento di guerriglia nel Sud rese subito evidente il malcontento delle regioni meridionali, desiderose di maggiore autonomia dal governo centrale. Nel 1958 il generale Abbud con un colpo di Stato s'impadronì del potere, mantenuto con il sostegno delle forze armate sino al 1964. Da allora la vita politica sudanese è stata contrassegnata da un'alternanza di regimi militari e tentativi di democratizzazione; nei brevi periodi in cui, nel rispetto delle libertà fondamentali, si sono svolte elezioni democratiche, il Sudan ha conosciuto momenti di autentico pluralismo e ha cercato di risolvere positivamente la questione meridionale. Una nuova parentesi civile, iniziata nel 1964, fu bruscamente chiusa nel maggio 1969 dal colpo di Stato del generale an-Numairi, che sciolse tutti i partiti, a eccezione dell'Unione socialista sudanese, e diede, nel 1973, al paese una nuova Costituzione. Nel frattempo il regime aveva raggiunto un accordo globale con i guerriglieri, che prevedeva la concessione di un'ampia autonomia per le province meridionali del paese. Il continuo peggioramento delle condizioni economiche del paese e la ripresa della guerriglia nelle province meridionali indebolirono il regime e nell'aprile 1985 an-Numairi fu spodestato da un gruppo di militari, che portarono al potere  Al-Mahdi. Ciò non impedì la prosecuzione nel Sud della lotta armata, condotta soprattutto dall'Esercito di Liberazione del Popolo del Sudan (Elps), che pose l'abolizione della legge islamica quale condizione per avviare trattative con il governo.