SCHEDA PAESE: Algeria
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Superficie: 2.381.741 chilometri quadrati
Abitanti: 36 milioni 300 mila (dati 2011)
Capitale: Algeri
Composizione etnica: arabi e berberi
Lingua: arabo, lingua berbera (varietà cabila), francese
Religione: islamica
Moneta: dinaro algerino
Presidente: Abdelaziz Bouteflika
Primo ministro: Abdelmalek Sellal
Confini: Marocco, Mar Mediterraneo, Tunisia, Libia, Niger, Mali, Mauritania, Sahara Occidentale
Indipendenza: dalla Francia il 3 luglio 1962
 

 

 

 
La situazione politica
 

Abdelaziz Bouteflika, con l'appoggio dei militari, ha vinto le elezioni presidenziali nel 1999, ed è stato rieletto per un secondo mandato nel 2004. Durante il suo primo mandato Bouteflika lanciò un piano economico quinquennale chiamato il piano di sostegno al rilancio economico del valore di 7 miliardi di dollari, che prevedeva un  Piano nazionale per lo sviluppo agricolo, mirato all'aumento della produzione agricola, la costruzione di case popolari, strade ed altre infrastrutture.
 
Il secondo piano economico voluto dal presidente, per il quinquennio 2004-2009, Plan complementaire de la croissance economique punta alla costruzione di un milione di unità abitative, alla creazione di 2 milioni di posti di lavoro, al completamento dell'asse viario est-ovest di 1200 chilometri, al completamento della metropolitana di Algeri, del nuovo aeroporto di Algeri ed altri simili grandi opere infrastrutturali. Nel 2009, Bouteflika è stato riconfermato per la terza volta presidente con il 90 per cento dei voti, dopo che l'anno precedente il parlamento aveva approvato un emendamento per abolire il numero limite ai mandati presidenziali e di aumentarne i poteri.
 
Il governo nel 2011 ha introdotto alcune riforme politiche in risposta alla primavera araba, che però nel paese non ha visto significativi consensi, come l'aumento delle quote rosa nel parlamento e più libertà ai media. Le elezioni parlamentari nel maggio 2012 hanno sancito il dominio del Front de libération nationale (Fln), il partito del presidente, che ha ottenuto 220 seggi su 462; 68 sono i seggi conquistato dall'alleato di governo Rassemblement national démocratique (Rnd), mentre l'Alleanza verde degli islamici moderati ne ha totalizzato solo 66. Il parlamento nel 2013 ha previsto la revisione della Costituzione. Le prossime elezioni presidenziali dell'aprile 2014 hanno confermato la vittoria di Abdelaziz Bouteflika, nonostante le notizie circa il suo precario stato di salute.

 
 
Lo stato dell'economia
 
L'economia algerina rimane dominata dallo stato, un'eredità del modello socialista nel periodo post-indipendenza del paese, infatti la  legge 49/51, che regola le partnership produttive vieta agli stranieri di detenere più del 49 per cento del capitale in un'impresa algerina. Gli idrocarburi sono la spina dorsale dell'economia, e rappresentano approssimativamente il 60 per cento delle entrate di bilancio, il 30 per cento del PIL e più del 95 per cento dei proventi dalle esportazioni. L'Algeria è al decimo posto tra i paesi più ricchi di gas naturale ed è il sesto esportatore di gas, mentre si colloca al sedicesimo posto per le riserve petrolifere. I proventi derivanti dalle esportazioni dell'idrocarburo hanno dato all'Algeria una relativa stabilità macroeconomica. Il debito estero dell'Algeria è estremamente  basso, circa il 2 per cento del Pil.
 
In Algeria per il quadriennio 2010-2014 sono stati stanziati 286 miliardi di dollari da destinare a welfare, infrastrutture, formazione, tessuto industriale, edilizia. Attualmente, 130 miliardi di dollari del totale sono stati indirizzati al completamento di progetti già avviati, mentre i restanti 156 miliardi andranno presto a finanziare progetti completamente nuovi che si possono dividere in tre macro-aree: i progetti per lo sviluppo industriale, quelli per le grandi opere e le infrastrutture di base e quelli per il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Per lo sviluppo industriale sono stati pensati una serie di pacchetti finanziari volti a sostenere l'economia agricola e rurale e ad assicurare il credito per la realizzazione di nuove centrali elettriche; è stata prevista la creazione di zone industriali integrate e di almeno 200 mila nuove piccole e medie imprese (che offriranno circa 3 milioni di posti di lavoro). L'intervento a favore delle grandi opere, invece, propone: per il settore idrico l'inaugurazione di 35 nuove dighe, 25 nuove condotte idriche, 34 stazioni di depurazione delle acque; per il settore ferroviario la costruzione di 17 nuove linee, l'ammodernamento di 35 stazioni e l'aumento della velocità standard dei treni; per il settore portuale la realizzazione di 20 nuovi porti di pesca, la riqualificazione di 25 porti commerciali e l'ampliamento di 4 grandi porti già esistenti.
   
     
Cenni storici    
     
Originariamente abitata da popolazioni berbere, sulle quali si esercitò l'influsso fenicio, poi quello romano, l'Algeria fu conquistata dagli arabi nel VII secolo e inclusa nella regione detta Ifriqiya, con la Tunisia e parte della Libia. Nel XI secolo, come tutta l'Africa settentrionale, fu invasa dai nomadi arabi; dopo essere stata dominata da varie dinastie. Dal 1500, l'Algeria divenne base di incursioni piratesche in tutto il Mediterraneo. Inutilmente contrastato dalle marine di Spagna e Portogallo, lo stato barbaresco di Algeri sopravisse fino al 1830, quando la Francia occupò Algeri e tutti i centri costieri. Dopo il fallito tentativo dell'emiro ?Abd el-Kader d'istituire uno Stato musulmano nella zona di Orano, il controllo diretto francese fu esteso a tutto il paese. Ridotta allo stato di colonia, l'Algeria si vide negate lingua e cultura, e nel 1863, agli algerini fu offerta la cittadinanza francese se avessero rinunciato alla shari?a per il codice civile francese.
 
Dopo la Seconda guerra mondiale l'Algeria fu annessa al territorio metropolitano francese. Sul finire del 1954 una serie di attentati diede inizio alla guerra di Liberazione d'Algeria, coordinata dal Front de libération nationale (Fln). La repressione francese fu condotta sul piano militare e venne rifiutata ogni trattativa coi ribelli anche in sedi internazionali come l'Onu, dove la Lega araba tentò invano di portare la questione algerina.
Gli accordi franco- algerini del 1962 demandarono il futuro assetto del paese a un referendum popolare. Il fallimento di due tentativi di colpo di Stato ad Algeri scatenò il terrorismo organizzato nell'Oas (Organisation de l'armée secrète), che insanguinò l'Algeria e la Francia con stragi e devastazioni. Il voto del referendum, svoltosi il 1 luglio 1962, sancì l'indipendenza del paese, che fu proclamata il 3 luglio.
 
Il 15 settembre 1963 nacque la Repubblica democratica e popolare d'Algeria, con una Costituzione che istituiva un regime presidenzialista e monopartitico. Il colpo di stato militare del 1965 impose un governo nazional-socialista, collocando  l'Algeria vicina al blocco filosovietico: la Costituzione del 1976 la dichiarò ufficialmente paese socialista, sancendo la supremazia dell'Fln. Solo sul finire degli anni Ottanta furono apportati alcuni emendamenti costituzionali che attenuarono l'impostazione socialista e introdussero, con la nuova Costituzione del 1989, il pluralismo politico, rafforzando il Parlamento e allentando la stretta militare sull'opposizione.
 
Nel 1992 un colpo di Stato militare interruppe le elezioni politiche, vinte al primo turno dal Front islamique du salut (Fis); l'insediamento di una giunta militare formò un governo provvisorio e fu proclamato lo stato d'assedio per un anno. Di contro, l'Ais (Armée islamique du salut), braccio armato del Fis, e il Gia (Groupe islamique armé), fazione più estremista dell'integralismo algerino, avviarono una violenta campagna terroristica contro il regime.
Nel  1994 il capo dello Stato, il generale Zeroual cercò dapprima un dialogo con gli islamisti, ma si rese poi responsabile di numerose violazioni dei diritti umani e massacri ai danni della popolazione. Alle  elezioni legislative del 1997si registrò la vittoria del partito del presidente, il Rassemblement national démocratique e l'affermazione del Mouvement de la société pour la paix, partito islamista fondato nel 1990. Le dimissioni improvvise di Zeroual (1998), portarono a nuove elezioni presidenziali vinte da Abdelaziz Bouteflika, tra i fondatori dell'Fln, che varò un piano di pace.
 
Una nuova escalation del terrorismo sancì però il fallimento del tentativo di riconciliazione di Bouteflika, che nel 2001 dovette anche affrontare una forte ondata di proteste per le mancate riforme socioeconomiche e le mobilitazioni della popolazione della Cabilia, che denunciava la repressione e il mancato riconoscimento della lingua e della cultura berbera. Nel 2004 Bouteflika ottenne un secondo mandato presidenziale con una vittoria schiacciante, e grazie una modifica alla costituzione che rimuoveva i limiti di mandato presidenziale,  vinse un terzo mandato nel 2009.L'Algeria è membro dell'Unione africana e della Lega araba praticamente dal1962, fa parte dell'Opec dal 1969 e ha contribuito fattivamente alla creazione, nel 1988, dell'Unione del Maghreb Arabo(Uma).