SCHEDA PAESE: Cipro
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Superficie: 9.250 chilometri quadrati
Abitanti: 840 mila
Capitale: Nicosia
Composizione etnica: 78% greco-ciprioti, 18% turco-ciprioti
Lingue ufficiali: greco, turco
Religione: greco-ortodossa, islamica
Moneta: euro
Presidente: Nicos Anastasiades
Confini: mar Mediterraneo
Indipendenza: 16 agosto 1960 dal Regno Unito
 
 
La situazione politica
 
Nel 2004, il progetto di unificazione della Repubblica di Cipro con la Repubblica turca di Cipro del Nord, promosso dall’Onu, che prospettava la costituzione di uno Stato federale con la presidenza spettante a rotazione alle due comunità, fu bocciato per referendum dalla popolazione greco-cipriota. Lo stesso anno, la sola parte greco-cipriota è entrata a far parte dell’Unione europea e dal 2008 è entrata anche nell’area euro. Dopo l’elezione di Mehmet Ali Talat alla presidenza di Cipro del Nord (2005), cui è subentrato nell'aprile 2010 Dervis Eroglu, sono stati riavviati i colloqui per la riunificazione, ma l’esecutivo non è ancora riuscito ad ottenere alcun risultato concreto.

Le elezioni parlamentari, nella parte greca, del maggio 2011 hanno registrato una vittoria del Raggruppamento democratico (Disy), che ha battuto la coalizione di governo costituita dal Partito progressista dei lavoratori (Akel) e dal Partito democratico (Diko). Il risultato è stato confermato nelle consultazioni presidenziali tenutesi nel febbraio 2013 con l'affermazione del leader del Disy, Nikos Anastasiades, che al primo turno ha ricevuto il 45,5 per cento delle preferenze contro lo sfidante del Partito progressista dei lavoratori Stavros Malas, e conseguendo la vittoria al ballottaggio con oltre il 57 per cento dei voti.

Nel marzo 2013, per fare fronte alla grave crisi del sistema finanziario che ha colpito l'isola, la troika europea ha deciso di stanziare un pacchetto di aiuti di 10 miliardi di euro, contro i 17 richiesti nel 2012 dal paese, per accedere al quale è stata prevista una tassazione dei depositi bancari pari a 5,8 miliardi di euro. Il prelievo forzoso è però stato bocciato dal parlamento cipriota con 36 voti contrari su 56. Nei giorni successivi, dopo lunghe trattative, accompagnata da una situazione di forte tensione sociale, è stato raggiunto un accordo tra l'eurogruppo e le autorità cipriote: l'intesa ha consentito di sbloccare i finanziamenti europei attraverso una forma di tassazione da applicarsi esclusivamente ai depositi bancari superiori a centomila euro, prevedendo inoltre di liquidare progressivamente una delle due principali banche del paese, la Laiki, e conferendo i suoi attivi e tutti i suoi depositi inferiori ai centomila euro alla Banca di Cipro. Le elezioni parlamentari tenutesi nella autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord nel luglio 2013 hanno visto l’affermazione del Partito turco repubblicano-Forza Unita (centro-sinistra) con il 38 per cento dei voti.
   
 
Lo stato dell'economia
 
La divisione di Cipro ha avuto pesanti ripercussioni in campo economico. La regione settentrionale turco-cipriota, ha risentito della disgregazione dello stato unitario e continua a scontare il suo isolamento diplomatico.

L’ingresso della Repubblica di Cipro nell’Unione Europea (2004) e l’apertura dei mercati commerciali e finanziari hanno portato a una crescita costante, sino al 2008, superiore al 3%.Dopo questa data Cipro è stata colpita da una profonda crisi economica determinata dallo stretto rapporto tra l’economia dell’isola e quella della Grecia. Prima del 2008, le banche locali avevano investito buona parte dei propri asset in titoli di Stato greci. Anche quando la crisi del vicino Stato ellenico diventava sempre più evidente, gli istituti di credito ciprioti hanno esitato a disfarsi dei bond detenuti in cassa. Così, al precipitare della situazione, quando il rendimento dei titoli greci è stato tagliato, per concedere ad Atene un po’ di respiro sul crescente debito pubblico, circa il 75 per cento degli investimenti effettuati dalle banche di Cipro è andato in fumo. L’alto livello di indebitamento pubblico di Cipro (pari all’86 per cento del Pil) ha impedito al governo di intervenire per salvare le banche, ricapitalizzandole. Il buco nero in cui è precipitato il comparto finanziario di Cipro ha minato le basi dell’intera economia locale. Il Pil è crollato del 3,3 per cento nel 2012. In questo contesto si inserisce, nella primavera del 2013, il piano di intervento da 10 miliardi di euro approvato dalla “troika”, sotto forma di una dilazione della scadenza dal 2016 al 2021 di un precedente prestito pubblico pari a 2,5 miliardi di euro.
   
 
Cenni storici
 
Abitata sin dall’età neolitica, Cipro ebbe rapporti con Egitto, Siria e Grecia dal 2000 circa a.C. L'isola era divisa in parecchie città-stato i cui sovrani furono vassalli del re di Assiria e dei suoi successori. Conquistata alla metà del VI secolo da Amasi re d’Egitto, passò con l’Egitto sotto il re di Persia, pur conservando i suoi re. Intanto nell’isola era cominciata la penetrazione coloniale greca, che fece decisivi passi nel IV secolo con Evagora, il quale, fattosi signore di Salamina, città sulla costa orientale di Cipro, vi accolse la flotta dell’ateniese Conone e partecipò alla battaglia di Cnido contro gli Spartani. Con Alessandro Magno, Cipro entrò nel mondo ellenistico. Disputata fra Antigono, Demetrio e Tolomeo Sotere, rimase all’Egitto finché, nel 58 a.C., l’isola fu annessa a Roma, prima come parte della provincia di Cilicia poi come provincia a sé.

Eparchia della diocesi d’Oriente nell’Impero bizantino, fu occupata in parte dagli Arabi nel 649, e divenne loro possesso sotto il califfo Harun ar-Rashid. Ripresa  più volte dai Bizantini, rimase sotto il governo di Costantinopoli sino al 1184, quando Isacco Comneno se ne impadronì. Sconfitto da Riccardo Cuor di Leone nel 1191 fu ceduta ai Templari e quindi a Guido di Lusignano, re di Gerusalemme. Amalrico II di Gerusalemme la ordinò a Stato, retta dai Lusignano fino al 1489, anno in cui Caterina Cornaro di Lusignano abdicò in favore di Venezia. Il dominio terminò nel 1571, quando l’isola cadde in mano ai Turchi, che vi rimasero sino al 1878 quando, come ricompensa dell’appoggio inglese alla Turchia nel congresso di Berlino, l'isola fu concessa in affitto per 99 anni alla Gran Bretagna; l’affitto fu trasformato in annessione allo scoppio della Prima guerra mondiale.

Il movimento per l’annessione alla Grecia, sviluppatosi fra i greco-ciprioti a partire dal 1930, si intensificò dopo la Seconda guerra mondiale. L’agitazione nazionalista trovò la propria guida nel capo della Chiesa ortodossa, l’arcivescovo Makàrios. Dopo ripetuti negoziati fra i governi di Gran Bretagna, Grecia e Turchia e i rappresentanti delle due comunità cipriote, nel 1959, fu raggiunto un compromesso, che prevedeva l’indipendenza di Cipro e una serie di garanzie per la minoranza turca. L’indipendenza fu proclamata il 16 agosto 1960 ed entrò in vigore la Costituzione, che assicurava la rappresentanza di ambedue le comunità nei principali organi politici. Presidente e vicepresidente divennero Makàrios e il leader turco-cipriota Fazil Kucuk; nel 1960 Cipro entrò a far parte dell’Onu e nel 1961 del Commonwealth. Il compromesso del 1959-60 si rivelò però di difficile applicazione e nel 1963 i turco-ciprioti si ritirarono dal governo e dagli altri organi, dando vita nel 1967 a una propria amministrazione autonoma. Nonostante l’invio, nel marzo 1964, di una forza di pace dell’ONU, la tensione e gli scontri proseguirono. L’avvento della dittatura militare in Grecia nel 1967 aggravò ulteriormente la situazione. Nel luglio del 1974 un colpo di Stato militare appoggiato da Atene rovesciò Makàrios e tentò di insediare un governo che procedesse all’annessione alla Grecia. La Turchia reagì occupando la parte settentrionale dell’isola, dove nel 1975 fu proclamato unilateralmente uno Stato federato turco con una propria Costituzione, un presidente della Repubblica, Rauf Denktash, e un’Assemblea legislativa. Makàrios, che a dicembre 1974 aveva riassunto la presidenza della Repubblica, morì nel 1977 e gli subentrò Spyros Kyprianou. I tentativi di risolvere la spaccatura dell’isola con la costituzione di una federazione si scontrarono con l’intransigenza di Denktash, che nel 1983 proclamò l’indipendenza della Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta soltanto dalla Turchia.

Il tentativo di mediazione condotto dall’Onu a partire dal 1985, sulla base di un progetto di Stato bifederale che prevedeva una larga autonomia per i turco-ciprioti, si arenò a più riprese per il persistere di profondi contrasti fra le due comunità e il rifiuto della Turchia di ritirare le proprie truppe.