SCHEDA PAESE: Turchia

Caratteri generali

 
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Superficie: 783.564 chilometri quadrati
Abitanti: 77 milioni
Capitale: Ankara
Composizione etnica: turchi 65,1%, curdi 18,9%, arabi 1,8%, azerbaigiani 1%, yoruk 1%, altri 12,2%
Lingua: turco (ufficiale), arabo, armeno, curdo, greco
Religione: musulmani 99,8%, altri 0,2%
Moneta: nuova lira turca
Presidente: Recep Tayyip Erdogan
Primo ministro: Ahmet Davutoglu
Confini: Georgia, Armenia, Iran, Iraq, Siria, Grecia, Bulgaria, Mar Mediterraneo, Mar Egeo
   
 
La situazione politica
 

Negli ultimi anni la struttura politica e legislativa della Repubblica Turca è stata oggetto di riforme e ristrutturazioni, nell'intento di centrare gli obiettivi richiesti dall'Unione europea nel quadro della strategia di pre-adesione. Fin dalla sua fondazione, nel 1923, il padre della Repubblica, Ataturk, ha puntato sulla costruzione di uno stato laico, di cui si sono fatte baluardo le forze armate del paese. Con l'ascesa al potere del partito filoislamico Giustizia e sviluppo (Akp), nel 2003, l'influenza dell'esercito sul sistema politico è progressivamente diminuita.

Nel 2005 la Turchia è diventata ufficialmente un paese candidato all'adesione europea. Le trattative per l'adesione, però, sono ancora ferme a pochi capitoli, data l'opposizione di alcuni paesi europei all'ingresso di uno stato a maggioranza islamica nell'Unione.

Il sistema elettorale turco prevede una soglia di sbarramento nazionale del 10 per cento.  Nel 2014 si sono svolte in Turchia le elezioni amministrative (a marzo) e quelle presidenziali (ad agosto), in un clima politico teso dopo l'avvio di una maxi inchiesta anticorruzione che ha coinvolto anche i figli di esponenti del governo costretti alle dimissioni, nonché il secondogenito dell'ex premier Erdogan, Bilal. Il capo dell'esecutivo ha accusato i seguaci del movimento Hizmet, fondato dallo studioso islamico ed ex alleato di Erdogan, Fethullah Gulen, di essere dietro all'inchiesta, data la loro presenza nei servizi segreti e nel sistema giudiziario. Ai primi arresti disposti dalla procura di Istanbul ha fatto seguito una vasta operazione del ministero dell'Interno che ha portato alla destituzione o al trasferimento di commissari di polizia e procuratori. Le ultime elezioni presidenziali hanno visto la vittoria di Erdogan con il 51,8 per cento dei voti. Pochi giorni il ministro degli Esteri uscente, Ahmet Davutoglu, è stato nominato primo ministro.

   Il premier turco, Recep Tayyip Erdogan
 
Lo stato dell'economia
 
La crescita economica della Turchia ha subito nel 2008-09 gli effetti della crisi finanziaria globale che ha contribuito ad aggravare il rilevante deficit delle partite correnti, potenziale fattore di instabilità per il paese. L'economia turca si basa per il 60 per cento sul settore privato e per il restante 40 per cento su quello statale. La nascita della moderna industria turca risale agli anni Trenta del secolo scorso, durante il governo di Kemal Ataturk, quando iniziarono a svilupparsi le principali produzioni legate alla trasformazione dei prodotti della terra: il settore tessile tramite la coltivazione di cotone; lo zucchero tramite la coltivazione della barbabietola; e in generale l'industria alimentare che trasforma i prodotti agricoli. L'ultimo decennio ha rappresentato per la Turchia un periodo di profonda trasformazione che le ha consentito il passaggio da un'economia agricola ad una industrializzata.  L'agricoltura costituisce ancora oggi una componente fondamentale dell'economia, impiegando circa il 45 per cento della manodopera. La Turchia vanta la più estesa area coltivabile dell'Europa occidentale ed è uno dei pochi paesi al mondo che ,oltre ad esportare i  prodotti  agricoli, è autosufficiente dal punto di vista alimentare.  Le coltivazioni principali riguardano le nocciole, le lenticchie, il cotone, il grano, il tè, i cereali, la frutta, i legumi, gli ortaggi ei tuberi.

Nonostante l'importanza dell'agricoltura, l'impulso economico attuale è diretto verso il settore industriale, che rappresenta circa l'80 per cento del valore della produzione. Quasi tutte le nuove industrie, inizialmente create per soddisfare la domanda interna di beni di consumo, sono oggi dirette all'esportazione. Il settore industriale di importanza primaria è il tessile, che impiega circa il 20 per cento della forza lavoro e fa della Turchia il principale fornitore dell'Unione europea e uno tra i maggiori produttori mondiali. Altri settori importanti sono quello metallurgico, quello della trasformazione dei prodotti agricoli, quello automobilistico, il settore elettronico e quello petrolchimico.
   Istanbul, il distretto finanziario
 
Cenni storici
 
La penisola Anatolica è stata la culla di una moltitudine di civiltà e di organizzazioni statali durante tutto il corso della storia dell'umanità. Tra le varie civiltà che vi si svilupparono nell'antichità, ricordiamo gli ittiti, i frigi, i traci, i lidii, gli armeni e gli elleni (greci). Incorporata negli Imperi persiano, macedone, romano e bizantino, l'Anatolia ne seguì le vicissitudini, finché non fu invasa dalla stirpe tribale degli Oghuz, di etnia turca, a partire dall'XI secolo, a seguito della vittoria sull'esercito bizantino di Romano IV Diogene ottenuta nella battaglia di Manzicerta. Gli elementi turcomanni furono presto organizzati in gran parte sotto il vessillo dei turchi selgiuchidi, i quali fondarono una fiorente e potente organizzazione statale con il capitale Rey (i cosiddetti "Grandi selgiuchidi") e uno stato anatolico (i cosiddetti "Selgiuchidi di Rum"), entrambi distrutti nel corso delle grandi invasioni mongole. Altra struttura statale turca in Anatolia fu quella dei danishmendidi. Nel corso del XIV e del XV secolo gli ottomani, anch'essi componenti della tribù turca degli Oghuz, riuscirono a imporre la propria egemonia oltre che in Anatolia anche su parti sempre più vaste del mondo bizantino e, successivamente, nella Penisola balcanica: espansione coronata dalla conquista di Costantinopoli da parte del sultano Mehmet il Conquistatore nel 1453.
 
Sotto i suoi successori l'Impero ottomano continuò una politica di espansione che lo portò ad essere, nella metà del XVI secolo, durante il regno del sultano Solimano il Magnifico, la prima potenza militare ed economica del Medio Oriente e del bacino del Mediterraneo. Con Mehmet III (1566 - 1603) l'impero subì tuttavia i suoi primi importanti insuccessi che, dal XVII secolo divennero la dimostrazione di una crescente e sempre più ingovernabile crisi militare, economica e politica. Alla fine del XVIII secolo l’impero ottomano era in una posizione di inferiorità nei confronti dell’Europa: la Russia aveva conquistato la Crimea e intendeva assorbire territori nei Balcani oltre che estendere la propria influenza in Asia centrale; l’Inghilterra aveva conquistato l’influenza nel Mediterraneo e utilizzava l’impero ottomano come baluardo contro la Russia. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, l'impero fu sottoposto ad un processo di smembramento che si concluse nel 1922 con la caduta dell'ultimo sultano e nel 1923 con la proclamazione della Repubblica turca da parte di Mustafa Kemal Ataturk, un ufficiale dell'esercito ottomano, eroe di guerra per il ruolo svolto nella resistenza e nella liberazione della penisola anatolica dagli eserciti delle potenze occupanti. Dopo le riforme approvate da Ataturk per trasformare la nuova Repubblica in uno stato moderno e secolare, nel 1960, un colpo di Stato militare pose fine a decenni di governo democratici. Nel frattempo la Turchia era entrata a far parte della Nato (nel 1952), diventando uno dei paesi cardine dell'Alleanza. Al golpe del 1960, ne seguirono altri due nel 1971 e nel 1980. Dopo tre anni di lotte politiche e di malcontento civile, però, il capo del governo militare, il generale Kenan Evren, abbandonò la divisa e divenne il nuovo presidente della Turchia. Alle elezioni del 1983 vinse il partito di centro-destra guidato da Turgut Özal, che diede l'avvio a un boom economico destinato a durare fino all'inizio degli anni Novanta.

Nel 1993, la morte di Turgut Özal ha privato la politica turca di un leader in grado di garantire stabilità e progresso. Negli ultimi anni la vita politica è stata segnata da coalizioni di governo molto instabili e sono rinati i movimenti della destra religiosa. All'inizio del 1998 la Corte Costituzionale ha messo al bando l'ex primo ministro Necmettin Erbakan e il Partito del Benessere, di orientamento islamico. Il partito Giustizia e sviluppo (Akp) governa il paese dal 2003.
   Panorama di Istanbul