SCHEDA PAESE: Slovenia
Caratteri generali
 

Forma di governo: Repubblica semipresidenziale
Superficie: 20.273 chilometri quadrati
Abitanti: 2 milioni 25mila
Capitale: Lubiana
Composizione etnica: sloveni 83,1%, serbi 2%, croati 1,8%, bosniaci 1,1%, musulmani 0,5%, albanesi 0,3%, magiari 0,3%, macedoni 0,2%, italiani 01%, altri 10,6%
Lingua: sloveno
Religione: cattolici 57,8%, non religiosi/atei 10,1%, musulmani 2,4%, ortodossi 2,3%,altri 27,4%
Moneta: euro
Presidente: Borut Pahor
Primo ministro: Miro Cerar (centrosinistra)
Confini: Austria, Ungheria, Croazia, Mar Adriatico e Italia

   
 
La situazione politica
 

La Slovenia fa parte della Nato, della Unione europea e della zona euro. Invitata a entrare nell'Alleanza atlantica, la Slovenia ha risposto positivamente. Nel marzo 2003, il referendum di adesione ha ottenuto il 66 per cento dei voti favorevoli. Nell'occasione, il 90 per cento degli elettori ha votato a favore dell'ingresso nell'Unione Europea. Il 2 aprile 2004 l'ingresso nella Nato è diventato ufficiale. Lo stesso anno, il 6 aprile, la Slovenia ha firmato ad Atene l'adesione all'Unione Europea, entrando a farne parte a tutti gli effetti dal primo maggio dello stesso anno, insieme ad altri nove paesi: Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Cipro.

In un referendum svoltosi nel 2004, a sorpresa, il popolo sloveno ha bocciato la proposta del governo di riconoscere i diritti civili e di proprietà alle persone originarie di Croazia, Bosnia-Erzegovina e Serbia ma residenti in Slovenia. Nel gennaio 2007 il paese ha adottato l'euro, che ha preso il posto del tallero. In seguito alla caduta del governo di centrosinistra guidato dal socialdemocratico Borut Pahor, che ha perso il sostegno del parlamento il 21 settembre 2011, i cittadini sloveni si sono recati alle urne il 4 dicembre 2011 e, tra le forze politiche in gara, avevano favorito il partito di centrosinistra “Slovenia Positiva”, guidato dall’imprenditore e sindaco di Lubiana Zoran Jankovic. Quest’ultimo, tuttavia, pur godendo dell’appoggio degli elettori - 28,5 per cento contro il 26,2 per cento del Partito democratico sloveno (Sds) - e del presidente Danilo Türk (che lo ha designato premier il 5 gennaio 2012), non è riuscito a formare un governo accettabile per i 90 membri del parlamento.

L’11 gennaio 2012, solo 42 deputati avevano approvato la nomina di Jankovic, quattro in meno dei 46 necessari per raggiungere la maggioranza richiesta. Janez Jansa, leader dell'Sds, è riuscito ad attirare in una nuova coalizione il Partito dei pensionati (Desus), vero ago della bilancia nei negoziati post-elettorali e ha puntato alla guida del governo. Il  28 gennaio dello stesso anno le cinque forze politiche della coalizione, l’Sds, la lista Virant, il Partito del popolo (Sls), il DeSus e Nuova Slovenia (Nis) hanno ritenuto Jansa il leader più adatto per far uscire il paese dalla crisi economica. Pochi mesi dopo, tuttavia, Jansa ha perso la fiducia del parlamento ed è stato sostituito dalla nuova leader di Slovenia Positiva, Alenka Bratusek. Quest'ultima è stata costretta alle dimissioni nel 2014 e, dopo le elezioni anticipate del 13 luglio, è salito al governo l'indipendente Miro Cerar, ora a capo di una coalizione tripartitica. Al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2 dicembre 2012, invece, il presidente uscente Danilo Tuerk ha perso la gara con lo sfidante Borut Pahor, ex premier eletto capo dello Stato.

 

Lo stato dell'economia

Dopo un periodo di crescita del prodotto interno lordo superiore alla media europea, negli ultimi due anni anche la Slovenia ha subito gli effetti della crisi economica mondiale, che ha portato ad una crescita della disoccupazione. L'agricoltura può contare su scarsi terreni coltivabili, da cui si ricavano cereali, patate, barbabietola da zucchero, frutta. Buoni i risultati dell'allevamento di bovini e suini. Vengono sfruttate le miniere di lignite. La produzione di energia elettrica dipende per circa un terzo da una centrale nucleare realizzata a Krsko, in comproprieta con la Croazia. L'industria slovena punta su chimica, metallurgia, siderurgia e meccanica. Buoni risultati vengono dai settori delle telecomunicazioni, farmaceutico, carta, mobili, tessile, alimentare. Male la situazione del settore bancario, con Nova Lubianska Banka (primo istituto di credito del paese di proprietà del governo per il 55,6 per cento) che necessita di continue iniezioni di capitale.
   Il presidente sloveno,  Borut Pahor
 
Cenni storici    
     
I primi sloveni s'insediarono nel VI secolo nelle valli dei fiumi del bacino del Danubio e sulle Alpi Orientali. Nel 748 la Slovenia passò sotto il controllo delle popolazioni germaniche, prima con l'impero franco dei Carolingi, che convertirono la popolazione al cristianesimo, e poi come parte del Sacro Romano Impero, nel IX secolo. L'Austria nel XIV secolo conquistò il paese, mantenendone il controllo (a partire dal 1804 come Impero asburgico) fino al 1918, fatta eccezione per una breve parentesi napoleonica. Nel 1809, infatti, Napoleone Bonaparte aveva fondato le province dell'Illiria (Slovenia, Dalmazia e parte della Croazia) e stabilto la capitale a Lubiana. Gli Asburgo tornarono nel 1814, ma le riforme francesi nell'istruzione, nel diritto e nella pubblica amministrazione rimasero. Al termine della prima guerra mondiale, con la caduta dell'impero austro-ungarico, la Slovenia entrò a far parte del regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Nel 1945 la Slovenia si unì alla Jugoslavia. Dopo la morte del maresciallo Josip Broz, detto "Tito", avvenuta nel 1980, nella progressiva dissoluzione della Jugoslavia, la Slovenia, vicina agli interessi dell'Europa liberista, cominciò a sganciarsi da Belgrado, considerando la permanenza nella Jugoslavia come un peso per la propria economia. Il 23 dicembre 1990 oltre l'88 per cento della popolazione votò a favore dell'indipendenza, che fu proclamata ufficialmente il 26 giugno 1991. Seguì una breve guerra, durata dieci giorni, durante i quali i militari sloveni riuscirono a bloccare l'esercito jugoslavo. La Comunità europea riuscì a imporre un armistizio e il 15 gennaio 1992 riconobbe il nuovo stato. Nel maggio dello stesso anno la Slovenia entrò a far parte delle Nazioni Unite.
   Centro di Lubiana

© Agenzia Nova/Mario Capato