SCHEDA PAESE: Romania
Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica semi-presidenziale
Superficie: 238.391 chilometri quadrati
Abitanti: 21 milioni 680 mila
Capitale: Bucarest
Composizione etnica: romeni 89,5%, ungheresi 6,6%, rom 2,5%, altre minoranze 2%
Lingua: rumeno
Religione: ortodossi 86,8%, protestanti 6,7%, cattolici 5,6%, musulmani 0,3%, altri 0,6%
Moneta: nuovo leu
Presidente: Klaus Iohannis (Partito nazionale liberale, indipendente)
Primo ministro: Dacian Ciolos (indipendente)
Confini: Ucraina, Moldova, Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria
 

 

La situazione politica
 

La Costituzione rumena del 1991, riformata nel 2003, proclama la Romania come "repubblica democratica e sociale", che trae la sua sovranità dal popolo. La Carta costituzionale prevede un presidente, un parlamento, una Corte Costituzionale e un sistema separato di tribunali inferiori, tra i quali la Corte Suprema. In seguito a due turni elettorali -  il 2 e il 16 novembre - la Romania ha votato un nuovo presidente della Repubblica, Klaus Iohannis, che entrerà ufficialmente in carica il 22 dicembre al termine del mandato di Traian Basescu. Iohannis, sindaco di Sibiu ed esponente del Partito liberale, ha vinto contro ogni pronostico superando al ballottaggio il premier in carica, Victor Ponta, leader del Partito socialdemocratico. Con l'uscita di scena di Ponta, costretto a dimettersi dopo una lunga crisi politica, il governo è stato affidato a dei tecnici guidati dall'ex commissario europeo Dacian Ciolos. Obiettivo del nuovo esecutivo è condurre il paese senza troppi scossoni alle elezioni politiche del novembre del 2016.

   
 
Lo stato dell'economia
 
Il pluriennale aumento del Pil è stato interrotto nel 2008-09 dalla crisi economica globale e nei primi mesi del 2009, il governo appena insediatosi è stato costretto a chiedere un prestito di 20 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale. I settori dei servizi e dell'industria sono quelli più rilevanti nella formazione del Pil, seguiti da quello delle costruzioni e dell'agricoltura. Analizzando la crescita dei singoli settori produttivi, negli ultimi anni si segnala il forte incremento del settore delle costruzioni e un aumento medio di quello dei servizi. Significativa inoltre la crescita delle attività agricole, inclusa la sivicoltura e la piscicoltura. L'inflazione, invece, è scesa dopo il notevole aumento del 2007-08 dovuto alla svalutazione del leu, agli alti prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari e alla crescita dei consumi interni.
   
     
Cenni storici    
     
L'antica Romania era abitata da tribù tracie. Nel I secolo a.C. la Grecia vi fonda lo stato della Dacia per contrastare la minaccia romana. La Dacia si arrende a Roma nel 106 d.C., diventando una provincia del suo impero (la Valacchia). Trovandosi a fronteggiare gli attacchi dei goti, nel 271 l'imperatore Aureliano decide di ritirare le legioni romane a sud del Danubio, ma gli abitanti ormai romanizzati della Valacchia rimangono in Dacia, formando il popolo rumeno. Intorno al X secolo sorgono alcuni piccoli stati rumeni il cui consolidamento porta alla formazione dei principati della Moldavia, della Valacchia e della Transilvania. Fin dal X secolo i magiari iniziano a diffondersi all'interno della Transilvania che intorno al XIII secolo diviene un principato autonomo sotto la corona ungherese. Nel XIV secolo le forze ungheresi provano, senza riuscirvi, a impadronirsi della Valacchia e della Moldavia, che solo nel 1859 si uniscono in uno stato nazionale col nome di Romania.

Nel 1916 la Romania entra in guerra a fianco della Triplice intesa. Il suo obiettivo è liberare la Transilvania dalla dominazione autro-ungarica. Nel 1918, la Transilvania, insieme alle regioni della Bucovina e della Bessarabia, entra a far parte della Romania. Nel corso della Seconda guerra mondiale, però, sia la Bucovina che la Bessarabia vengono cedute all'Urss, mentre la Transilvania settentrionale passa all'Ungheria. La Romania, da parte sua, appoggia militarmente la Germania contro l'Unione sovietica, per poi cambiare schieramento all'ultimo momento nel 1944. Nel 1947, dopo la vittoria dei comunisti filo-sovietici alle elezioni dell'anno precedente, viene proclamata la Repubblica popolare rumena. Segue un periodo di terrore, durante il quale tutti i leader pre-guerra, gli intellettuali di spicco e i sospetti dissidenti vengono imprigionati e inviati nei campi di lavoro. Sul finire degli anni Cinquanta, la Romania inizia a prendere le distanze da Mosca e a portare avanti una politica estera indipendente, sotto la guida di Gheorghiu-Dej prima (1952-1965) e di Nicolae Ceausescu (1965-1989) poi. Ceausescu condanna l'intervento sovietico del 1968 in Cecoslovacchia, conquistandosi la simpatia e gli aiuti economici dell'Occidente. Se però in politica estera si dimostra molto abile, in politica interna Ceausescu si rivela un vero e proprio dittatore. L'avvento di Mikhail Gorbaciov, nel 1985, porta gli Usa a non aver più bisogno della Romania come stato-cuscinetto e così Bucarest perde il suo ruolo di partner privilegiato di Washington. Nel 1989 le proteste popolari, inizialmente soffocate nel sangue, mettono fine al regime autoritario di Ceausescu che viene giustiziato insieme alla moglie il giorno di Natale. Da allora inizia un processo di riforme politiche che si conclude con l'approvazione di una nuova Costituzione ispirata ai modelli occidentali nel 1991. Nel marzo del 2004, Bucarest entra a far parte della Nato e nel gennaio 2007 diventa membro a pieno titolo dell'Unione europea.
   Bucarest, la chiesa di San Silvestro