Rubrica
12.10.2016 - 11:08
  
Italia, dopo il sisma Matteo Renzi vuole ricostruire senza la mafia
Parigi, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - Ricostruire tutto come era prima e senza perdere tempo: sono queste le parole d'ordine delle misure adottate ieri mattina martedì 11 ottobre dal Consiglio dei ministri italiano per le zone devastate dal sisma che ha fetto 298 morti il 24 agosto scorso in Italia centrale; lo scrive il quotidiano francese "Le Figaro". "L'avevamo promesso. Non vi lasceremo soli" ha twittato Matteo Renzi subito dopo la riunione del governo e prima di prendere un elicottero per recarsi sul posto. I danni subiti dei circa 60 Comuni sinistrati ammontano a "non meno di 3-4 miliardi di euro", secondo il premier: Renzi ha chiesto a Bruxelles che gli stanziamenti pubblici necessari siano defalcati dal conteggio del deficit dello Stato. Viste le somme suscettibili di essere mobilitate, il presidente del Consiglio italiano ha voluto premunire il vasto cantiere della ricostruzione contro qualsiasi infiltrazione mafiosa: ha creato una cellula che, sotto l'Autorità nazionale anticorruzione e comprendente anche rappresentanti della Corte dei conti, dell'Agenzia pubblica per gli investimenti ed il commissario alla Ricostruzione, veglierà sulla regolarità e sulla trasparenza delle gare d'appalto. Il denaro pubblico non sarà il solo ad essere impegnato: Renzi ha lanciato un appello agli imprenditori, in particolare a quelli del Lazio, per investire soprattutto ad Amatrice, la località più devastata. Ed il suo amico Diego Della Valle è stato il primo a rispondere all'appello: l'industriale dei mocassini di lusso ieri stesso ha annunciato la costruzione, su 4 mila metri quadri, di una fabbrica di scarpe nel centro della zona sinistrata. Le decisioni in merito alla ricostruzione del dopo-terremoto del resto si inscrivono perfettamente nella strategia del governo italiano, che per rilanciare la debole crescita dell'economia intende aumentare del 10 per cento le risorse destinate alle infrastrutture, privilegiando i progetti mirati ed i piccoli cantieri; come ricorda il corrispondente da Roma del quotidiano economico francese "Les Echos", Olivier Tosseri, nella Finanziaria per il 2017 a questo scopo saranno stanziati 13,5 miliardi di euro, grazie alla flessibilità strappata ai severi controllori della Commissione europea. Ma secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, a frenare gli investimenti in Italia più che Bruxelles è la burocrazia italiana: un ostacolo assai difficile da superare.
  
Merkel in Africa, denaro in cambio di confini
Berlino, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - il cancelliere tedesco Angela Merkel si è recata in visita in Etiopia, paese che si trova in piena crisi politica e in cui l’economia, pur crescendo negli ultimi 15 anni, non riesce a dare occupazione ai giovani. Il vero motivo del viaggio del Cancelliere ad Addis Abeba è l’apertura del dialogo con l’Unione africana che la Germania ha finanziato con 30 milioni di euro. Il governo federale sta collaborando con italiani e francesi, per sostenere lo sviluppo economico e civile di questi Paesi. A Berlino si parla di "partenariato per la migrazione", una sorta di parallelo dell’accordo già sottoscritto dall'Ue con la Turchia. “Partenariato per la migrazione significa”, secondo quanto detto dalla Merkel nella capitale del Mali, Bamako, “che ci assumiamo la responsabilità per la situazione specifica di ciascun paese” da cui originano i flussi migratori. In pratica più aiuti allo sviluppo, per l’agricoltura, l’acqua potabile, ma anche per il rinnovo delle strutture governative. Per il Niger passano, secondo le ultime stime, l’80-90 per cento dei migranti provenienti dall’Ovest e dal Centro Africa. Circa 150 mila solo quest’anno. È necessaria più istruzione in loco e più sicurezza. La Ue ha promesso assistenza a Germania, Francia ed Italia. La Cancelliera dal canto suo ha promesso, in una conferenza stampa, 17 milioni di euro per nuovi posti di lavoro,destinati a sostenere le piccole imprese. Altri 60 milioni verranno stanziati se il programma si dimostrerà efficace. Il Presidente del Niger ha chiesto anche un piano Marshall, ma la Merkel non si è detta d’accordo al riguardo. Durante la presidenza tedesca del G-20 nel 2017 si terrà un vertice supplementare con l'Africa, ha anche annunciato il cancelliere nel suo discorso all'Ua ad Addis Abeba. Con una politica di piccoli passi, Merkel promette una politica di lungo respiro. Gli europei in cambio si attendono un’azione repressiva nei confronti dei contrabbandieri e di quanti fanno la tratta di esseri umani, considerato un reato penale. In Etiopia vivono circa 780 mila rifugiati provenienti dai Paesi limitrofi: una vera e propria polveriera, se associata all'instabilità politica che regna nel paese. L’offerta della Merkel è stata anche di inviare esperti di polizia tedeschi per istruire i colleghi etiopi.
  
Germania, politica divisa tra elogio dei rifugiati e stretta all'accoglienza dopo l'arresto del terrorista siriano
Berlino, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - All'indomani dell'arresto a Lipsia del sospetto attentatore siriano, il 22 enne Jaber Albakr, la politica tedesca si trova a fronteggiare due esigenze di natura contrapposta. Da un lato, Il ministro per l'interno tedesco, Thomas de Maizière, prepara un giro di vite contro i possibili terroristi stranieri nel paese. E' quanto emerge da una proposta preparata dal Ministero, e già inviata agli altri ministeri interessati per il coordinamento. Secondo il ministro sono “almeno 100 mila, e sono in aumento” gli stranieri in lista per il rimpatrio quest’anno. Alla data del 31 agosto le richieste di rimpatri esecutivi erano 209.210. Finora, fornire false generalità o un documento non valido non era sufficiente a far scattare l'espulsione dalla Germania. Ora tutto ciò non sarà più tollerato, ha affermato il ministro. La proposta del ministero dell'Interno prevede anche un aumento della custodia cautelare in carcere da 4 a 14 giorni. L'arresto del sospetto attentatore a Lipsia, però, è stato possibile grazie a tre suoi connazionali che avevano visto le sue foto segnaletiche su Facebook. merito del gruppo “German Lifestyle Gls”, con i suoi quasi 90 mila membri siriani registrati. La pagina Facebook è gestita da due blogger: Abdrazak Faham, 19 anni, e Abdul Abbasi, 22, e affronta ogni sorta di tematica, dall’amore alla ricerca di un appartamento. E domenica ha diffuso l’immagine del connazionale ricercato dalle autorità, perché “non siamo tutti terroristi e non vogliamo fare del male a chi ci ha dato molto”, ha dichiarato Faham alla “Sueddeutsche Zeitung”. E così il deputato di sinistra Andre Hahn ha proposto al Bundestag di concedere ai siriani che hanno reso possibile la cattura il diritto di soggiorno in Germania a tempo indeterminato. “Sarebbe un segnale molto importante per tutti i rifugiati vulnerabili e onesti che non hanno a che fare in maggioranza assoluta con l'auto-proclamato stato islamico, né con qualsiasi attività terroristica”, ha detto il deputato alla Radio bavarese.
  
Francia, Hollande esce allo scoperto e si dice "pronto" alle elezioni
Parigi, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - In una lunga intervista concessa a "Le Nouvel Observateur" il presidente francese Francois Hollande fa capire di essere "pronto" alle elezioni del 2017: "Hollande, sono pronto" titola a caratteri cubitali la copertina del settimanale che sarà nelle edicole domani giovedì 13 ottobre. Negli ampi estratti del colloquio con i giornalisti Cécile Amar, Matthieu Aron, Carole Barjon e Matthieu Croissandeau, anticipati oggi sul sito web de "L'Obs", Hollande si dice pronto a fare l'inventario di quanto aveva promesso nella campagna elettorale del 2012 e di quanto invece ha realizzato nel suo quinquennato presidenziale; anche se non annuncia ancora ufficialmente la sua candidatura. Il presidente rivendica il suo essere di sinistra e difende l'operato del suo esecutivo dalle critiche espresse proprio dalla sinistra del suo stesso partito, appellandosi soprattutto al "contesto" politico; e si dice convinto che, "man mano che si avvicineranno le elezioni" della primavera 2017, riuscirà a spiegarsi ed a convincere i francesi. Hollande dunque esce allo scoperto, commenta "Le Monde": secondo il quotidiano progressista, il presidente intendeva annunciare la sua candidatura ufficiale alle elezioni del 2017 solo a dicembre, dopo le primarie che il centro-destra organizzerà il 20 ed il 27 novembre prossimo. Hollande sperava che da quelle primarie sarebbe uscito vincitore Nicolas Sarkozy, che per lui è l'avversario ideale: non solo per averlo già battuto nel 2012, ma perché l'ex presidente di destra ed attuale leader de I Repubblicani (LR, ex Ump) è il personaggio politico più inviso alla sinistra francese, forse persino più di Marine Le Pen e del suo Front national. Le cose invece sembra stiano andando diversamente: nel centro-destra sta emergendo prepotentemente la candidatura dell'ex primo ministro ed attuale sindaco di Bordeaux, Alain Juppé; il quale è in grado di pescare voti anche nella sinistra moderata: non è un caso che molti elettori di sinistra stiano prendendo in considerazione di partecipare alle primarie del centro-destra, proprio per sostenere Juppé in contrapposizione a Sarkozy. Da qui l'urgenza, la necessità per Hollande di accelerare i tempi; nell'intervista al "Nouvel Observateur" Hollande delinea quindi il leit-motiv della sua campagna presidenziale: ergersi a bastione della Francia moderna e di sinistra contro le destre che vogliono "distruggere il nostro modello repubblicano ed il nostro modello sociale"; e bollare tutti i possibili candidati di destra, nessuno escluso (e Juppé incluso), di essere "revanscisti e reazionari" e di avere un "programma comune" il cui obbiettivo è far regredire la Francia ed i diritti conquistati negli ultimi decenni dai lavoratori e dai cittadini.
  
Regno Unito, May promette un dibattito parlamentare ma non un voto prima di far scattare la Brexit
Londra, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - La premier del Regno Unito, Theresa May, riferisce il "Financial Times", ha risposto alle critiche per l'esclusione della Camera dei Comuni dal processo di uscita dall'Unione Europea acconsentendo a un "completo e trasparente" dibattito prima dell'invocazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona, ma non ha promesso un voto parlamentare sulla strategia negoziale del governo, intenzionato a non scoprire le sue carte. Esiste il rischio che un eventuale piano per la rottura col mercato unico e l'unione doganale, la cosiddetta Brexit "dura", ipotesi che ha scatenato la svendita di sterline, possa essere bocciato dai deputati. Numerosi esponenti conservatori si sono uniti all'ex leader del Labour Ed Miliband e all'ex leader liberaldemocratico Nick Clegg nella richiesta di uno scrutinio parlamentare. Il Partito laborista presenterà oggi una mozione, che potrebbe essere appoggiata da alcuni Tory. Per questo May ha voluto aggiungere un emendamento che riconosce la necessità di una discussione specificando che non deve "compromettere la posizione negoziale del governo". Una fonte di Downing Street ha confermato l'impegno a dare attuazione alla Brexit e precisato che la posizione dell'esecutivo sul coinvolgimento parlamentare non è cambiata: "Siamo sempre stati chiari sul fatto che il parlamento abbia un importante ruolo da giocare e questa mozione rispecchia ciò".
  
Regno Unito, l'uscita dall'unione doganale potrebbe costare 25 miliardi di sterline all'anno
Londra, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - L'economia britannica pagherà un "costo permanente" di oltre 25 miliardi di sterline all'anno se il Regno Unito deciderà di uscire dall'unione doganale. La stima, in evidenza sul quotidiano "The Guardian", è di Raoul Ruparel, esperto dell'istituto Open Europe, e risale a prima della sua nomina come consulente del governo; nella sua valutazione, il prodotto interno lordo diminuirebbe a lungo termine (entro il 2030) dell'1-1,2 per cento. Né la premier, Theresa May, né il segretario per l'Uscita dall'Unione Europea, David Davis, hanno preso posizione per l'abbandono dell'unione doganale, ipotesi per la quale si è pronunciato invece a favore il segretario al Commercio internazionale, Liam Fox. La ricerca di Ruparel, di quest'estate, prevede costi addizionali molto elevati legati agli oneri amministrativi sulle denominazioni di origine e fa un confronto tra il modello norvegese, accesso al mercato unico, e quello turco, ovvero appartenenza all'unione doganale ma non al mercato unico. Un portavoce del dipartimento per l'uscita dall'Ue ha precisato che la ricerca non è stata effettuata per conto del governo e che è stata scritta nell'ambito della collaborazione di Ruparel con Open Europe e prima dell'inizio della consulenza governativa. Lo studio, comunque, ha offerto munizioni all'opposizione, che ha esortato l’esecutivo a chiarire la sua direzione. Un gruppo di 53 deputati del Labour, guidato dal segretario ombra per la Brexit, Keir Starmer, ha firmato una lettera per chiedere un'analisi rigorosa e pubblica sui costi e benefici delle varie opzioni.
  
Spagna, il re Filippo VI pronto al giro di consultazioni decisivo per l'investitura di Rajoy
Madrid, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - Il re di Spagna Filippo VI ha annunciato ieri che il 24 e 25 ottobre prossimi, presso la residenza reale della Zarzuela, riceverà i portavoce dei partiti con rappresentanza parlamentare per avviare la fase finale delle consultazioni tese a "salvare" la dodicesima legislatura. Lo riferisce la stampa spagnola. Le dimissioni, qualche settimana fa, del segretario generale del Partito socialista (Psoe), Pedro Sanchez, hanno lasciato spazio alla possibilità di investitura del premier uscente e candidato del Partito popolare (Pp), Mariano Rajoy. Tuttavia il sovrano dovrà verificare l'effettiva esistenza di un accordo di governo entro il termine legale del 31 ottobre, altrimenti sarà costretto a sciogliere le Camere e convocare le terze elezioni generali in dodici mesi. Il Pp e il Psoe prevedono per il 26 o il 27 ottobre l'inizio dell'assemblea plenaria alla Camera dei deputati per votare l'investitura di Rajoy, con l'astensione del Psoe. Prima di quella data, però, il comitato federale del Psoe dovrà approvare la scelta dei Socialisti. Motivo per cui ieri il presidente del comitato di gestione provvisorio del Psoe, Javier Fernandez, ha avviato i colloqui con figure affini al Psoe, ma anche con avversari politici. Il Comitato del Psoe potrebbe tenersi il prossimo 23 ottobre, sebbene la data non sia stata ancora comunicata ufficialmente. Nelle ultime ore Fernandez ha nuovamente parlato con il premier uscente Mariano Rajoy, la terza conversazione in pochi giorni. Inoltre, il presidente del comitato socialista ha contattato il presidente di Ciudadanos, Albert Rivera, e alcuni dei segretari regionali socialisti. I sostenitori dell'ex segretario Sanchez, restano contrari a facilitare l'investitura di un nuovo governo Rajoy. Sei dei sette presidenti socialisti regionali tuttavia voteranno per l'astensione, in occasione del comitato federale, una mossa che faciliterà un nuovo Esecutivo del Pp.
  
Presidenziali Usa, Hillary Clinton ama i banchieri
New York, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - Le e-mail pubblicate la scorsa settimana da WikiLeaks spiegano, secondo il "Wall Street Journal", per quale motivo la candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton, abbia scelto di non pubblicare le trascrizioni dei suoi colloqui a porte chiuse con gli esponenti di Wall Street, e anche "per quale ragione tanti cittadini statunitensi non la ritengano onesta o degna di fiducia". Stando alle rivelazioni del sito web fondato da Julian Assange - la campagna di Clinton sostiene di "non aver tempo di confermarne la veridicità" - Clinton ha cominciato a corteggiare i banchieri in vista della sua candidatura presidenziale sin dalla conclusione del suo mandato come segretario di Stato, nel 2012. I banchieri, da un lato, "erano ansiosi di concederle lauti compensi: ben 4,1 milioni di dollari in due anni, stando ai documenti pubblicati da Wikileaks. Clinton, dal canto suo, era ansiosa di compiacere i banchieri con quanto volevano sentirsi dire". Ad un evento organizzato da Goldman Sachs, nel 2013, Clinton ha affermato che "esiste un tale pregiudizio nei confronti di chi ha avuto una vita di successo". Gente come lei, chiosa il "Wall Street Journal", che sottolinea come queste ed altre dichiarazioni di Clinton, mai rese pubbliche, siano agli antipodi rispetto alla dialettica su cui ha imperniato la propria campagna elettorale. A una conferenza organizzata da Deutsche Bank, Clinton ha addirittura affermato che la vera riforma del settore finanziario "deve venire dall'industria in sé". Un'affermazione, scrive il quotidiano, di cui certamente la senatrice progressista Elizabeth Warren e l'ex governatore socialista Bernie Sanders non erano a conoscenza, quando hanno concesso il loro endorsement alla Clinton. Alcuni elettori, conclude il quotidiano, potrebbero ritenere le affermazioni "segrete" di Clinton una incoraggiante prova del suo pragmatismo politico. Quel che è certo e che se le trascrizioni diffuse da WikiLeaks fossero emerse durante le primarie democratiche, le sarebbero costate moltissimo in termini di consenso politico.
  
Presidenziali Usa, Clinton: "Sono l'ultimo baluardo tra voi e l'apocalisse"
New York, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - Il "New York Times" pubblica un lungo resoconto delle battute finali della campagna di Hillary Clinton per la Casa Bianca. Un inviato del quotidiano, Mark Leibovich, si è recato a Toledo, in Ohio, alla fine del mese scorso, per intervistare la candidata democratica e assistere ai febbrili lavori della sua squadra elettorale. Clinton definisce le elezioni del mese prossimo "le più importanti della nostra vita". Un'affermazione che è solito pronunciare qualunque candidato, ma che in questa specifica occasione, scrive Leibovich, pare non essere fuori luogo. Dall'intervista alla candidata democratica traspare un odio profondo per il suo avversario: "Negli anni ho avuto l'opportunità di incontrare molti presidenti. Con loro ho avuto parecchi diverbi. Eppure non ho mai dubitato per un nanosecondo che si alzassero ogni mattina con l'imperativo di cercare la strada migliore per il paese. Erano persone serie". Di Trump, evidentemente, ha maturato un'opinione differente. "Le persone sono terrorizzate da quello che potrebbe essere il significato di una sua eventuale vittoria", afferma la Democratica. Nel 2012, quando Obama, al termine del suo primo mandato presidenziale, affrontò il repubblicano Mitt Romney, "la gente non pensava che se per caso Romney fosse stato eletto presidente, il paese sarebbe scivolato nell'abisso". Trump, insomma, è per Clinton una figura spregevole, un pericolo mortale per gli Stati Uniti. La resistenza del suo avversario, sostiene la candidata, è frutto del suo protagonismo mediatico, "la sua mania di essere sempre visto, sentito e menzionato (...) così adatta a questo periodo storico". Si spiegano davvero così le difficoltà incontrate da Clinton nel fronteggiare la sfida del suo avversario, a suo dire così moralmente inetto? Eppure, sottolinea Leibovich, i Clinton non sono affatto estranei a questa forma di protagonismo dei media: sono stati anzi protagonisti della "rivoluzione politico-mediatica degli ultimi quattro decenni", anche loro malgrado: sono stati i media e le loro rivelazioni a innescare lo scandalo Lewinsky che ha portato all'impeachment di Bill Clinton, e la prima campagna presidenziale di Hillary Clinton, nel 2008, è stata sconfitta da Obama sul terreno dell'utilizzo delle nuove forme di comunicazione: i social media. L'approccio di Trump e Clinton ai media è effettivamente agli antipodi. Il primo è infaticabile nella ricerca dell'esposizione mediatica, ed ha un talento innato nel farsi inseguire dalle telecamere: talvolta, scrive il giornalista, è impossibile non trovarlo divertente. Clinton, invece, si espone con riluttanza, e solo dopo una maniacale pianificazione. I collaboratori di Clinton sostengono sia convinta che la politica "non è un esercizio di comunicazione alle masse, ma la ricerca di soluzioni e il loro perseguimento". Clinton, insomma, è a tutti gli effetti l'anti-Trump. Una presidenza Clinton mancherebbe dell'agilità comunicativa di Barack Obama, della sicurezza morale di Geroge W. Bush e della chiarezza esplicativa del marito Bill Clinton. la Democratica, si chiede Leibovich, "sarebbe in grado, dalla Casa Bianca, di ispirare il popolo americano più di quanto abbia fatto durante la campagna elettorale? Sarebbe più facile o più difficile, per lei, non avere a che fare con Trump, che incarna perfettamente tutto ciò cui si oppone? Clinton pare esserne convinta, e ritiene la sua candidatura una missione: "Come ho già detto a tante persone, sono l'ultimo baluardo tra voi e l'apocalisse".
  
Argentina, al via la visita ufficiale della regina d'Olanda e ambasciatrice Onu Maxima Zorreguieta
Buenos Aires, 12 ott 11:08 - (Agenzia Nova) - La regina d'Olanda e ambasciatrice delle Nazioni Unite (Onu), Maxima Zorreguieta, è arrivata ieri in Argentina per presentare una iniziativa dell'organismo internazionale sul microcredito. La regina ha incontrato i funzionari del governo argentino e oggi terrà un faccia a faccia con il presidente Mauricio Macri per presentare il progetto dell'Onu, che attraverso il microcredito punta a promuovere lo sviluppo sociale e l'inclusione finanziaria dei settori più vulnerabili. L'ambasciatrice Onu ha inoltre incontrato il capo della Banca centrale, Federico Sturzenegger, al quale ha espresso l'intenzione del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, di estendere all'Argentina il programma di inclusione finanziaria. Nel primo giorno della sua visita ufficiale a Buenos Aires, Maxima ha tenuto anche dei colloqui con il coordinatore delle Nazioni Unite in Argentina, Renè Mauricio, e con il ministro degli Esteri Susanna Malcorra, con i quali ha discusso della situazione dei rifugiati nel mondo e del piano del presidente Macri per accogliere 3 mila rifugiati siriani nel paese sudamericano. Nel pomeriggio la regina ha partecipato ad una conferenza presso l'Università cattolica dell'Argentina (Uca) sul tema della "Inclusione finanziaria per lo sviluppo". Durante l'incontro con gli studenti, l'ambasciatrice Onu ha affermato che "le sfide specifiche che deve affrontare l'Argentina rendono l'inclusione finanziaria una questione urgente". Si tratta, ha continuato, di "una sfida enorme, ma conosco il paese e so che l'Argentina è in grado di far fronte a questa situazione". "Lo sviluppo senza inclusione finanziaria non è possibile", ha concluso Zorreguieta.