Rubrica
11.10.2016 - 11:07
  
Italia, il partito di Renzi sull'orlo dell'implosione
Parigi, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il Partito democratico (Pd, centrosinistra) di Matteo Renzi è ormai sull'orlo dell'implosione, con la maggioranza e la minoranza che ieri lunedì 10 ottobre hanno confermato nella riunione della direzione il dissenso frontale sulla riforma costituzionale che sarà oggetto del referendum del 4 dicembre prossimo, cruciale per il futuro politico del capo del governo italiano: lo scrive il quotidiano francese "Le Figaro" in un articolo basato su notizie dell'agenzia di stampa "France Presse" (Afp). La riforma ha spaccato il Pd, la cui minoranza di sinistra la ritiene "pericolosa per la democrazia"; ed al dissenso sulla materia costituzionale si aggiunge quello sulla nuova legge elettorale, che in qualche modo l'accompagna e la completa. Per ammorbidire l'opposizione interna al suo partito, Renzi ieri ha offerto di istituire una commissione, che includa almeno un esponente della minoranza, incaricata di proporre una muova legge elettorale, ma solo dopo il voto referendario del 4 dicembre. Il compromesso è stato approvata all'unanimità: ma in realtà la la minoranza non ha partecipato al voto; e del resto i suoi massimi esponenti, dall'ex segretario nazionale Pierluigi Bersani all'ex primo ministro Massimo D'Alema fino al leader della sinistra interna Gianni Cuperlo, hanno già anticipato che comunque al referendum voteranno "No" alla riforma. Tutti costoro nei loro interventi pubblici si guardano bene dal parlare di scissione dal Pd, ma è chiaro che la minaccia è sempre presente. Da parte sua Renzi è tornato ad accusare la minoranza di utilizzare il referendum costituzionale come un "alibi" per tentare di scalzarlo dal governo e dalla guida del partito.
  
Niger, Mali ed Etiopia, Merkel promette denaro per frenare le migrazioni
Amburgo, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha promesso maggiore sostegno nella lotta contro l'immigrazione clandestina e allo sviluppo economico del Niger. Senza ulteriori aiuti, l'Africa occidentale non può contenere le migrazioni, ha detto il cancelliere dopo un incontro con il presidente Mahamadou Issoufou. La Germania fornirà veicoli ed apparecchiature di comunicazione per un valore di 10 milioni di euro; inoltre saranno creati posti di lavoro con il finanziamento di ulteriori 17 milioni di euro. In prospettiva, la Germania ne verserà altri 60. Per intensificare la cooperazione, un ufficiale di collegamento dal ministero federale degli Interni sarà inviato in Niger. “Nei prossimi due anni non si potranno risolvere tutti i problemi”, ha dichiarato Merkel, "ma occorre far vedere che si stanno facendo passi significativi". Tuttavia, il cancelliere non si è detto disponibile ad una sorta di “piano Marshall” auspicato dal Presidente del paese africano. La Germania ha in animo di fornire da sola, nei rpossimi anni, 1 miliardo di euro per il solo Niger, che è considerato uno dei Paesi più poveri e con uno dei tassi di natalità più elevati del Continente africano. Due milioni di persone sono minacciate dalla siccità e dalle inondazioni e fra queste 350 mila sono bambini. Il Paese è ricco di uranio e petrolio, ma la crescita economica è di solo il 3,9 per cento annuo. La Germania concederà aiuti per progetti di rafforzamento della capacità amministrativa, dell’agricoltura, della pianificazione familiare e per la salute per un valore di 77 milioni di euro. Dalla primavera 2015 l'Ue ha intensificato la cooperazione con il Niger. Il focus è il contenimento dei flussi migratori verso il Mediterraneo. Germania, Francia e Italia cercano ulteriori alleanze per arginare i flussi migratori. Dal Niger proviene infatti circa il 90 per cento dei rifugiati dall'Africa occidentale e centrale verso l’Europa. Dopo le tappe in Niger e in Mali, Merkel si è recata in Etiopia, un altro dei principali paesi d'origine dei flussi migratori verso l’Europa. La situazione politica del Paese africano è incandescente: al momento e ci sono scontri etnici tra il Governo e altri gruppi quali gli Oromo. Gli ultimi scontri hanno causato più di 400 vittime secondo il governo e più di 600 secondo l’opposizione. Lo stato dell'economia è pessimo e la siccità ha flagellato il paese per 30 anni. Secondo Human Rights Watch ci sono grandi problemi di libertà dei media e abusi come le carcerazioni arbitrarie vengono commessi dalla polizia. Il partito al governo del Paese detiene 500 dei 547 seggi in Parlamento. Dunque la visita della Cancelliera è diplomaticamente difficile. La Germania porta infatti aiuti economici, ma si trova anche nella delicata posizione di dover discutere di diritti umani.
  
Germania, polemiche dopo l'arresto del sospetto terrorista
Berlino, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Gli avvenimenti riguardanti il fuggitivo e presunto bombarolo Jabir al-Bakr hanno innescato in Germania un dibattito riguardo alle necessarie contromisure di sicurezza. Il cancelliere tedesco, Angela Merkel (Cdu) durante il suo viaggio in Africa, ha detto che l'arresto dei sospetti terroristi è la prova che le autorità erano già a conoscenza del potenziale pericolo. Si deve fare "tutto il possibile" per garantire la sicurezza, ha detto Merkel, ammettendo che a tal fine potrebbero essere necessarie modifiche di legge. Ma dalle reazioni dell'Unione e dell’Spd è chiaro che il caso causerà nuove controversie nella coalizione. La Csu ha chiesto al personale per la protezione della Costituzione, un controllo più intenso dei rifugiati ed un atteggiamento più duro nei confronti degli arrestati. Il gruppo parlamentare dell’Unione presso il Parlamento ha denunciato “lacune” nella conservazione dei dati delle telecomunicazioni e nella persecuzione del proselitismo per i gruppi terroristici. "È incomprensibile che il ministero della Giustizia ancora rifiuti entrambi ", ha detto il portavoce della commissione giustizia del gruppo dell’Unione presso il Parlamento, Elisabeth Winkelmeier-Becker, riferendosi al ministro della giustizia Heiko Maas (Spd). Chiamato in causa a questo proposito anche il ministro dell'Interno, Thomas de Maizière (Cdu). Il ministero dell'Interno ha già pronto un disegno di legge per far meglio rispettare i procedimenti di espulsione. Polemiche al riguardo della sicurezza si erano già registrate nei giorni scorsi, allorquando erano stati arrestati presunti terroristi, grazie alla decrittazione di conversazioni intercorse fra costoro e probabili reclutatori jadisti tramite Whatsapp e Messenger.
  
Francia, il Soccorso cattolico contro il piano del governo per sgomberare la "giungla" di Calais
Parigi, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - "Il Soccorso cattolico non avallerà l'attuale avallare il piano per lo smantellamento della 'giungla' di Calais, che è una nauseabonda operazione elettoralistica": con queste durissime parole, riportate dal quotidiano "Le Monde", il responsabile locale dell'organizzazione, Vincent de Coninck, si è dichiarato contrario al progetto del governo francese di sgomberare integralmente gli accampamenti e le relative strutture sorti intorno alla città portuale francese, dove attualmente vivono circa 10 mila migranti in attesa di trovare un modo qualsiasi, anche illegale, di attraversare il Canale della Manica e raggiungere la Gran Bretagna; il piano governativo dovrebbe iniziare il 17 ottobre prossimo. A giudizio dell'organizzazione cattolica quindi l'intera operazione è solo un modo di gettare fumo negli occhi di un'opinione pubblica intossicata dalla propaganda dell'estrema destra del Front national (Fn). A suscitare una tale inusuale presa di posizione è in particolare la chiusura, prevista dal piano governativo, anche dei centri di accoglienza provvisoria che ospitano degnamente 1.500 persone ed il Centro Jules Ferry che serve tra i 3 ed i 4.500 pasti quotidiani e che offre ai migranti l'accesso alle docce e ad una scuola. In sostanza l'associazione accusa il governo di accanirsi a voler cancellare la vergogna della insalubre "giungla" disperdendone gli attuali occupanti su tutto il territorio della Francia: ma Calais resterà il punto di passaggio obbligato per chiunque voglia raggiungere la Gran Bretagna, fa notare Vincent de Coninck, e non passerà molto tempo prima che migliaia di profughi si ammassino nuovamente intorno alla città. Le bidonville future, prevede il Soccorso cattolico, saranno ancora più precarie ed insalubri di ora e perdipiù daranno prive di quelle strutture di assistenza che attualmente vengono messe a disposizione dalle associazioni umanitarie; del resto, afferma Vincent de Coninck, il massiccio sbarco di migranti nel sud dell'Italia dimostra che il flusso di migranti è ben lungi dall'esser stato arginato. I rappresentanti dell'organizzazione cattolica oggi martedì 11 ottobre saranno ricevuti dal ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, a cui intendono esporre le loro obiezioni di fondo al piano di sgombero e la preoccupazione che le sue modalità "a passo di carica" rischino provocare violenze tra i migranti e le forze dell'ordine.
  
Regno Unito, per l’economista Ashoka Mody la sterlina debole può riequilibrare l’economia
Londra, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il crollo della sterlina, dopo anni di sopravvalutazione, è una benedizione e può aiutare a spezzare la morsa delle elite finanziarie sull'economia del Regno Unito. È questa l'opinione di Ashoka Mody, ex vice direttore perl'Europa del Fondo monetario internazionale e docente alla Princeton University, in evidenza sul quotidiano britannico "The Telegraph". L'esperto, che ha guidato la troika costituita da Fmi, Banca centrale europea e Commissione europea nel salvataggio finanziario dell'Irlanda, è convinto che la sterlina sia stata spinta a livelli eccessivi tra il 2011 e il 2015 da speculatori immobiliari internazionali ed elite bancarie e che ciò abbia causato gravi danni alla base manifatturiera e alla competitività a lungo termine. Londra, principale centro finanziario europeo, ha attratto come un magnete speculatori russi, cinesi, mediorientali e di altre aree del mondo; ad alimentare la bolla speculativa ha contribuito, inoltre, il credito a basso costo in dollari erogato dalle banche globali attive nella City. Mentre si è saldato un "nesso banche-proprietà", "il resto dell'economia è stato lasciato a soffrire": solo l'1,4 per cento dei prestiti è andato al settore manifatturiero. Si è manifestata una variante del "male olandese", legata a un dipendenza eccessiva dalla finanza. "La Gran Bretagna – ha argomentato Mody – ricorreva al prestito per il cinque-sei per cento del Pil all'anno per importare e vivere al di sopra dei propri mezzi. La sterlina forte andava bene per comprare Mercedes o fare vacanze in Spagna, ma la prosperità era un'illusione"; prima della campagna per la Brexit la moneta era sopravvalutata del 20-25 per cento. La svalutazione è un fattore di riequilibrio dell'economia, secondo Mody, che considera auspicabile un ulteriore calo: la giusta quotazione rispetto al dollaro dovrebbe essere intorno a 1,10, quindi circa l'undici per cento al di sotto di quella attuale.
  
Regno Unito, per Davis una "strategia punitiva"si ritorcerebbe contro l'Ue
Londra, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il segretario del Regno Unito per l'Uscita dall'Unione Europea, David Davis, riferisce il "Financial Times", ha minimizzato i rischi del negoziato con l'Ue sostenendo che il tentativo degli interlocutori di assumere un atteggiamento punitivo si ritorcerebbe contro di loro e che la Brexit comporta molti aspetti positivi e nessuno negativo; lo stesso, a suo parere, vale per la svalutazione della sterlina. Nonostante le recenti dichiarazioni del presidente della Francia, Francois Hollande, sulla necessità che la Gran Bretagna paghi "un prezzo" per l'uscita dall'Ue, Davis è convinto che la trattativa sarà un successo per Londra perché la linea dura della controparte danneggerebbe soprattutto gli agricoltori e gli esportatori europei. Il ministro, inoltre, ha respinto la richiesta trasversale di un voto parlamentare sulla posizione negoziale del governo, ribadendo quanto già affermato al riguardo dalla premier, Theresa May, in nome del rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 23 giugno. Il rifiuto ha provocato reazioni negative non solo nell'opposizione laborista e liberaldemocratica, ma anche tra i conservatori: l'euroscettico Stephen Philips, ad esempio, ha detto che l'esecutivo non ha alcun mandato sulle condizioni specifiche del negoziato per la Brexit e che escludere dal processo la Camera dei Comuni è antidemocratico; dello stesso avviso anche altri esponenti Tory, come Anna Soubry e Alistair Burt.
  
Catalogna, il governatore Puigdemont vuole concordare con il governo la via verso l'indipendenza
Madrid, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il presidente della Generalitat della Catalogna, Carles Puigdemont, ieri si è detto aperto a negoziare con il governo centrale il referendum per l'indipendenza che ha promesso di convocare entro settembre 2017. Il governatore, riporta la stampa spagnola, si è detto disponibile a discutere il quesito, la data della consultazione ed ogni altro aspetto, salvo il diritto a convocare la consultazione. Nel suo sforzo di aprire il referendum indipendentista al dialogo, Puigdemont ha offerto una formula per la quale la consultazione, in caso di vittoria del "sì", non comporterebbe una secessione immediata: il quesito riguarderebbe in questo caso non l'indipendenza, ma "l'inizio di un processo di separazione". "La nostra priorità è quella di raggiungere un accordo con lo Stato per il referendum", ha dichiarato il governatore in una colazione organizzata da "Europa Press" e alla quale hanno partecipato politici catalani, imprenditori e alcuni ambasciatori tra cui quelli di Francia, Regno Unito, Irlanda, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Venezuela, Algeria, Svezia ed Egitto. Puigdemont ha lamentato il fatto che "per ora nella politica sono la maggioranza coloro che negano la via politica per risolvere il problema della Catalogna". Tuttavia, ha avvertito: "Il separatismo esiste, anche se girate la testa per non vedere. L'indipendentismo è qui per rimanere e per risolvere la questione". "La Spagna ha bisogno di un progetto; la Catalogna già ce l'ha e perderemo tutti se l'unico piano della Spagna è quello di ostacolare quello catalano", ha sostenuto il governatore. Puigdemont ha poi messo a confronto la debolezza della politica spagnola con la forza del progetto del governo catalano, che ha appena ricevuto l'approvazione del parlamento con una mozione di fiducia. Il presidente ha sottolineato che in un momento in cui il problema della Catalogna "richiede una soluzione politica e non tecnica", la situazione della governance a livello nazionale è peggiorata rispetto a qualche mese fa, con "un governo senza controllo, con i ministri che si sono dimessi a causa degli scandali di corruzione e altri imputati in gravi cause".
  
Presidenziali Usa, il Partito repubblicano scivola verso l'anarchia
Washington, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il Partito repubblicano è in piena crisi, dopo la diffusione di una registrazione privata del 2005 in cui Trump si vanta, con termini sessisti e scurrili, delle "conquiste" rese possibili dalla sua ricchezza. Trump si è scusato per le dichiarazioni, pur definendole "chiacchiere da spogliatoio". La registrazione, pubblicata dalla "Washington Post", si è però abbattuta come una bomba sulla sua campagna elettorale. L'outsdier repubblicano, già odiato dall'establishment del suo partito, ha rifiutato di ritirare la sua candidatura; ieri, però, il presidente della Camera dei rappresentanti, Paul Ryan, ha informato i suoi colleghi parlamentari che non sosterrà più la campagna del candidato alla presidenza, concentrandosi invece sugli sforzi per mantenere la maggioranza repubblicana al Congresso federale. Le parole di Ryan hanno fatto svanire ogni parvenza di unità all'interno del fronte conservatore. La reazione dei sostenitori di Trump non si è fatta attendere: diversi legislatori repubblicani hanno accusato Ryan di essersi arreso alla presidenza della democratica Hillary Clinton. Altri, come il rappresentante Dana Rohrabacher della California, hanno accusato Ryan e gli altri oppositori interni a Trump di essere "codardi". Dopo 45 minuti di sollevazione generale, Ryan ha dovuto correggere il tiro e spiegare che non ha ritirato il suo endorsement a Trump. non sono mancate però le voci a sostegno del presidente della Camera: "Ormai è ognuno per sé, Dio per tutti", ha dichiarato l'ex senatore repubblicano Judd Gregg. "La nostra candidatura per la presidenza è distruttiva per i Repubblicani". Frattanto, l'ultimo sondaggio effettuato dal "Wall Street Journal" vede aumentare il vantaggio di Clinton su Trump a 11 punti percentuali rispetto ai 6 di settembre, quando alle elezioni manca appena un mese.
  
Argentina, Macri vuole rimuovere per legge le "icone" kirchneriste
Buenos Aires, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Da quando è salito al potere, 10 mesi fa, il presidente Mauricio Macri parla quasi ogni giorno di una Argentina nuova, e cerca di cancellare ogni ricordo del kirchnerismo, il movimento che ha dominato il paese per quasi 13 anni. Il presidente, riferisce la stampa spagnola e sudamericana, ha già stravolto completamente la Casa Rosada, ha fatto rimuovere le immagini di Che Guevara, Peron e Allende e dello stesso Nestor Kirchner che dominavano l'ufficio nel quale lavora; ha rimodellato la Quinta de Olivos, la sua residenza ufficiale; ha trasformato radicalmente la politica estera, aprendo le braccia agli Stati Uniti, e il Fondo monetario internazionale (Fmi) è tornato in Argentina dopo 10 anni di assenza. Tuttavia, il fulcro di questa apertura al mondo, di questa rottura con il retaggio kirchnerista, è paradossalmente il Centro culturale Kirchner, dove il macrismo organizza tutti i suoi eventi pubblici più importanti. Per questo motivo, Macri ha deciso di rinominare l'edificio e ogni altra opera pubblica dedicata ai Kirchner, e intende farlo attraverso una legge promossa da Hernan Lombardi, ministro dei Media e Contenuti pubblici, che ha i suoi uffici proprio nel Centro Kirchner. Lombardi vuole anche utilizzare questa legge per vietare che qualsiasi edificio pubblico o via venga dedicato a un presidente fino a quando non saranno passati almeno 20 anni dalla sua morte. "Bisogna aspettare almeno 20 o 30 anni prima di decidere chi dobbiamo onorare", ha commentato il funzionario a Radio Millenium. Il ministro ha spiegato che, con questo progetto, il governo intende "lasciarsi alle spalle il populismo" che ha caratterizzato la storia recente del paese. Lombardi ha aggiunto che la legge potrebbe essere applicata già a partire dal 2017 e avrà effetto retroattivo costringendo, così, a rinominare il Centro culturale Kirchner in Centro culturale del Bicentenario, come prevedeva il progetto iniziale prima che la ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner dedicasse l'edificio al marito.
  
Russia e Turchia sempre più vicine, riesumano l'accordo per il Turkish Stream
New York, 11 ott 11:07 - (Agenzia Nova) - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha approfittato di una visita ad Istanbul, ieri, per consolidare il percorso di riconciliazione tra il suo paese e la Turchia, riprendendo anche in mano il progetto del gasdotto Turkish Stream, che attraverserebbe il Mar Nero e la Turchia sino alle coste greche. Il progetto - sottolinea il "New York Times" - ha un'importanza strategica per la Russia, che grazie al progetto potrebbe interrompere la fornitura a paesi come l'Ucraina garantendo al contempo quelle a paesi europei come Austria e Italia. La partecipazione di Putin a una conferenza energetica internazionale, ieri, è stata la sua prima visita in Turchia dalla crisi diplomatica tra i due paesi seguita all'abbattimento di un aereo da guerra russo al confine tra Siria e Turchia, lo scorso novembre 2015. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, leader di un paese membro della Nato, ha risolto la disputa lo scorso agosto con una lettera di scuse e una visita a San Pietroburgo. Tanto Putin quando Erdogan, puntano a relazioni bilaterali sempre più strette, con lo stesso obiettivo: dimostrare che i rispettivi paesi non sono isolati sul piano internazionale nonostante la controversa linea politica adottata in Siria. Entrambi i capi di Stato sono alle prese con un grave peggioramento delle relazioni con gli Stati Uniti: Washington ha interrotto la cooperazione con Mosca in Siria dopo il fallimento del cessate il fuoco. Erdogan è stato criticato dagli Usa per la caccia agli oppositori intrapresa dopo il tentativo di colpo di Stato nel paese, lo scorso luglio. Stati Uniti e Turchia sono anche ai ferri corti per l'offensiva di terra contro i curdi lanciata da Ankara in Siria: la Turchia considera i curdi terroristi; gli Usa, invece, ha nei curdi i migliori alleati sul campo contro le milizie dello Stato islamico. Erdogan ha annunciato all'inizio di ottobre che tenterà di mediare un recupero del cessate il fuoco negoziato da Stati Uniti e Russia, e che tenterà di convincere entrambi i paesi a sostenere l'imposizione di una no-fly zone nel nord di quel paese, a protezione dei rifugiati. "Sia la Russia che al Turchia - ha detto ieri Putin - lavorano per la cessazione più rapida possibile delle ostilità"; il presidente russo ha aggiunto "il passaggio a una soluzione politica deve avvenire il prima possibile".