Rubrica
20.01.2017 - 15:16
Analisi
 
Sudan: Khartoum estende di 6 mesi cessate il fuoco nelle aree di conflitto, segnali di distensione dopo alleggerimento sanzioni Usa
Khartoum, 20 gen 15:16 - (Agenzia Nova) - L’alleggerimento delle sanzioni economiche e commerciali da parte dell’amministrazione Usa nei confronti del Sudan sembra aver sortito un primo effetto. Il governo di Khartoum ha infatti deciso di estendere il cessate il fuoco nelle zone di conflitto per altri sei mesi. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa “Suna”, la decisione è stata presa nel corso di una sessione straordinaria del Consiglio dei ministri che si è tenuta lo scorso 15 gennaio alla presenza del presidente Omar al Bashir. L'esercito sudanese sta combattendo dal 2011 contro i ribelli del Movimento di liberazione del popolo del Sudan (Splm-N) negli stati del Nilo Azzurro e del Sud Kordofan e del Sud Kordofan, oltre che nel Darfur, dove il conflitto è scoppiato nel 2003. Nel giugno scorso il presidente Bashir aveva dichiarato un cessate il fuoco di quattro mesi, esteso poi di un altro mese nel mese di dicembre. Un passo importante in tal senso era giunto nell’ottobre scorso, quando l'Assemblea generale della Conferenza nazionale del dialogo, presieduta dallo stesso Bashir, ha approvato il documento finale del dialogo nazionale, che dovrebbe fungere da base per la futura Costituzione permanente del paese. Il dialogo con i gruppi armati del Darfur, del Sud Kordofan e del Nilo Azzurro è stato avviato per volontà del governo nel gennaio 2014 ma non ha finora sortito risultati significativi. Per favorire la cessazione delle ostilità negli ultimi focolai di conflitto ancora attivi nel paese, l’Unione africana ha inoltre proposto nel settembre 2014 una “road map” che include – per la creazione di un clima di fiducia tra le parti – l’approvazione di maggiori libertà politiche, l’accesso umanitario alle popolazioni colpite e il rilascio dei detenuti e prigionieri politici. Tuttavia, il processo di dialogo non ha finora portato i frutti sperati.

Non c’è dubbio che una spinta decisiva verso la decisione di estendere di cessate il fuoco di altri sei mesi sia giunta dall’annuncio della scorsa settimana con cui la Casa Bianca ha deciso di alleggerire le sanzioni nei confronti del governo del Sudan, senza tuttavia rimuoverle del tutto. Il decreto esecutivo, firmato venerdì scorso dal presidente uscente Barack Obama, prevede infatti che le autorità di Khartoum non potranno beneficiare dell’alleggerimento delle sanzioni prima di sei mesi. In una lettera inviata al Congresso, Obama ha sottolineato come vi siano stati una "marcata riduzione dell'attività militare” da parte del Sudan e un impegno a mantenere la cessazione delle ostilità nelle aree di conflitto, oltre che passi avanti verso il miglioramento dell'accesso umanitario in tutto il paese. Il governo del Sudan ha accolto favorevolmente l'alleggerimento delle sanzioni economiche in vigore dal 1997 da parte degli Stati Uniti. In un comunicato diffuso dal portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ghariballah Khidir, la decisione viene definita un passo in avanti "positivo e importante" per le relazioni tra i due paesi. Il governo del presidente Bashir, ha aggiunto il funzionario, è "determinato a perseguire il miglioramento della propria cooperazione con gli Stati Uniti fino a quando il Sudan non sarà rimosso dalla lista dei paesi che sponsorizzano il terrorismo". Lo stesso Bashir ha descritto la decisione degli come una “mossa positiva” dicendo può spianare la strada alla normalizzazione delle relazioni tra Khartoum e Washington.

Ad accogliere favorevolmente l’apertura da parte della Casa Bianca è stato anche il presidente della Commissione dell'Unione africana, Nkosazana Dlamini-Zuma, che in una dichiarazione diffusa nei giorni scorsi ha riconosciuto l'importanza del provvedimento “che consentirà al Sudan di rientrare a far parte del commercio internazionale e di porre fine alle sofferenze del suo popolo". La Dlamini-Zuma ha inoltre auspicato che la nuova amministrazione di Donald Trump prenda in considerazione la revoca permanente delle sanzioni e la graduale cancellazione del debito del Sudan. Anche il rappresentante delle Nazioni Unite e coordinatore umanitario per il Sudan, Marta Ruedas, accolto con favore la riduzione delle sanzioni contro il Sudan. “Questa decisione è il riconoscimento delle misure adottate dal governo del Sudan negli ultimi mesi in una serie di settori importanti", ha detto Ruedas in una dichiarazione rilasciata nei giorni scorsi. "Le Nazioni Unite sono pronte a fornire tutto il sostegno possibile al governo del Sudan per garantire che le esigenze e le aspirazioni del popolo del Sudan vengano soddisfatte a livello nazionale e locale", ha aggiunto la funzionaria Onu. Il provvedimento annunciato la scorsa settimana rappresenta l'ultimo segnale che il presidente Obama intende dare per migliorare le relazioni con i paesi tradizionalmente considerati ostili agli Usa prima dell’insediamento del suo successore Donald Trump, previsto per il prossimo 20 gennaio. Le relazioni tra gli Stati Uniti e il Sudan sono migliorate negli ultimi tempi, come testimoniato dai due incontri avvenuti tra il segretario di Stato John Kerry e il suo omologo sudanese Ibrahim Ghandour e dalle ripetute visite a Khartoum dell'inviato Usa per il Sudan e il Sud Sudan, Donald Booth. Il Sudan è sotto embargo commerciale da parte degli Stati Uniti dal 1997 per il presunto sostegno di Khartoum ai gruppi militanti islamici.
 
Agenzia Nova