Scheda paese - Bulgaria

Caratteri generali
 
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Superficie: 110.970 chilometri quadrati
Abitanti: 7 milioni e 364 mila
Capitale: Sofia
Composizione etnica: bulgari 84,8%, turchi 8,8%, rom 4,9%, altri 1,5%
Lingue: bulgaro, armeno, greco, macedone, romeno, turco
Religione: ortodossi 72%, musulmani 12,2%, altri cristiani 11,7%, altri 4,1%
Moneta: nuovo lev
Presidente: Rosen Plevneliev (partito conservatore del Gerb, Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria)
Primo ministro: Bojko Borisov (Gerb)
Confini: Romania, Mar Nero, Turchia e Grecia, Fyrom, Serbia.
   La bandiera bulgara

 

La situazione politica
 
La Bulgaria fa parte dell'Ue dal 1° gennaio del 2007. Dopo le dimissioni del governo guidato da Bojko Borisov, approvate dal parlamento il 21 febbraio 2013, il presidente della Repubblica, Rosen Plevneliev, ha incaricato un governo ad interim, guidato da Marin Rajkov, di condurre il paese sino alle elezioni anticipate, fissate il 12 maggio 2013. Il governo Borisov era salito al potere a luglio del 2009. L'ex sindaco di Sofia aveva formato il governo con l'appoggio di 162 deputati su 240. Oltre al Gerb (il partito di Borisov, Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria), hanno votato a favore dell'esecutivo i 21 deputati del partito nazionalista Ataka , i 15 della Coalizione blu (destra) e i dieci di Rzs (Ordine, legalità e giustizia), un nuovo partito populista di destra entrato per la prima volta in parlamento. I 77 voti contrari e un astenuto sono arrivati dai banchi dell'opposizione del Partito socialista e del Movimento per i diritti e le libertà (Dps, partito liberale della minoranza turca). Nel suo discorso d'insediamento, Borisov, ex guardia del corpo del dittatore comunista Todor Zhivkov, ha promesso di combattere, a tutti i livelli dell'amministrazione statale, la corruzione lasciata in eredità dal governo del socialista Sergeji Stanishev e di troncare le connessioni tra la criminalità organizzata e il potere. Il 22 gennaio 2012 l’ex ministro dello Sviluppo economico Rosen Plevneliev ha assunto l’incarico di presidente della Repubblica dopo essere stato eletto al secondo turno delle elezioni del 31 ottobre 2011 con il 52,5 per cento dei voti, sconfiggendo il suo avversario, il socialista Ivaylo Kalfin, che ha raccolto invece il 47,5 per cento delle preferenze.    Bojko Borisov annuncia la vittoria alle elezioni politiche del 2009
 
Lo stato dell'economia
 
Nel 2008, in seguito alla crisi economica globale, la Bulgaria è entrata in recessione. La corruzione e le attività illegali, inoltre, restano un ostacolo rilevante allo sviluppo del paese che nei primi sei mesi del 2009 ha registrato un calo del Pil pari al 4,2 per cento. L'unico settore a mostrare un aumento in termini di volume, è il terziario, con l'1,3 per cento in più rispetto al 2008. L'agricoltura rimane comunque il settore primario dell'economia, con le colture cerealicole, diffuse soprattutto nell'area danubiana e in quella tracica e grandi colture di esportazione come il tabacco e il girasole. Ci sono poi modeste riserve di petrolio e di gas naturale. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, si è ormai consolidata la tendenza al rialzo del tasso di disoccupazione nel paese, che ha avuto inizio nel dicembre del 2008. Il tasso di disoccupazione è aumentato dal 6,5 per cento di gennaio al 7,6 per cento di luglio. Il salario medio ufficiale mensile, pari a 534 leva (268 euro) a fine dicembre 2008, è aumentato complessivamente a 587 leva (300 euro) a fine giugno 2009.
   
     
Cenni storici    
     
Popolazioni tracie e daco-gete vivevano sul territorio della moderna Bulgaria prima delle invasioni slave del VI secolo D.C. La storia della Bulgaria come paese indipendente inizia nel VII secolo D.C. con l'arrivo dei bulgari e la fondazione del primo impero bulgaro insieme alle sette tribù slave locali, un'unione riconosciuta dall'impero bizantino nel 681. Sotto il khan guerriero Krum (802-814) la Bulgaria si espande verso nord e verso sud, occupando le terre tra il medio Danubio e il fiume Moldova, ovvero l'intero territorio dell'attuale Romania, Sofia nell'809 e Adrianopoli nell'813, minacciando la stessa Costantinopoli. Tra la fine del IX secolo e l'inizio del X secolo, la Bulgaria si estende all'Epiro e alla Tessaglia a sud e alla Bosnia ad ovest. I bizantini governano la Bulgaria dal 1018 al 1185, subordinando la Chiesa ortodossa bulgara, precedentemente indipendente, all'autorità del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Nel 1185 Pietro ed Asen, nobili di origine mista bulgara, cumana e valacca, guidano una ribellione contro Bisanzio e Pietro si autoproclama zar con il nome di Pietro II. L'anno seguente i bizantini sono costretti a riconoscere l'indipendenza della Bulgaria. Il risorto stato bulgaro occupa i territori tra il Mar Nero, il Danubio e i Monti Balcani, inclusa una parte della Macedonia orientale e la valle della Morava. Esercita inoltre il proprio controllo sulla Valacchia e sulla Moldova. Le lunghe lotte interne e le continue guerre con l'impero bizantino e con la Serbia nel XIV secolo portano però il paese alla miseria e all'indigenza. Verso la metà del secolo, gli ottomani, che si stavano consolidando come uno Stato potente dell'Asia Minore, mettono piede sulla costa europea del Mare di Marmara e iniziano le loro aggressioni contro la penisola balcanica. Nel 1393, dopo un grave assedio, gli ottomani conquistano la città di Tirnovo e più tardi, nel 1396, anche la seconda capitale bulgara Vidin. In tal modo la Bulgaria medioevale cessa di esistere come Stato indipendente e diviene provincia dell'Impero ottomano fino al 1878. Il trattato di Santo Stefano del marzo 1878 assicura l'indipendenza allo stato bulgaro, che si estende sulle regioni geografiche della Mesia, della Tracia e della Macedonia (ora Fyrom). Inizialmente, però, lo stato deve rimanere sotto la sovranità nominale ottomana, pur essendo governato da un principe eletto da notabili bulgari e approvato dalle potenze europee.

Nella primavera del 1912, Bulgaria, Grecia, Serbia e Montenegro formano l'alleanza balcanica contro la Turchia, dando inizio alle guerre balcaniche che si rivelano disastrose per Sofia. Nel 1913, infatti, Serbia e Grecia formano una nuova alleanza contro la Bulgaria, che al termine dei combattimenti deve rinunciare alla maggior parte delle pretese sulla Macedonia. Durante la prima guerra mondiale, poi, la Bulgaria perde il tratto di costa sul mar Egeo, dopo aver dichiarato guerra alla Serbia nel 1915. Nella seconda guerra mondiale, invece, si unisce ai paesi dell'Asse per poi ritirarsi nel 1944. Due anni dopo i comunisti salgono al potere con l'appoggio dell'Unione Sovietica, per rimanervi fino al 1989. In quell'anno il leader del Partito comunista e capo di Stato, Teodor Zhivkov, rassegna le dimissioni dopo 35 anni di governo. Nel 1990 Zhivkov viene arrestato e nello stesso mese il parlamento abolisce il ruolo guida del Partito comunista. La nuova Costituzione entra in vigore il primo luglio del 1991. Negli anni successivi si susseguono al governo socialisti e anti-comunisti, fino all'entrata nell'Ue, nel 2007. 
 

 Il monastero di Rila

 

 

 

 Sofia, la cattedrale di Aleksandr Nevskij