| Una nuova era per la cooperazione | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - C’è chi s’affretta a parlare di “una nuova era nella cooperazione allo sviluppo”. Certo è che a Busan, in Corea del Sud, sono state prese nei giorni scorsi decisioni destinate a delineare nuove dinamiche nel modo di fare sviluppo, ad aprire il mondo della solidarietà internazionale all’emergere di nuovi attori, a stringere i protagonisti della cooperazione attorno agli Obiettivi del millennio fissati dalle Nazioni Unite per il 2015. Il quarto Forum mondiale sull’efficacia degli aiuti ha raccolto 2.500 delegati da oltre 160 paesi, chiamati a valutare i progressi realizzati finora, a condividere esperienze di successo e a definire una nuova agenda per lo sviluppo, immortalata nel documento finale – adottato da tutti i partecipanti – “Busan partnership foreffectivedevelopmentcooperation”.
Un documento che racconta, innanzitutto, il superamento di due paradigmi della cooperazione allo sviluppo, tra essi indirettamente legati. In primis, la comunità internazionale si lascia alle spalle la tradizionale dicotomia Nord-Sud, aprendosi all’emergere di nuove potenze finora restie ad assumersi rigide responsabilità: al termine di lunghe negoziazioni, Cina e Brasile hanno adottato il documento finale, impegnandosi a nuovi impegni di solidarietà e ponendo le basi per rendersi protagonisti di una rinnovata cooperazione Sud-Sud. Non è un caso se, a pochi giorni dalla chiusura del vertice, la Fao ha inaugurato la sua prima Esposizione globale dello sviluppo Sud-Sud, dedicata al tema dell’insicurezza alimentare. |
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| Belloni: “Risultati interessanti, ma è mancata l’Europa” | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - Elisabetta Belloni, direttore generale della Cooperazione allo sviluppo della Farnesina, ha guidato la delegazione italiana a Busan. “Pur con una formula attenuata – ha detto a “Nova” la Belloni – Cina e Brasile hanno accettato il documento, è questo è un risultato importante. L’avvicinamento dei paesi emergenti è associato a un altro punto importante: è stata attirata l’attenzione dei donatori su tutti quei paesi che sono sì idonei a fare cooperazione Sud-Sud, ma che devono essere ancora considerati in via di sviluppo in virtù delle sacche di povertà presenti al loro interno”.
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| Barbi (Pd) e Pianetta (Pdl): pagina importante per la cooperazione | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - Della delegazione italiana a Busan hanno fatto parte anche due deputati, membri della Commissione esteri della Camera: Mario Barbi del Partito democratico ed Enrico Pianetta del Popolo della libertà. In un comunicato diffuso a margine dei lavori, i due parlamentari hanno definito il Forum “una pagina importante” e “l’inaugurazione di una nuova fase della cooperazione”. Cosa che tuttavia, proseguono Barbi e Pianetta, “acuisce il rammarico per l’assenza di un membro del governo italiano ai lavori del Forum.Si è persa così l’opportunità di mostrare la nuova attenzione prestata ai temi della cooperazione, pur segnalata dall’attribuzione di uno specifico incarico ministeriale, e di contribuire ad un confronto ad alto livello su dinamiche globali destinate a produrre effetti anche sul nostro paese, e in particolare sul nostro sistema di cooperazione allo sviluppo”.
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| Ong italiane: “Soddisfatti ma con riserva” | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - Anche la società civile italiana ha accolto positivamente, “anche se con alcune riserve”, il documento conclusivo del Forum. “La buona notizia – ha spiegato Maria Egizia Petroccione, portavoce delCini, il Coordinamento italiano ong internazionali – è che i paesi emergenti e nuovi donatori tra cui la Cina, l’India e il Brasile hanno aderito al documento conclusivo del forum; la notizia meno buona è che, per far sì che ciò avvenisse, è stato necessario fare delle concessioni sul carattere volontario di applicazione dei principi e degli impegni presenti nel documento”.
In particolare, ha proseguito la Petroccione, “la società civile plaude al riconoscimento del ruolo delle ong nello sviluppo, all’enfasi sull’ownership democratica e la trasparenza, al riferimento ai principi di Istanbul e al SiemReapConsensus e all’impegno a creare un ambiente favorevole al lavoro delle organizzazioni della società civile”. Manca, tuttavia, “la mancanza di impegno chiaro circa un approccio allo sviluppo basato sui diritti umani, l’assenza di una scadenza temporale entro la quale onorare gli impegni presi a Parigi e ad Accra, il carattere volontario e non vincolante dei principi ed impegni sottoscritti, il ruolo troppo centrale che viene affidato alla crescita economica, e dunque al settore privato, nel processo di sviluppo”. |
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| Prima di Busan | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - Il Forum di Busan, il quarto di alto livello sull’efficacia degli aiuti, è stato però solo una tappa all’interno d’un più vasto percorso che ha preso il via a Roma, nel 2003, ed è proseguito attraverso i vertici di Parigi, nel 2005, e di Accra, nel 2008. A Parigi, in particolare, sono stati delineati i 13 principi dell’efficacia e stabiliti gli impegni a livello globale; ad Accra sono state coinvolte nel processo, per la prima volta in maniera diretta e concreta, le organizzazioni della società civile. Questo processo ha assunto una rilevanza sempre più pressante: col sopraggiungere della crisi economica internazionale, coordinare gli aiuti in favore dei paesi in via di sviluppo e migliorarne l’efficacia è l’unica strategia possibile per raggiungere gli obiettivi fissati dalla comunità internazionale per il 2015 e per rispondere alle tante emergenze umanitarie in corso, alle volte prevenibili, spesso no.
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| Kosovo ed Etiopia, due progetti italiani di successo | ||
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Roma, 9 dic - (Agenzia Nova) - L’Istituto L’Italia ha così presentato a Busan due iniziative di successo. La prima è il Piano d’azione nazionale per le persone con disabilità delineato dal governo del Kosovo con il sostegno della Cooperazione italiana allo sviluppo. Il documento, stilato tra il 2009 e il 2011, è il risultato di una lunga negoziazione tra istituzioni nazionali e locali, ong, organizzazioni delle persone disabili e agenzie internazionali: il Piano sarà utilizzato per lo sviluppo e l’implementazione di strategie settoriali per la piena inclusione sociale delle persone con disabilità. In accordo con i principi dell’efficacia, il documento è stato inoltre l’esito di un “approccio partecipativo” che ha coinvolto tutti gli attori in causa e prestato ascolto a tutte le voci in materia.
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