| Le nuove Linee guida della Cooperazione italiana | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - Dare voce a chi spesso non può parlare: è questa la sfida raccolta dalla Cooperazione italiana che, in occasione della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, ha presentato stamane alla Farnesina le nuove Linee guida sui minori. L’evento ha visto la partecipazione degli attori coinvolti, a vario titolo, nella stesura del documento, che aggiorna le Linee guida sulle tematiche dell’infanzia e dell’adolescenza del 2004; presenti anche rappresentanti delle istituzioni, delle agenzie internazionali, delle organizzazioni non governative e della cooperazione decentrata. Fra gli altri, sono intervenuti Emanuela Benini, referente della Direzione generale per la Cooperazione allo sviluppo (Dgcs) su minori e giovani; Pier Francesco Zazo, capo dell’Unità tecnica centrale della Cooperazione italiana; Giordana Francia, dell’organizzazione non governativa Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli); Lisbeth Dolmus, responsabile di un progetto Unicef contro lo sfruttamento sessuale dei minori in America centrale.
Come ha osservato Emanuela Benini nell’aprire la conferenza, la presentazione delle nuove linee guida è avvenuta non a caso nel giorno del ventesimo anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, testo cardine nella tutela dei minori e al quale la Cooperazione italiana cerca di dare piena applicazione con i suoi progetti nei paesi in via di sviluppo. “Negli ultimi anni – ha spiegato Benini – abbiamo svolto un grande lavoro, spesso lontano dai riflettori, sia in Italia che nei paesi con cui collaboriamo: un grande impegno che ci ha permesso anche di superare la Convenzione Onu con protocolli opzionali su temi specifici”. Le nuove linee guida pongono al centro delle attività della Cooperazione italiana in tema di tutela dell’infanzia dodici fondamentali questioni: i diritti inalienabili (il diritto alla salute, quello a un ambiente familiare, quello di cittadinanza, quello all’educazione, all’informazione e alla cultura, quello all’ambiente); il quadro di riferimento (rendere i giovani protagonisti dello sviluppo, non più solo vittime); l’educazione, priorità assoluta dei progetti italiani; lo sfruttamento sessuale e la tratta; il lavoro minorile; l’emergenza in contesti di crisi; i minori con disabilità, cui vanno dedicate iniziative d’inclusione sociale; i minori nelle migrazioni; la comunicazione sociale, nella quale diventa assai importante il coinvolgimento degli stessi giovani; la progettualità e la sostenibilità degli interventi; l’efficacia degli aiuti. Il testo è stato oggetto di dibattito tra gli operatori della cooperazione presenti all’evento, che hanno messo in rilievo esaustività e validità delle modifiche apportate alle precedenti Linee guida e indicato i punti strategici sui quali puntare per rendere efficace l’azione di tutela dei minori. Nell’ambito della tavola rotonda, sono stati inoltre mostrati due esempi tangibili di comunicazione sociale efficace. Prima, con la proiezione di un video musicale realizzato dal gruppo hip-hop marocchino “Khouribga” che, nell’ambito di un programma di cooperazione destinato ad aiutare i giovani a trovare lavoro, esorta i coetanei a “guardarsi attorno: ci sono tante opportunità da sfruttare anche in Marocco”. Poi, con la presentazione della telenovela “Contracorriente”, girata in Nicaragua per mettere in guardia gli adolescenti sui rischi legati allo sfruttamento sessuale. Il primo episodio è andato in onda due settimane fa in Nicaragua, ma sarà presto trasmesso anche sugli schermi di Guatemala, Honduras e altri paesi dell’America latina. |
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| Un esempio di comunicazione sociale | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - A commentare il video è stata Lisbeth Dolmus, avvocato nicaraguense responsabile del programma dell’Unicef – cui la Cooperazione italiana contribuisce con un finanziamento di tre milioni di euro – che ha permesso la realizzazione della telenovela. “Quando si lavora con i minori – ha detto a “Nova” Lisbeth Dolmus – bisogna pensare come loro, non si può badare solo ai risultati immediati. È necessario anche cercare di capire cosa faranno questi giovani una volta che i progetti saranno terminati. La soap opera che abbiamo realizzato ha l’obiettivo di coinvolgere i governi, la società civile e la pubblica opinione nella lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori. Questo è molto importante perché si tratta di un esempio di comunicazione sociale efficace, il vero valore aggiunto delle attività della Cooperazione”.
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| Lotta al lavoro minorile | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - Tante sono però le attività portate avanti dalla Cooperazione italiana nel mondo a tutela dei più piccoli. A partire dalla lotta allo sfruttamento del lavoro minorile: in questo settore, la Dgcs ha finanziato con 1,5 milioni di euro un progetto gestito dall’Unicef in Senegal. Obiettivo finale dell’iniziativa è rafforzare la capacità delle istituzioni locali per proteggere i bambini e gli adolescenti: il progetto prevede attività sia a livello nazionale e che a livello decentrato, con la realizzazione di reti e collegamenti tra le regioni e le associazioni che operano sul territorio". |
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| Lotta alla tratta, al traffico e allo sfruttamento sessuale |
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - Sono due le principali iniziative portate avanti dall’Italia contro lo sfruttamento sessuale, la tratta e il traffico dei minori. La prima è un intervento di “Assistenza integrata nelle aree di confine fra Laos, Cambogia, Thailandia e Vietnam per minori migranti vittime di abuso sessuale”, al quale la Cooperazione allo sviluppo ha contribuito con uno stanziamento di 780 mila euro a favore dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Il progetto fa leva, in particolare, sul potenziamento delle capacità delle istituzioni pubbliche e della società civile, assistendo a livello legislativo e formativo agenti di polizia, giuristi, assistenti sociali e volontari. L’iniziativa trae spunto da un precedente programma finanziato dalla Cooperazione italiana e sviluppato in cinque province cambogiane.
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| Giustizia minorile | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - La Dgcs è impegnata anche nella tutela e nella promozione dei diritti dei minori “in conflitto con la legge”. La criminalità giovanile si sviluppa spesso in relazione a periodi di guerra e di post-conflitto, e alla conseguente disgregazione di famiglie e comunità rese vulnerabili dai conflitti armati. Difficile è anche la situazione nei paesi in cui i servizi scolastici e formativi sono assenti dalle politiche pubbliche, e dove la disoccupazione regna sovrana. I progetti finora realizzati e quelli in fase di avvio hanno un duplice scopo: da una parte, insistere sulla tutela dei minori incriminati come vittime della violenza degli adulti; dall’altra, promuovere una nuova cultura dei diritti che si traduca in norme che puniscono gli adulti che inducono i minori alla criminalità, al vagabondaggio e alla prostituzione e che puntano alla riabilitazione di bambini e adolescenti più vulnerabili e a rischio.
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| Promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - La Cooperazione italiana allo sviluppo è impegnata per la tutela e la promozione dei diritti delle bambine e delle adolescenti, affinché, alla pari con i coetanei di genere maschile, possano partecipare a tutti i livelli della vita sociale, economica, politica e culturale del loro paese; vengono poi combattuti i fenomeni dilaganti di abuso e violenza sessuale, e tali sono considerati i matrimoni e le gravidanze precoci e le pratiche tradizionali nocive per la salute fisica e psichica delle bambine e delle adolescenti. Triste e noto esempio è rappresentato dalle mutilazioni genitali femminili.
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| Bambini e adolescenti nei conflitti armati | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - Centinaia di migliaia sono i minori – ragazzi e ragazze – coinvolti direttamente in operazioni belliche, almeno 300 mila gli adolescenti arruolati in eserciti, formazioni militari e paramilitari, a volte rapiti e costretti ad arruolarsi con la forza. Milioni sono inoltre i bambini e gli adolescenti vittime di conflitti, torture, violenze e abusi sessuali, orfani e disabili che faticosamente cercano possibili strade di sopravvivenza e recupero dai drammi delle guerre. La Cooperazione italiana finanzia e realizza attraverso organizzazioni internazionali come la Banca mondiale, l’Unicef e l’Oim, ong e regioni italiane, una serie di progetti a favore di giovani coinvolti nei conflitti armati e vittime di guerra in alcuni paesi in perenne situazione di conflitto e di post-conflitto, con particolare riguardo alle bambine soldato.
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| Inclusione sociale dei minori | ||
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Roma, 21 nov - (Agenzia Nova) - Attraverso la partnership con gli enti locali italiani, la Cooperazione italiana promuove anche azioni volte all’inclusione sociale dei minori e alla partecipazione degli stessi ai processi di democratizzazione e di crescita dei paesi. Nel Salvador, in particolare, è in corso un progetto, realizzato dall’Università di Bologna, che predispone attività di formazione per funzionari governativi e docenti al fine di sviluppare un modello di scuola inclusiva. L’iniziativa, che gode di un contributo di circa 570 mila euro, prevede la realizzazione di workshop, sezioni formative e seminari tecnici in collaborazione con il ministero dell’Educazione locale, oltre alla creazione di una piattaforma informatica per la formazione a distanza.
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