| Frattini: fare meglio, con meno a disposizione | ||
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Roma, 24 set - (Agenzia Nova) - Un’occasione per riuscire a “fare bene, e meglio, a fronte del meno a disposizione”: è questo, secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini, il significato del quarto Forum mondiale di Busan (in Corea del Sud) per l’efficacia degli aiuti. A prendervi parte saranno, tra il 29 novembre e il primo dicembre prossimi, i rappresentanti di ministeri e governi da tutto il mondo, paesi donatori e paesi in via di sviluppo, organizzazioni no-profit e imprenditori del settore privato. Duemila delegati che assieme valuteranno i progressi globali nella qualità degli aiuti; condivideranno esperienze e risultati raggiunti; si accorderanno per rendere ancora più efficace l’impatto delle attività della cooperazione nazionale e internazionale, tenendo bene a mente gli Obiettivi di sviluppo del Millennio.
“La nostra posizione nei confronti del Forum di Busan – spiega Frattini in un'intervista a “Nova” - è articolata attorno a tre concetti forti. Il primo attiene al significato da attribuire al Forum come momento per fare il punto della situazione; il secondo riguarda la dimensione territoriale della cooperazione, che si basa sull’idea che i popoli beneficiari siano i veri padroni del loro sviluppo; terzo punto è un’idea nuova di aiuto allo sviluppo che tenga conto dell’emergere di nuovi protagonisti della cooperazione (società civile, settore privato, entità territoriali, fondazioni, università) e dunque di nuovi strumenti”. |
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Il Forum di Busan è il quarto appuntamento mondiale sull’efficacia degli aiuti. Un processo che ha preso il via a Roma, nel 2003, ed è proseguito attraverso i vertici di Parigi, nel 2005, e di Accra, nel 2008. A Parigi sono stati delineati i principi dell’efficacia e stabiliti gli impegni a livello globale; ad Accra sono state coinvolte nel processo, in maniera diretta e concreta, le organizzazioni della società civile. Oggi il tema dell’efficacia è più pressante che in passato: mentre la cooperazione soffre gli effetti della crisi economica globale, coordinare gli aiuti e migliorarne la qualità diventa l’unica strategia possibile per una solidarietà fruttuosa.
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| L’Italia ha un’idea precisa su come rispondere ai principi dell’efficacia degli aiuti stabiliti a Parigi nel 2005: l’intervento nei paesi in via di sviluppo dev’essere più organico e coordinato; vanno attivate nuove risorse e coinvolti nuovi attori, tramite una proficua collaborazione tra settore pubblico e privato. “Tra le aree prioritarie – spiega il capo della diplomazia italiana - vi è quella legata alla minore frammentazione degli interventi di cooperazione: diminuendo il numero di progetti di piccole dimensioni e prediligendo programmi di ampio respiro, adeguatamente promossi e valorizzati, o il supporto diretto al bilancio dei paesi partner si possono ridurre notevolmente i costi associati all’identificazione e alla gestione delle iniziative”. Non solo. Secondo Frattini, “un maggiore utilizzo dei meccanismi e delle procedure dei paesi partner per la gestione e il controllo degli interventi di cooperazione ridurrebbe i costi operativi ed amministrativi. Infine, tra le altre aree prioritarie d’intervento vale la pena menzionare gli sforzi per evitare la ‘proliferazione dei donatori’. È altrettanto evidente – conclude infine il ministro - che una programmazione più sistematica e meno erratica dei fondi a disposizione aumenta la capacità di intervento e quindi riduce le inefficienza nelle attività”. |
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| Belloni: un momento di riflessione per la cooperazione internazionale | ||
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Roma, 24 set - (Agenzia Nova) - Il direttore generale della Cooperazione allo sviluppo del ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni, afferma che le attività della cooperazione internazionale vanno ripensate e calibrate alla luce del contesto odierno, profondamente mutato rispetto a quello in cui si sono svolti i precedenti forum sull’efficacia degli aiuti. Busan, in questo senso, assume una rilevanza non più trascurabile: in tempi di crisi economica, la cooperazione deve “puntare sull’efficacia degli aiuti e sulla qualità degli interventi”, spiega il funzionario. |
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| Il progetto “Smile” in Mozambico | ||
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Roma, 24 set - (Agenzia Nova) - Il 19 settembre scorso è partita alla volta dell’Africa una delegazione istituzionale italiana: funzionari della Cooperazione, rappresentanti di regioni ed enti locali, del settore privato e dell’università sono rimasti in Mozambico per quattro giorni. Il tempo di definire, assieme al governo locale, modalità e dettagli d’un nuovo progetto sperimentale a favore della popolazione del Mozambico: l’iniziativa “Smile” (Systemic Multistakeholder Italian Leveraging Aid) coinvolgerà per la prima volta più attori di sviluppo, pubblici e privati. |
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