SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: premier iracheno Abadi, nessun progresso relazioni con Turchia fino a completo ritiro militari da Bashiqa
Baghdad, 11 gen 15:30 - (Agenzia Nova) - Le relazioni tra “Turchia e Iraq non vedranno progressi finché le forze turche non si ritireranno dalla base di Bashiqa a nord della città di Mosul”. Lo ha ribadito il premier iracheno Haider al Abadi in una conferenza stampa trasmessa dall’emittente di stato irachena. “La sovranità irachena non è negoziabile – ha dichiarato Abadi – sto attendendo una risposta dalla Turchia per il ritiro delle sue truppe dall’Iraq”. Il premier ha aggiunto che il governo sta lavorando per sviluppare le relazioni con i paesi vicini sotto tutti gli aspetti di comune interesse. Le dichiarazioni del premier iracheno giungono a pochi giorni dalla visita dell’omologo turco Binali Yildirim a Baghdad. Durante la visita è stato raggiunto un accordo sul futuro delle truppe turche presenti nella base militare di Bashiqa, a nord di Mosul.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier turco Abadi ha spiegato che “è stato raggiunto un accordo con la Turchia, loro si impegnano a rispettare la nostra sovranità e a non interferire negli affari interni degli altri paesi”. L’accordo prevede il ritiro delle truppe turche da Mosul “dopo che l’esercito iracheno e le milizie curde Peshmerga occuperanno la zona di Sinjar”, dove attualmente sono dislocate le milizie del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato un'organizzazione terroristica da Ankara. Anche le autorità della Regione autonoma del Kurdistan di Erbil si impegneranno a non dare asilo a questi miliziani.

Nel corso dell'incontro con Abadi è stato affrontato anche il tema delle acque dei fiumi Tigri e Eufrate. Yildrim ha giustificato la presenza delle sue truppe nella base militare di Bashiqa, vicino Mosul, sostenendo che è legata alla lotta allo Stato islamico. “Noi comprendiamo le richieste irachene di rispetto della propria sovranità”, ha aggiunto il primo ministro turco dicendo che il governo iracheno e quello curdo hanno promesso di far uscire “i terroristi da Sinjar”.

Intanto ieri la Turchia ha invitato il capo di Stato maggiore iracheno, Osman al Ghanemi, ad Ankara, per colloqui sulla lotta al terrorismo e sullo status del campo di addestramento di Bashiqa dopo la recente visita a Baghdad del premier turco. "Gli ho inviato una lettera ufficiale e gli ho detto: 'vieni e parliamo di questi temi sia dal punto di vista militare che politico'", ha detto il ministro della Difesa turco, Fikri Isik, ieri sera. Al Ghanemi è anche ministro ad interim della Difesa dell'Iraq.

Lo scorso 10 dicembre 2016, il premier iracheno Abadi aveva detto che la Turchia avrebbe ritirato le sue truppe dal nord dell'Iraq il prima possibile. Abadi aveva avuto una conversazione telefonica con il primo ministro turco Yildirim dopo le tensioni sorte tra i due paesi in merito alla presenza dei militari turchi nel campo di addestramento di Bashiqa. In quell'occasione il capo del governo iracheno aveva riferito che Yildirim aveva promesso il ritiro delle truppe. La Turchia sembra quindi aver fatto marcia indietro sulla sua intenzione di svolgere un ruolo militare attivo nella riconquista di Mosul, nel nord dell'Iraq, una eventualità che aveva creato non pochi dissapori tra Ankara e Baghdad nei mesi scorsi. Più volte infatti il premier Abadi aveva dichiarato che la Turchia ha inviato truppe in Iraq senza alcuna richiesta ufficiale da parte del governo di Baghdad, sostenendo che Ankara non stesse combattendo lo Stato islamico ma solo cercando di espandere il suo raggio di azione. (Irb)
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