SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Libano-Arabia Saudita, presidente Aoun, nuova fase delle relazioni tra Beirut e Riad
Beirut, 11 gen 15:30 - (Agenzia Nova) - Dopo quasi un anno di gelo diplomatico, Riad e Beirut si riavvicinano nell’ottica di rafforzare i legami economici, culturali e nel settore della sicurezza. E’ quanto emerso durante la visita del presidente libanese Michel Aoun nel regno saudita. Il sostegno alle forze armate libanese è stato rivendicato da Aoun nel corso del suo incontro con il sovrano saudita Salman, avvenuto ieri nel palazzo reale di al Yamama a Riad. Da parte sua, il re ha fatto sapere che discuterà della questione con i ministri competenti in materia. Secondo quanto riporta l’agenzia stampa libanese “Nna”, Aoun ha dichiarato che si potrà aprire una nuova pagina nelle relazioni libano-saudite. Le tensioni tra Beirut e Riad sono nate a gennaio 2016, quando il ministro degli Esteri libanese, Gebran Bassil, si era astenuto dal voto sulla dichiarazione della Lega araba che condannava l’interferenza iraniana negli affari regionali dopo l’assalto in Iran alle sedi diplomatiche saudite (avvenuto sempre a gennaio). In seguito alla posizione assunta da Bassil, il 19 febbraio 2016, l'Arabia Saudita ha sospeso due finanziamenti per la ricostruzione delle forze armate e di polizia libanesi per un valore complessivo di 4 miliardi di dollari. La decisione di Riad aveva dato un duro colpo alle forze armate libanesi, mal equipaggiate e impegnate da tempo nella lotta al terrorismo, soprattutto nelle zone del confine settentrionale con la Siria.

Il capo dello Stato libanese ha guidato una delegazione di ministri del governo formato a dicembre 2016, tra cui Bassil, il ministro dell’Istruzione, Marwan Hamadeh, il ministro delle Finanze, Ali Hassan Khalil, il ministro della Difesa, Yacub al Sarraf, il ministro dell’Interno, Nouhad Mashnouq, ed il ministro dell’Economica, Raed Khoury. Il sovrano saudita si è detto disponibile a migliorare e rafforzare i legami con il Libano per garantire la stabilità regionale. Un altro aspetto su cui Aoun e re Salman si sono concentrati è stato quello del turismo. Il sovrano saudita ha auspicato che i cittadini del regno riprendano i loro viaggi nel paese dei cedri. Questa mattina Aoun ha incontrato il ministro saudita del Commercio e degli investimenti, Majid bin Abdullah bin Othman el Qasabi, secondo cui i cittadini del regno riprenderanno presto a recarsi di nuovo in Libano in vacanza. All’inizio del 2016, Riad aveva chiesto ai suoi cittadini di lasciare il paese e di non recarvisi per timori legati alla sicurezza del Libano.

Nell’ottica di rafforzare gli scambi commerciali tra i due paesi, il ministro delle Finanze Khalil, nel corso dell’incontro con l’omologo saudita Mohammed Jadaan, ha discusso della possibilità di eliminare la doppia imposizione delle tasse sulle transazioni commerciali. Tra le questioni affrontate dai funzionari sauditi e libanesi, anche quella dei rifugiati siriani nel paese che, secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) sono oltre un milione, mentre organizzazioni non governative parlano di cifre superiori del 50 per cento. Il ministro degli Esteri saudita, Adel al Jubeir, ha detto nel corso dell’incontro con l’omologo libanese Bassil che Riad sostiene i profughi siriani presenti in diversi paesi della regione. Nel corso del loro incontro, Bassil e Jubeir hanno affermato che le relazioni bilaterali sono state ristabilite com’erano nel passato, alla luce proprio della visita di Aoun.

Tra gli altri aspetti emersi nell’incontro fra Aoun e re Salman il ruolo di Riad nelle questioni interne del Libano. Secondo quanto riferisce l’agenzia “Nna”,il sovrano saudita ha dichiarato che Riad “non interviene negli affari del Libano”, assicurando che “i libanesi decidono il loro destino”. Secondo alcuni analisti a sbloccare lo stallo istituzionale che ha caratterizzato il Libano da maggio 2014 a ottobre 2016 vi sarebbe stata la mediazione indiretta proprio di Riad che avrebbe consigliato all’attuale premier, Saad Hariri, a sostenere la candidatura di Aoun a capo dello Stato alla quale si era opposto sin dalla fine del mandato di Michel Suleiman, avvenuta a maggio 2014.

Quel che ha destato l’attenzione degli analisti è anche il fatto che la candidatura di Aoun è stata da sempre sostenuta dal movimento sciita libanese Hezbollah, ideologicamente contrapposto all’interpretazione wahhabita dell’islam sunnita di Riad. Secondo l’editorialista Sabine Oueiss del quotidiano “Annahar”, la scelta di recarsi in Arabia Saudita da parte di Aoun testimonia che è il presidente di tutti i libanesi e non di una parte di essi, sottolineando anche il ruolo del paese nel contesto regionale. La scelta di recarsi proprio in Arabia Saudita dopo la sua elezione, avvenuta il 31 ottobre 2016, non è passata inosservata agli analisti. Secondo quanto riferito da Majed Abdullah al Hedayan, rappresentante della Camera di commercio di Riad, “la prima visita all’estero del presidente libanese nel Regno ha importanti implicazioni ed invia messaggi molto forti a livello interno e regionale”. (Res)
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