SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Libia, vicepremier al Qatrani, al Sarraj va processato per l’accordo con gli italiani
Tripoli, 11 gen 15:45 - (Agenzia Nova) - Il membro del Consiglio di presidenza libico, Ali al Qatrani, ha chiesto le dimissioni di tutti i membri del governo di accordo nazionale libico, primo fra tutti del premier Fayez al Sarraj. Parlando all’emittente televisiva “Libya al Hadath”, al Qatrani ha chiesto in particolare “che al Sarraj venga processato e se ne vada per quello che ha fatto contro il popolo libico, riportando la colonizzazione con gli accordi non annunciati per paura del rifiuto della popolazione libica e stipulati con il ministro dell’Interno italiano in materia di immigrazione clandestina”. Per al Qatrani, che definisce il Consiglio di presidenza libico come “il consiglio di fregata”, in quanto ha sede nella base navale di Abu Seta a Tripoli, l'operato del governo di Tripoli "contrasta con gli interessi del popolo e va solo nell’interesse dei suoi membri. Vanno processati anche perché hanno tentato di creare una sorta di divisione nella regione di Brega, dopo le recenti nomine che hanno provocato rabbia tra la nostra gente e che sono state subito dopo ritirate”.

Il politico di Brega si riferisce alla nomine di cinque alte cariche delle forze di sicurezza, tra cui i servizi segreti, volute da Fathi al Mijbiri e ritirate pochi giorni dopo da al Sarraj. “Hanno tentato di isolare la nostra regione con quelle nomine, ma non ci sono riusciti e questo per fare gli interessi dei loro amici e parenti”. Di questo al Qatrani ha parlato domenica scorsa con il presidente del parlamento libico, Aguila Saleh, che lui stesso definisce “tenace per le pressioni che riceve ogni giorno a livello internazionale”. Anche lui, come Saleh, ritiene che la soluzione sia nel “riformare il Consiglio di presidenza riducendolo a tre membri, uno in rappresentanza di una regione, senza un presidente in modo che i tre si intendano su ogni decisione: tra loro ci deve essere un capo del governo che formerà la squadra con la fiducia del parlamento eletto dal popolo”. (Res)
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