SPECIALE DIFESA
 
Speciale difesa: Egitto, Fronte della gioventù dei Fratelli musulmani si stacca dalla "vecchia guardia"
Il Cairo, 11 gen 15:45 - (Agenzia Nova) - Nuove spaccature all'interno dei Fratelli musulmani egiziani, gruppo considerato fuorilegge dalle autorità del Cairo. Secondo il quotidiano dell'opposizione "Shorouk", i dissidenti del Fronte della gioventù avrebbero deciso a dicembre 2016 di scegliere una nuova leadership, separata dalla guida spirituale Mohamed Badie, attualmente in carcere, affermando che "la tranquillità non è nei nostri principi", criticando l'atteggiamento dei vertici del gruppo. Tuttavia, secondo la ricostruzione del quotidiano, la "vecchia guardia" del gruppo islamista, guidata da Mahmoud Ezzat, ha duramente condannato questa presa di posizione, affermando che i dissidenti non sono più "né fratelli, né musulmani".

Le attività della Fratellanza sono state bandite nel settembre del 2013, dopo la deposizione dell'ex presidente Mohammed Morsi, esponente di spicco del gruppo islamico. Nell'ottobre dello stesso 2013 il governo ha formato un comitato "ad hoc" incaricato di gestire i fondi e le proprietà della Fratellanza. Tale organismo ha sequestrato finora decine di strutture - come aziende, scuole e centri islamici - del valore di miliardi di sterline egiziane come parte del giro di vite contro il gruppo considerato ormai fuorilegge in Egitto. I Fratelli musulmani egiziani hanno respinto qualsiasi ipotesi di avviare un processo di riconciliazione con il governo del presidente Abdel Fatah al Sisi. Commentando le voci su una possibile riconciliazione che si susseguono da giorni, dopo le dichiarazioni del numero due del gruppo islamico, Ibrahim Munir, possibilista in merito, il profilo Facebook dei Fratelli musulmani ha pubblicato una nota che pone fine a qualsiasi speranza di accordo tra le parti“.

La giustizia egiziana ha finora scongiurato il rischio che l'ex presidente Morsi sia giustiziato. La Cassazione ha deciso infatti di commutare in ergastolo la condanna a morte inflitta nel giugno 2015 in relazione all’evasione dal carcere dei vertici della Fratellanza musulmana: ora il leader della Fratellanza dovrà sottoporsi a un nuovo processo per queste accuse. Il 16 giugno 2015 la Corte penale del Cairo aveva stabilito che Morsi, insieme ad altri cinque dirigenti della Fratellanza musulmana, fosse condannato a morte per aver consentito l’evasione dal carcere di numerosi esponenti di spicco dei Fratelli musulmani il 28 gennaio del 2011. Secondo i giudici, i Fratelli musulmani avrebbero chiesto l'aiuto di 800 combattenti del gruppo palestinese Hamas e degli sciiti di Hezbollah per favorire l’evasione di massa dalle carceri egiziane.

L'ex capo dello Stato è stato condannato anche nell'aprile del 2015 a 20 anni di detenzione per l'uccisione di dimostranti nel dicembre 2012 negli scontri di Etihadia: questa pena è stata confermata in modo definitivo e non appellabile il 22 ottobre 2016. Morsi ha ricevuto altri 40 anni di carcere lo scorso 18 giugno perché considerato una spia al servizio del Qatar. Gli avvocati hanno presentato ricorso contro questa sentenza. Nello stesso giorno Morsi ha ricevuto un altro ergastolo perché sospettato di aver agito anche per conto dei servizi segreti palestinesi di Hamas. Anche in questo caso è stato fatto ricorso in appello. L'ex presidente è sottoposto a un altro processo (il quinto) per aver insultato la corte. Anche Mohamed Badie, guida suprema della Fratellanza, era stato condannato a morte. E anche nel suo caso, come per Morsi, la Cassazione ha ordinato un nuovo processo. (Cae)
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