LIBIA
 
Libia: fonti stampa, capo di Stato maggiore russo a Tobruk per incontrare Haftar
Tripoli, 11 gen 14:51 - (Agenzia Nova) - Il capo di Stato maggiore delle Forze armate russe, generale Valerj Gerasimov, si troverebbe a Tobruk, nell'est della Libia, per incontrare il comandante dell'autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), maresciallo di campo Khalifa Haftar. Lo riferisce il sito web informativo "Libyan Espress", senza divulgare ulteriori dettagli. L'incontro rientrerebbe nelle discussioni sulla possibile assistenza russa alle forze di Haftar nella guerra al terrorismo. Lo scorso 3 gennaio il presidente del parlamento libico riconosciuto dalla comunità internazionale (con sede a Tobruk), Aguila Saleh, ha affermato che la Russia “è pronta a sostenere e addestrare l’esercito libico”. Intervistato dalla radio libica “al Wasat”, commentando la sua recente visita a Mosca, Saleh ha detto di aver trovato "un’intesa con il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e comprensione su quanto sta accadendo in Libia. Ci siamo accordati su uno scambio di visite costanti”.

Secondo quanto si apprende dal sito ufficiale del parlamento libico di Tobruk, nel corso della visita a Mosca lo scorso 15 dicembre, Saleh ha discusso con Lavrov della crisi in Libia e in particolare del sostegno richiesto alla Russia per le forze di Haftar nella lotta al terrorismo, oltre che della cooperazione economica bilaterale. Il capo della diplomazia russa, dal canto suo, ha chiesto maggiori sforzi per il processo di riconciliazione nazionale libico nell’ambito delle risoluzioni dell’Onu. Gli analisti libici ritengono che ora dovrebbe rafforzarsi il ruolo della Russia nella crisi libica e a Tripoli c’è il timore, secondo il sito libico “al Wasat”, di un intervento militare di Mosca. A fine novembre si è recato infatti in Russia il generale Haftar (comandante dell'Lna) il quale ha chiesto alla Russia aiuti nella lotta alle milizie islamiche in Libia.

Mosca ha deciso ormai di sostenere più o meno apertamente Haftar, che è in conflitto con il governo del premier incaricato Fayez al Sarraj sostenuto dalle Nazioni Unite. Secondo il viceministro degli Esteri russo, Gennady Gatilov, il generale libico dovrebbe “necessariamente avere un ruolo nella leadership dello stato”. In un'intervista all'agenzia di stampa internazionale "Bloomberg", Gatilov ha criticato l'inviato delle Nazioni Unite 'in Libia, Martin Kobler, accusandolo di aver favorito alcune forze politiche nel paese nordafricano. “Crediamo che i libici debbano trovare un compromesso sulla sua partecipazione alla nuova leadership libica", ha detto Gatilov di Haftar, che controlla ormai più territorio in Libia di qualsiasi altra fazione del paese.

La Russia ha perso almeno 4 miliardi di dollari di contratti di armi e altri miliardi in accordi nel settore energetico e dei trasporti in seguito alla campagna aerea guidata dalla Nato nel 2011 per far cadere il regime di Muhammar Gheddafi dopo 42 anni di potere. La Russia sta mantenendo i contatti con tutte le parti in Libia, compreso il premier di Tripoli, Fayez Sarraj e il vice primo ministro Ahmed Maiteeq, che è di Misurata ed è considerato come il principale nemico di Haftar. Ma secondo gli analisti libici, alla luce dell’ingresso dell’Egitto nell’asse Egitto-Siria-Russia, Mosca inevitabilmente rafforzerà il suo sostegno ad Haftar che gode già di quello pieno del vicino presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi.

A colpire è stata soprattutto la tempistica della visita ufficiale di Haftar a Mosca: dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca e il recente allineamento dell'Egitto, grande sponsor di Haftar, lungo l'asse russo-siriano. Al centro dei colloqui di Haftar in Russia, secondo fonti d'intelligence del sito web informativo israeliano "Debkafile", anche la possibile apertura di una base militare russa sulle coste di Bengasi, il capoluogo della Cirenaica: una struttura dotata di unità navali ed aree ad appena 700 chilometri dalle coste d'Europa, "gemella" della base di Hmeymim, nella provincia di Latakia, in Siria. Lo stesso sito web - legato all'intelligence israeliana - ipotizza che il presidente russo Vladimir Putin possa offrire all'esercito di Haftar "aerei da guerra, elicotteri d'attacco, veicoli blindati, missili e supporto aereo nella lotta contro lo Stato islamico".

E' troppo presto, secondo "Debkafile", per capire se l'iniziativa di Mosca in Libia sia una risposta all'invito del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, a lavorare insieme in Medio Oriente, oppure se i russi stiano approfittando del periodo di transizione del potere a Washington per affrontare la nuova amministrazione Usa da potenza rivale. "In ogni caso - prosegue il sito israeliano - gli aerei russi di stanza presso la base di Hmeymim sono in grado di coprire una distanza di 1.500 chilometri fino in Libia, mentre la portaerei russa 'Admiral Kuznetsov' è ancorata non lontano dalla costa mediterranea della Siria: entrambi sono quindi disponibili per operazioni a sostegno del generale libico".

Lo scorso 12 novembre il portavoce di Haftar, colonnello al Mismari, aveva detto in un'intervista ad "Agenzia Nova", che il 99 per cento degli armamenti in dotazione all'Lna sono russi. "Io stesso ho ricevuto la formazione militare in Russia negli anni Novanta, così come la maggior parte degli ufficiali dell'Lna. I nostri tecnici addetti alla manutenzione si sono diplomati tutti nelle accademie militari russe", aveva detto ancora il colonnello libico. "Con la Russia abbiamo diversi contratti permanenti per la manutenzione e la fornitura di pezzi di ricambio. Nel 2010 abbiamo firmato con Mosca anche altri contratti per la fornitura di armi avanzate, ma l'embargo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha fermato tutto". Al Mismari aveva ricordato che "il maresciallo Haftar ha provato durante una recente visita a Mosca a spingere verso una riattivazione del contratto di forniture di armi; la Russia ha promesso di intensificare la cooperazione ma solo dopo la totale rimozione dell'embargo". (Res)
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